Settore oil: Eni, Saipem e Saras le preferite dagli analisti

Secondo Equita Sim i titoli del settore offrono un upside potenziale molto interessante nell’attuale scenario di mercato. Su Eni in particolare la casa d’affari ha portato il target price a 19 euro

Settore oil: Eni, Saipem e Saras le preferite dagli analisti

Seduta positiva per il comparto petrolifero italiano in Borsa. I principali titoli azionari del settore scambiano in linea con l’indice FTSE Mib mostrando un frazionale progresso: azioni ENI in rialzo dello 0,2% a 14,56 euro, azioni Saipem in salita dello 0,64% a 3,927 euro.

Entrambe le società sono presenti all’interno della lista dei preferiti di Equita Sim aggiornata questa mattina. Così si legge nella nota circolata: “i nostri titoli preferiti sono ENI e Repsol, tra le società integrate, Saipem nel settore servizi e Saras nel mid-downstream”.

Secondo la casa d’affari milanese i titoli del settore offrono un upside potenziale molto interessante nell’attuale scenario di mercato. Su Eni in particolare Equita ha portato il target price a 19 euro:

“In un contesto di prezzo del petrolio di 60-70 dollari/barile, riteniamo che il titolo offra un upside significativo con la società che sarà comunque in grado di aumentare la remunerazione degli azionisti (dividendi e buyback). Il titolo ha un dividend yield del 6% per un breakeven di CF di circa 50-55 dollari al barile, senza la necessità di incrementare il piano di investimenti grazie ad un portafoglio upstream che ha beneficiato negli ultimi anni di ingenti scoperte. Riteniamo inoltre che il titolo sia difensivo in un contesto di mercato azionario debole o piatto”.

Il petrolio nel 2019 secondo Equita Sim

Per quanto riguarda il petrolio gli analisti di Equita che seguono il settore hanno ridotto le ipotesi sul prezzo del Brent nel 2019 a 65 dollari (dalla precedente 77,5 dollari per barile), “a seguito di un indebolimento delle prospettive della domanda”.

“Continuiamo ad aspettarci un andamento in crescita dei prezzi del greggio negli anni a venire (75 $ nel 2020 e 80 $ nel 2021) – scrive Equita - guidato dal periodo di bassi investimenti del settore tra il 2015 e il 2018 che mina la capacità dell’industria nel rimpiazzare le riserve”.

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