Segreto Bancario Italia-Svizzera e voluntary disclosure: novità, proroga, waiver svizzero

Nel Consiglio dei Ministri di ieri sono stati approvati alcuni disegni di leggi finalizzati a rendere operativo l’accordo sulla fine del segreto bancario tra Italia e Svizzera; altre importanti novità giungono riguardo alla misura correlata della voluntary disclosure, su proroga e modulistica.

Segreto Bancario Italia-Svizzera e voluntary disclosure: novità, proroga, waiver svizzero

Il Consiglio dei Ministri tenutosi ieri ha approvato quattro disegni di legge finalizzati a rendere operativo l’accordo sulla fine del segreto bancario tra Italia e Paesi quali la Svizzera, Monaco e il Liechtnstein, a seguito degli accordi quadro raggiunti con questi stati nei primi mesi dell’anno.
Si trattava di provvedimenti urgenti perché, dal momento che entreranno in vigore dal momento della ratifica con lo stato con cui sono stati stipulati (23 e 26 Febbraio nei casi di Svizzera e Liechtnstein e 2 Marzo nel caso di Monaco), si configurano come un tassello fondamentale per l’applicazione della Legge sul rientro dei capitali dall’estero, o voluntary disclosure.
Proprio riguardo alla procedura di collaborazione volontaria (voluntary disclosure) occorre segnalare due importanti novità: una possibile proroga in arrivo e la possibilità di utilizzare anche il waiver svizzero per accedere alla procedura.

Accordo sul segreto bancario Italia-Svizzera
Svizzera, Monaco e Lietchtnestien, dopo l’approvazione dei disegni di legge emanati ieri, da parte del Parlamento, usciranno dalla black-list fiscale ovvero dalla lista dei Paesi considerati paradisi fiscali da parte del Fisco italiano. Ciò permetterà ai contribuenti, che hanno detenuto o detengono ancora capitali all’estero, di fruire dei vantaggi della voluntary disclosure, riguardo a tassazione dei capitali, rientro dei capitali all’estero e relative sanzioni. Nel dettaglio le misure emanate prevedono che:

  • in base alla convenzione stipulata tra Italia-Svizzera siano evitati casi di doppia imposizione fiscale per i contribuenti italiani che detengono capitali in Svizzera (che però decidono di «far emergere» dichiarandoli al fisco italiano); lo stesso ddl regola anche altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio;
  • il secondo e il terzo ddl relativi all’accordo tra Italia e Principato di Monaco e all’accordo tra Italia e Liechtnestein regolano soprattutto lo scambio di informazioni in materia fiscale; l’accordo con il Principato di Monaco disciplina anche i casi di doppia residenza fiscale, quelli di doppia imposizione e l’applicazione del credito d’imposta, disciplinata secondo le regole consuete che l’Italia applica nelle Convenzioni contro le doppie imposizioni;
  • Il quarto ddl riguarda i rapporti fiscali tra Italia e Santa Sede;

I disegni di legge, come detto sopra, entreranno in vigore dal momento della data della firma della convenzione con l’altro Stato e serviranno, quindi, da stimolo per legge sull’emersione dei capitali illecitamente detenuti all’estero (L. 186/2014) in vigore dallo scorso 1 Gennaio.
Tutti gli accordi, in base agli standard del modello Ocse di Tax Information Exchange Agreement (Tiea), consentiranno lo scambio di informazioni fiscali su richiesta. Tali informazioni dovranno riguardare categorie di comportamenti che fanno presumere l’intenzione dei contribuenti di nascondere al fisco italiano patrimoni o attività finanziarie detenute irregolarmente all’estero ma lo stato interpellato non potrà rifiutarsi di fornire tali informazioni sui potenziali evasori, cosicché il segreto bancario viene, di fatto, archiviato.

Voluntary disclosure: possibile proroga in arrivo?
Come già segnalato nelle scadenze fiscali di Settembre 2015, il termine ultimo per presentare domanda di accesso alla procedura di collaborazione volontaria scade il prossimo 30 Settembre: il termine ultimo entro il quale i contribuenti che che hanno commesso, fino allo scorso 30 Settembre 2014, omissioni o irregolarità in materia di detensione di capitali all’estero, possono presentare domanda telematica per sanare la loro posizione.
Una proroga, peraltro già richiesta dalle associazioni di categoria, sembra essere oltremodo opportuna, dal momento che, finora la voluntary disclosure ha ricevuto scarse adessioni e gli stessi chiarimenti sulla procedura sono arrivati tardi. Il presunto nuovo termine dovrebbe posticipare la scadenza di 6 mesi, al 31 Marzo 2016.

Voluntary disclosure con Waiver Svizzero
Infine, l’Agenzia delle Entrate ha diramato un comunicato stampa con cui informa che i contribuenti che intendono accedere alla procedura di voluntary disclosure, possono utilizzare, in alternativa al modello italiano, anche il modello waiver svizzero, predisposto dall’Agenzia delle Entrate insieme all’Associazione Bancaria Ticinese, coadiuvata dall’Associazione Svizzera dei Banchieri.
Il modello waiver (che tecnicamente rappresenta la rinuncia volontaria a una delle condizioni contrattuali) presenta maggiori dettagli sull’identificazione della relazione bancaria rispetto alla quale, il nuovo modello svizzero è stato uniformato al modello italiano, consentendo la possibilità di inserire maggiori dettagli.
Nelle istruzioni per la compilazione viene precisato anche che nel modello waiver svizzero dovranno essere comunicati anche i rapporti di conto corrente collegati al pagamento dei canoni per le cassette di sicurezza.
La presentazione del waiver da diritto alla riduzione delle sanzioni della metà del minimo edittale, in caso di violazione di obblighi dichiarativi, anche nel caso in cui mantenga o trasferisca i propri capitali presso un istituto di credito al di fuori dell’Italia o dell’UE; in caso di presentazione del waiver non si applica il raddoppio dei termini, nei casi in cui i capitali vengano mantenuti in Svizzera, Liechtnestein o Monaco o vengano trasferiti in Italia.

Consulta anche l’articolo dedicato a:
Voluntary disclosure e raddoppio dei termini per l’accertamento, secondo le recenti novità introdotte dal decreto sulla Certezza del diritto;

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