Scontro Governo Regioni: impugnante le ordinanze della Sardegna e del Piemonte

Continuano gli scontri tra il Governo e le Regioni sulla gestione del coronavirus a livello locale. L’Avvocatura dello Stato ha depositato l’atto di impugnazione nei confronti di due ordinanze: ecco perché.

Scontro Governo Regioni: impugnante le ordinanze della Sardegna e del Piemonte

Continuano gli scontri tra il Governo e le Regioni sulla gestione dell’emergenza sanitaria a livello locale, alcuni governatori infatti sembrano prendersi un po’ troppo libertà che non piacciono all’Esecutivo.

In un solo giorno il Governo ha impugnato due ordinanze regionali, quella della Sardegna, che prevedeva l’obbligo di sottoporsi al test prima di recarsi sull’Isola e quella del Piemonte con cui si obbligavano le scuole a misurare la temperatura agli studenti prima di entrare nelle aule. Ecco perché

Il Governo impugna le ordinanze delle Regioni

All’esecutivo non sono piaciute le decisioni che i Governatori della Sardegna e del Piemonte hanno preso gli scorsi giorni, e l’Avvocatura dello Stato ha depositato l’atto di impugnazione nei confronti del provvedimento di Solinas ed ha fatto ricorso al Tar della Sardegna, poiché non rispetta l’articolo 16 che garantisce la libera circolazione delle persone.

Già da ieri si aspetta l’impugnazione dal momento che l’ordinanza ha causato il caos negli scali dell’isola, adesso spetterà al presidente del Tribunale amministrativo decidere se discuterla nella prossima camera o se sospenderla subito, entro poche ore dunque.

L’altro contrasto vede come protagonista Alberto Cirio, che ormai continua a scontrarsi con il Ministro Azzolina da giorni, la quale aveva già minacciato di voler impugnare l’ordinanza. Il provvedimento del Governatore non è piaciuto nemmeno all’Ufficio scolastico regionale, che lo ha ritenuto tardivo e improprio.

D’altro canto Cirio ha affermato che fino a che il Tar non si esprimerà sulla sospensiva, l’ordinanza resterà in vigore, spiegando che “siamo convinti sia utile e necessaria, oltre a ricadere appieno nelle competenze della Regione, tra le quali c’è quella di tutelare la salute dei suoi cittadini”.

Le posizioni del Ministro Speranza

Anche il ministro della Salute, Speranza, ha affrontato il tema della misurazione della temperatura degli alunni a casa, nel corso di un suo intervento al programma diMartedì in onda su La7, ricordando ai genitori che questa procedura è “nell’interesse di tutti quanti”. Un bambino con la febbre infatti potrebbe rappresentare un pericolo non solo per gli altri alunni presenti nella sua classe ma anche per tutte le altre persone che potrebbe incontrare nel tragitto percorso da casa fino a scuola

“Chiediamo uno sforzo di poche decine di secondi alle famiglie, ma si può fare nell’interesse di tutti quanti”, ha affermato Speranza, ricordando che se un bambino ha una temperatura superiore ai 37,5 gradi deve rimanere a casa e sarà necessario inoltre contattare il medico o il pediatra che decideranno se effettuare o meno il tampone.

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