Riaperture automatiche nel decreto Covid? Come funzionano e da quando iniziano

Laura Pellegrini

31 Marzo 2021 - 13:15

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La Lega e Forza Italia hanno proposto al Governo l’inserimento di un meccanismo di riaperture automatiche nel nuovo decreto Covid di aprile: come funziona e da quando si potrebbe attivare.

Riaperture automatiche nel decreto Covid? Come funzionano e da quando iniziano

Il Consiglio dei Ministri presieduto da Mario Draghi dovrebbe decidere entro oggi, 31 marzo, i contenuti del decreto Covid di aprile nel quale è previsto il mantenimento della suddivisione dell’Italia per fasce di rischio, ma senza la zona gialla.

Ciò significa che dopo Pasqua e prevedibilmente fino al 30 aprile ci saranno solo zone rosse e arancioni, con divieto di spostarsi tra regioni senza motivi di necessità, bar e ristoranti aperti solo per asporto e delivery, sport e cultura bloccati. L’intenzione del Governo sarebbe quella di rimandare l’allentamento della stretta a maggio, aggiornandosi sulla situazione a metà aprile.

Tuttavia il fronte degli “aperturisti” guidato dal centrodestra ha proposto l’inserimento nel decreto di un meccanismo che faccia scattare le riaperture automatiche in tutti quei territori dove i contagi lo permetteranno. La Lega è in pressing sul Governo, mentre il ministro Speranza sottolinea la necessità di agire con cautela.

Cosa sono e come funzionano le riaperture automatiche: da quando potrebbero essere attivate e quali attività commerciali e produttive potrebbero riguardare?

Decreto Covid, ipotesi riaperture automatiche prima del 30 aprile

La cabina di regia riunita a Palazzo Chigi sta valutando il meccanismo di riapertura dalla metà del mese di aprile. Se la Lega ha proposto le riaperture automatiche in tutti i territori dove i contagi e i ricoveri lo permetteranno, i tecnici puntano invece all’introduzione di un “riferimento concettuale” secondo il quale “qualora la curva dovesse proseguire la discesa, le misure saranno alleggerite”.

La ministra per gli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, ha chiarito che “il testo del prossimo decreto Covid non è ancora pronto”, ma il Governo sta valutando la possibilità di ragionare su graduali riaperture in base all’andamento dei contagi. A guidare le decisioni saranno i dati: “Faremo un decreto ora ma sulla base dei dati disponibili oggi. Vedremo come vanno, non escludo cambiamenti in corso”, ha detto Draghi nella conferenza stampa di venerdì, anticipando eventuali novità a seconda della situazione epidemiologica che può cambiare di settimana in settimana.

Occorre dare ai cittadini una prospettiva di speranza”, ha detto Gelmini, spiegando che almeno “fino al 15-20 aprile ci vorrà ancora molta attenzione, ma poi se i numeri migliorano all’interno del dl servirebbe un automatismo per prevedere aperture mirate”.

Come funzionano le riaperture automatiche

Più che di automatismo, i tecnici di Palazzo Chigi hanno parlato di un meccanismo attraverso il quale prevedere un allentamento delle restrizioni nei territori a minor rischio epidemiologico. La mediazione accolta dal premier, su proposta di Gelmini e Giorgetti, è quella di valutare le nuove aperture sulla base delle variazioni dell’indice Rt e del numero di terapie intensive.

In questo modo, seppur escludendo l’ipotesi di ritorno in zona gialla, si potrebbe prevedere l’apertura dei ristoranti almeno per il pranzo, oltre alla ripresa dell’attività di cinema, teatri e sale da concerto nelle Regioni più meritevoli. L’ala aperturista si scontra, però, con i rigoristi che ritengono necessario un altro mese di chiusure per frenare il contagio.

La mediazione possibile riguarda l’inserimento di una norma che preveda la possibilità di introdurre provvedimenti in corso d’opera per allentare le restrizioni in territori mirati. In altre parole, potrebbero essere emanati decreti o ordinanze ad hoc, per esempio, per l’apertura di bar e ristoranti dopo la metà di aprile.

Quando le prime riaperture?

Si è pensato, inizialmente, di fissare una data (il 20 aprile) entro la quale tutta l’Italia sarebbe rimasta divisa tra zona rossa e arancione, senza la possibilità di passaggio in zona gialla. A partire dalla metà del mese di aprile, inoltre, si sarebbe potuto valutare un allentamento delle restrizioni nei territori a basso rischio.

Ma l’idea di fissare un termine massimo per le riaperture è poi sfumata: per i rigoristi non se ne può parlare fino alla fine di aprile, ma per gli aperturisti uno spiraglio c’è.

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