Ferrero rafforza la sua presenza in Italia: fatturato oltre 1,8 miliardi, utili in aumento, nuovi investimenti industriali e un ricambio nella governance che conferma la centralità del Paese.
Ferrero consolida il proprio ruolo nell’economia italiana e chiude l’esercizio con risultati che dimostrano la solidità del marchio nel Paese. Il fatturato della Ferrero Commerciale Italia ha infatti superato 1,8 miliardi di euro, registrando una crescita dell’1,8% rispetto all’anno precedente.
A livello di redditività, la holding Ferrero, che rappresenta la cassaforte dei marchi in Italia, ha chiuso l’esercizio con un utile di 202,4 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto ai 168,7 milioni dell’anno precedente. Numeri che testimoniano una gestione efficiente e una strategia industriale focalizzata sul lungo periodo, in cui l’Italia continua a rappresentare un pilastro fondamentale.
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Ferrero in Italia: investimenti, occupazione e produzione
Accanto alla crescita dei ricavi, Ferrero ha confermato il proprio impegno industriale nel Paese. Nell’esercizio 2024-2025 il gruppo ha investito ulteriori 108 milioni di euro nei quattro poli produttivi italiani di Alba, Pozzuolo Martesana, Sant’Angelo dei Lombardi e Balvano. Negli ultimi dieci anni, gli investimenti complessivi in Italia hanno così raggiunto quota 1,4 miliardi di euro, a dimostrazione di una strategia che punta a rafforzare la capacità produttiva e l’innovazione.
Sul fronte del lavoro, il gruppo ha garantito una sostanziale stabilità occupazionale. L’organico complessivo, considerando la capogruppo e le controllate italiane, si attesta a 7.754 dipendenti al 31 agosto 2025, con una media annua di circa 6.992 addetti. Ferrero ha ribadito, in una nota, di aver assicurato “difesa e stabilità del livello occupazionale” grazie alla centralità delle risorse umane e ai valori di sostenibilità e responsabilità sociale che caratterizzano la cultura aziendale.
Entrando nel dettaglio delle attività, Ferrero Commerciale Italia ha chiuso l’esercizio con un fatturato di circa 1,85 miliardi di euro e un utile di 51,7 milioni, in lieve calo rispetto all’anno precedente a causa dell’incremento dei costi delle materie prime. Diverso l’andamento della Ferrero Industriale Italia, che gestisce la trasformazione delle materie prime nei quattro stabilimenti nazionali: il fatturato ha raggiunto 885,9 milioni di euro, in crescita del 2,9%, con un utile salito a 64,7 milioni.
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La nuova governance e la strategia globale della società
Il 2025 segna anche un passaggio importante sul fronte della governance. Dopo sei anni, Bartolomeo Salomone ha lasciato la carica di presidente per limiti di età. Al suo posto è stato nominato Massimo Micieli, manager con oltre trent’anni di esperienza nel gruppo, affiancato da un consiglio di amministrazione composto da figure di lungo corso come Gian Mauro Perrone, Fabrizio Gavelli, Matteo Ravera e Paolo Vertemati.
La crescita in Italia si inserisce in una strategia più ampia di diversificazione internazionale voluta dal presidente esecutivo Giovanni Ferrero. Negli ultimi mesi il gruppo ha concluso acquisizioni di rilievo, tra cui WK Kellogg per circa 3,1 miliardi di dollari e la francese Carambar & Co., rafforzando la presenza nei settori della colazione e delle caramelle. Una visione globale che non indebolisce, ma anzi rafforza, il legame con l’Italia, confermata come uno dei cuori industriali e strategici del gruppo Ferrero.
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