Scandalo Impresa Sicura: €1 miliardo di richieste contro i €50 milioni disponibili

Il bando Impresa SIcura di Invitalia, destinato a rimborsare i costi dei dispositivi di protezione, ha destato molto scontento nel mondo imprenditoriale

Scandalo Impresa Sicura: €1 miliardo di richieste contro i €50 milioni disponibili

In piena emergenza economica il bando Impresa SIcura di Invitalia ha scatenato molte polemiche tra quegli imprenditori che, per continuare a far lavorare in maniera sicura il proprio personale, hanno aderito al bando nazionale.

Com’era ampiamente prevedibile, le risorse destinate a questa misura di finanza agevolata, non sono state sufficienti per accontentare il cospicuo numero di imprese che hanno fatto richiesta di rimborso per le spese in dispositivi di protezione individuale affrontate.

Nonostante la graduatoria dei risultati delle imprese ammesse non sia ancora stata pubblicata, da più parti si levano critiche alle modalità scelte dalle istituzioni per fornire questo prezioso aiuto alle imprese.

Impresa Sicura: cosa prevedeva l’agevolazione per il rimborso DPI

La misura di finanza agevolata è stata lanciata da Invitalia il 1° maggio 2020 presentandosi come bando «rivolto alle aziende che vogliono chiedere un rimborso per le spese sostenute per l’acquisto di DPI». Lo strumento permette alle imprese di ricevere un contributo a fondo perduto pari al 100% per l’acquisto di mascherine, guanti, termometri, detergenti e altri dispositivi di protezione.

Il bando Impresa SIcura è stato strutturato nel seguente modo:

  • Fase 1, prenotazione delle risorse tramite click day in data 11 maggio presso un portale messo a disposizione da Invitalia. Le aziende interessate avrebbero dovuto inserire sul portale di prenotazione il codice fiscale dell’impresa, quello del legale rappresentate e il budget di spesa di cui chiedere il rimborso;
  • Fase 2, pubblicazione della graduatoria delle aziende ammesse all’agevolazione considerando l’ordine cronologico in fase di prenotazione;
  • Fase 3, presentazione della domanda di contributo (per le sole aziende ammesse) attraverso il caricamento a portale della documentazione necessaria e delle fatture ricevute e pagate con oggetto dispositivi di protezione individuale.

La dotazione finanziaria del bando Impresa SIcura ammonta a 50.000.000 €.

Impresa SIcura: il boom delle richieste e la congestione del portale

Il problema che ha coinvolto numerosi imprenditori a livello nazionale ha riguardato la Fase 1: la prenotazione delle risorse tramite click day di Impresa SIcura.

Dopo solo un minuto dall’apertura dello sportello le richieste di contributo arrivate a Invitalia, come ha reso pubblico l’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Impresa, erano già 59.025 per un totale di 498.841.142 €.

La situazione ha proseguito sul medesimo trend nei minuti successivi, tant’è che le richieste alle 9:42 ammontavano a 110.749 per oltre un miliardo di richieste di rimborsi. Come anticipato Invitalia aveva previsto per questo bando di respiro nazionale una dotazione finanziaria di soli 50 milioni di euro. Il picco di accessi nella pagina di prenotazione ha inoltre congestionato il portale per diversi minuti.

Il grande numero di imprese in difficoltà bisognose di ricevere questo genere di contributo ha fatto alzare la competitività del click day. Per tale ragione da più parti d’Italia si levano le critiche del meccanismo impostato per la richiesta dell’agevolazione.

Impresa SIcura: le strategie dei velocisti del click

Oltre alle dinamiche controverse che hanno caratterizzato l’agevolazione Impresa SIcura, c’è un altro fattore, poco noto, che ha rappresentato un fattore significativo per depositare il proprio click nel minore tempo possibile.

Il bando prevedeva l’apertura della pagina di prenotazione per il click day alle ore 09:00. Il medesimo link, fino alle 08:59, fungeva da portale per effettuare dei test di prenotazione del contributo. In questo modo, coloro che erano interessati, avevano la possibilità di comprendere il funzionamento della prenotazione.

Era lecito attendersi che, a partire alle ore 09:00, la pagina fosse soggetta ad un aggiornamento e solo da allora si potesse procedere alla compilazione. In verità l’apertura dello sportello non è avvenuta in questi termini.

Il sito permetteva la precompilazione dei campi e l’accettazione della prenotazione senza il cosiddetto refresh della pagina. Questo ha permesso a molti di effettuare la richiesta con tempistiche pari o inferiori al secondo, a discapito di chi ha compilato il format a partire dalle ore 09:00.

Molte polemiche ma non tutto è perduto

Nonostante questa faccenda continuerà a destare polemiche, soprattutto quando verranno pubblicate le graduatorie, c’è tuttavia una buona notizia per gli imprenditori non ammessi al bando Impresa SIcura.

Il Decreto Cura Italia prima e il Decreto Liquidità poi, hanno messo a disposizione delle imprese un’agevolazione a valere sulle medesime voci di spesa. Il bando è denominato credito d’imposta sanificazione e oltre a prevedere come costi ammissibili i dispositivi DPI considera, come da titolo, anche le spese di sanificazione dei locali.

Il credito d’imposta sanificazione, così come il dettaglio del funzionamento, sarà operativo nei prossimi mesi. Tuttavia si prevede un recupero di tali spese sotto forma di un credito d’imposta pari al 50% dei costi sostenuti.

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