Resto al Sud 2019, novità per i professionisti fino a 45 anni

Resto al Sud 2019: novità sui requisiti d’accesso. L’agevolazione è stata estesa anche ai professionisti e fino a 45 anni di età grazie al decreto attuativo atteso a breve in Gazzetta Ufficiale.

Resto al Sud 2019, novità per i professionisti fino a 45 anni

Resto al Sud 2019, novità in programma: potranno accedervi anche i liberi professionisti oltre alle imprese, e fino a 45 anni di età.

Sono queste le innovazioni introdotte dal decreto firmato il 5 agosto 2019 da Luigi Di Maio, il Ministro dello Sviluppo Economico dell’ormai ex-Governo.

È ora attesa a breve la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, così da rendere effettive le modifiche in merito ai requisiti per accedere a Resto al Sud.

Poi toccherà ad Invitalia, ente responsabile della gestione delle richieste e del riconoscimento degli incentivi, che metterà online la piattaforma di presentazione delle domande aperta ai nuovi destinatari.

Resto al Sud 2019, novità: vale anche per i professionisti

Come sopra anticipato, con il decreto del 5 agosto 2019 è stata estesa la base di beneficiari degli incentivi previsti dal programma Resto al Sud in due diverse direttrici:

  • includendo i professionisti oltre alle imprese;
  • allargando la fascia d’età di riferimento, ovvero dai 18 ai 45 anni.

Una volta resi ufficiali i cambiamenti, Invitalia, che si occupa della gestione delle richieste e del riconoscimento degli incentivi, provvederà alla messa online della piattaforma che accoglierà le domande dei nuovi destinatari.

Le modifiche in chiave estensiva dei requisiti per l’accesso a Resto al Sud sono stati introdotte dalla Legge di Bilancio, ed il decreto del MISE, arrivato ormai ad anno inoltrato, rende operative le novità.

A poter accedere agli incentivi Resto al Sud saranno quindi i professionisti, iscritti agli Albi o meno. L’importante, se non iscritti a nessun Albo, è la diversificazione delle attività.

Spiega il decreto che per lo svolgimento di attività da libero professionista bisogna “non essere titolari di Partita IVA per l’esercizio di un’attività analoga a quella proposta nei dodici mesi precedenti la presentazione della domanda di agevolazione.”

Questo vuol dire che il decreto non consente l’accesso agli incentivi Resto al Sud se

“nei dodici mesi precedenti la presentazione della domanda di una partita IVA associata a un codice Ateco identico, fino alla terza cifra delle attività economiche, a quello corrispondente all’attività oggetto di domanda di ammissione alle agevolazioni.”

Incoraggiata quindi la linea di diversificazione delle attività professionali.

Dal punto di vista burocratico, oltre alla pubblicazione a breve in Gazzetta Ufficiale manca una circolare attuativa, prevista per metà settembre, che risistemi le procedure per chi è risultato beneficiario degli incentivi.

Resto al Sud 2019, i requisiti di accesso per i professionisti

Resto al Sud 2019 concede incentivi e contributi nella formula del fondo perduto e finanziamento agevolato tramite Invitalia, che si occupa della gestione delle domande e dei riconoscimenti.

Appare utile riepilogare di seguito quali sono i requisiti di accesso:

  • essere residenti in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia;
  • avere meno di 46 anni;
  • non essere in possesso di un contratto a tempo indeterminato;
  • non essere titolare di un’impresa in esercizio a partire dal 21 giugno 2017;
  • non essere titolari di Partita IVA nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni.

Si spera che con questo provvedimento si intraprendano una serie di benefici che, oltre ad essere a vantaggio dei giovani meridionali, possa portare ad una riqualificazione e re-industrializzazione dei territori dismessi.

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