Riunione BCE: per UBS a settembre sarà taglio tassi e nuovo QE

Nella riunione del 12 settembre la BCE lancerà un nuovo pacchetto di stimoli monetari; fra questi UBS ritiene che ci sia spazio per un nuovo QE, un taglio dei tassi sui depositi ed una revisione delle forward guidance

Riunione BCE: per UBS a settembre sarà taglio tassi e nuovo QE

La riunione della Banca Centrale Europea della prossima settimana (giovedì 12 settembre) avrà una portata storica e su questo non vi sono dubbi.

Intanto perché sarà la penultima di Mario Draghi alla guida del direttivo BCE, e poi perché – stimano diversi analisti – vedrà il lancio di diverse misure espansive di politica monetaria a sostegno di una sempre più fragile economia.

UBS prevede che, contrariamente alle attese precedenti, questo pacchetto di nuovi stimoli possa includere anche un nuovo Quantitative Easing (il primo era partito nel marzo 2015 e si era chiuso a fine 2018), ovvero un programma di acquisti di titoli.

Riunione BCE di settembre: le previsioni di UBS

Dopo i recenti interventi del presidente uscente, Mario Draghi, e degli altri esponenti dell’Eurotower il dispiegamento di importanti misure espansive è dato quasi per certo dal mercato. UBS questa mattina in un report ha scritto:

«Alla luce di dati economici deboli, del peggioramento dei rapporti commerciali tra Usa e Cina e dei segnali forniti dalla Bce e dai suoi membri, riteniamo ora che la BCE varerà un insieme di misure espansive che sarà formato da: QE di 45 miliardi di euro al mese su 15 mesi, di cui il 70% dedicato ai titoli di Stato, da un taglio dei tassi di interesse sui depositi dello 0,2% a -0,6%, dall’introduzione di un tiered deposite rate e da una nuova strategia sui tassi sulla base della quale questi potranno essere alzati soltanto molto tempo dopo la fine del Qe».

A preoccupare gli investitori è soprattutto il rallentamento economico della Germania. La Bundesbank ha recentemente lanciato l’allarme sulla possibilità che il Paese possa essere entrato in una fase di recessione tecnica nel corso di questo trimestre.

Leggi anche Germania: lo spettro della recessione spaventa i mercati.

Cambio della forward guidance

Ad oggi la forward guidance del consiglio direttivo della BCE prevede che:

«i tassi resteranno al livello attuale o più basso almeno fino alla prima metà del 2020 e in ogni caso fino a quando è necessario per assicurare una convergenza sostenibile dell’inflazione verso il suo target nel medio termine».

UBS prevede che questa formulazione sarà radicalmente cambiata con il lancio del nuovo QE. In primis la BCE modificherà l’orizzonte temporale affermando che i tassi resteranno ai livelli attuali o più bassi fino a ben oltre la fine degli acquisti di asset. Non è escluso – scrive UBS -, che la Bce possa aggiungere obiettivi qualitativi o quantitativi che facciano durare più a lungo la sua politica espansiva.

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