Salvini, che gaffe: la Nutella senza nocciole turche non esisterebbe

Rea di usare nocciole turche, la Nutella è stata bollata da Salvini come prodotto anti-italiano. Ma in realtà Ferrero non ha alternative

Salvini, che gaffe: la Nutella senza nocciole turche non esisterebbe

Giorni fa, Matteo Salvini ha dichiarato di non mangiare più Nutella perché fatta con le nocciole turche. Adesso viene fuori che, senza la produzione straniera, la crema gianduia famosa in tutto il mondo non esisterebbe nemmeno.

Perché Nutella è fatta con nocciole turche

La passione di Matteo Salvini per il cibo è cosa nota. Sulla sua pagina Facebook, sono tantissimi i post sui pasti dell’ex ministro dell’Interno, e non mancano frequenti colazioni e merende a base di Nutella.

Poi, da un palco di Ravenna, lo strappo: “Ho cambiato, perché ho scoperto che la Nutella usa nocciole turche, e io preferisco le aziende che usano prodotti italiani”. Ma il mercato della materia prima smentisce il leader del Carroccio.

Il fabbisogno di Nutella, infatti, non può essere soddisfatto dal solo made in Italy. Fra il 2017 e il 2018, infatti, la Penisola ha prodotto 125mila tonnellate di nocciole, il 14% del totale globale (al secondo posto). Per la produzione della Nutella, la società di Alba consuma, secondo le stime di settore, oltre il 20% del raccolto mondiale.

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Per questa ragione Ferrero è costretta a rivolgersi altrove, e in particolare alla Turchia che è di gran lunga la maggiore produttrice di nocciole, con il 70% della produzione globale.

Il premier turco Recep Tayyip Erdogan è ben deciso a rafforzare questa posizione e ha siglato di recente un accordo con Georgia e Azerbaijan, che sono sul punto di ottenere il terzo gradino del podio, attualmente detenuto dagli Stati Uniti.

Il piano di Ferrero per incrementare la produzione italiana di nocciole

Insomma, senza le nocciole turche, la Nutella non potrebbe essere il prodotto popolare amato da milioni di persone in tutto il mondo. Ma a smentire la lotta nazionalista di Salvini non sono solo i dati del mercato, ma le stesse mosse di Ferrero per rendersi autonoma dai Paesi stranieri.

È del 2018 infatti il Progetto Nocciola Italia, lanciato dalla società di Alba. L’obiettivo è quello di aumentare la superficie di ettari coltivati da 70mila a 90mila. Ferrero ha siglato patti di filiera a lungo termine con singole aziende agricole. Questi comprendono consulenze sulla scelta delle piante, formazione costante e la garanzia d’acquisto del 75% della produzione fino al 2037 a prezzi più alti rispetto alla media.

In Italia, sono solo quattro le regioni che producono nocciole: in testa è il Lazio, con 45mila tonnellate quasi tutte provenienti dalla provincia di Viterbo, la Campania con 39mila, il Piemonte con 20mila e infine la Sicilia con 9mila tonnellate. L’autosufficienza è ancora lontana.

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