Reddito di cittadinanza: chi guadagna di più dal nuovo assegno unico

Simone Micocci

29/12/2021

29/12/2021 - 12:12

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Chi prende il reddito di cittadinanza godrà di un vantaggio più o meno elevato grazie all’introduzione dell’assegno unico per i figli. Ecco chi ci guadagna di più.

Reddito di cittadinanza: chi guadagna di più dal nuovo assegno unico

Nel 2022 una famiglia con reddito pari a zero potrà godere di un’entrata maggiore rispetto a quella garantita dal solo reddito di cittadinanza: all’importo del sostegno al reddito introdotto ormai nel lontano marzo 2019, si aggiunge infatti il nuovo assegno unico universale spettante per ogni figlio, con un aumento considerevole dell’entrata mensile.

D’altronde, chi ha un reddito zero e quindi si presume non abbia alcuna attività lavorativa, fino a oggi non ha potuto godere degli assegni al nucleo familiare invece riconosciuti ai lavoratori dipendenti. L’introduzione dell’assegno unico per i figli rappresenta invece un’importante novità, in quanto questo strumento spetta a tutti, lavoratori autonomi e disoccupati compresi.

Va detto, però, che assegno unico e reddito di cittadinanza non sono pienamente cumulabili in quanto nel testo del provvedimento viene stabilito un meccanismo per cui dall’importo del reddito di cittadinanza viene sottratta la quota riconosciuta ai figli per i quali spetta l’assegno unico.

Un’operazione che, come già anticipato, rappresenta un vantaggio per chi prende il reddito di cittadinanza in quanto va a innalzare l’importo massimo che può essere riconosciuto mensilmente. Ma chi guadagnerà di più da questa operazione? Scopriamolo.

Reddito di cittadinanza: qual è l’importo massimo oggi

Oggi il reddito di cittadinanza ha un importo di massimo 500,00€ per la persona sola con reddito zero. Questo valore aumenta tanti più sono i componenti del nucleo, in quanto va moltiplicato per il relativo parametro di scala di equivalenza così calcolato:

  • valore pari a 1 per il richiedente della misura;
  • aggiunta di uno 0,2 per ogni altro componente minorenne;
  • aggiunta di uno 0,4 per ogni altro componente maggiorenne.

In ogni caso il parametro di scala di equivalenza non può superare il valore di 2,1, o 2,2 nel caso dei nuclei familiari dove c’è un componente con disabilità. Detto questo, ne risulta che l’importo massimo percepibile ogni mese è di 1.050,00€ nel primo caso, 1.100,00€ nel secondo.

Ovviamente per avere diritto a un tale importo, essendo il reddito di cittadinanza un’integrazione al reddito, bisogna che il reddito familiare sia pari a zero.

Per capire quando spetta un tale importo, invece, bisogna vedere la composizione del nucleo familiare. Possono arrivare a un parametro di scala di equivalenza di 2,1, ad esempio, i nuclei familiari composti da due persone maggiorenni (1,4) e quattro minorenni (0,8): per questi il calcolo ci restituisce un parametro pari a 2,2, ma sappiamo che il limite da non superare - a patto che uno di questi componenti abbia una qualche disabilità - è comunque pari a 2,1.

Ma possono arrivare a 2,1 anche i nuclei familiari con tre maggiorenni (1,8) e due minorenni (0,4), per i quali vale lo stesso discorso fatto in precedenza. Ebbene, come cambia per questi l’entrata mensile con l’introduzione dell’assegno unico?

Reddito di cittadinanza e assegno unico: cosa cambia

L’assegno unico per le famiglie con reddito pari a zero (e fino a un ISEE di 15.000,00€) è pari a 175,00€ per figlio, con l’aggiunta di maggiorazioni a seconda delle situazioni:

  • 85,00€ per ogni figlio successivo al secondo;
  • 100,00€ d’importo forfettario in caso di almeno quattro figli;
  • maggiorazione di 20,00€ per figlio nel caso di mamma Under 21;
  • maggiorazione che va dai 100,00€ ai 90,00€ nel caso dei figli con disabilità.

Questo strumento viene riconosciuto in automatico a chi prende il reddito di cittadinanza, ma non prima di aver tolto da quest’ultimo la quota spettante ai figli. Nel dettaglio, nel calcolare l’integrazione spettante a titolo di reddito di cittadinanza nel parametro di scala di equivalenza non vengono considerati i minori per i quali si percepisce l’assegno unico.

Vediamo alcuni esempi di come ciò si traduce in cifre.

Famiglia composta da due genitori e quattro minori

Come anticipato, in questo caso - sempre che il reddito familiare sia pari a zero - spetta un reddito di cittadinanza mensile d’importo pari a 1.050,00€, o 1.100,00€ qualora ci fossero dei componenti con disabilità.

Ebbene, con il pagamento dell’assegno unico l’importo del reddito di cittadinanza viene ricalcolato tenendo conto di un parametro di scala di equivalenza di 1,4, in quanto calcolato solamente sui genitori. D’improvviso, quindi, il reddito di cittadinanza passa a 700,00€ mensili, con l’aggiunta però di un assegno unico così calcolato:

  • 175,00€ per tutti e quattro i figli;
  • 85,00€ per il terzo e il quarto figlio;
  • 100,00€ forfettari.

In totale, abbiamo un assegno unico di 970,00€, che aggiunto al reddito di cittadinanza ci restituisce un importo di 1.670,00€, molto di più rispetto ai 1.050,00€ riconosciuti fino a oggi. Un vantaggio di 620,00€ mensili.

E l’importo sarebbe ancora maggiore nel caso in cui uno dei quattro figli avesse una qualche disabilità, in quanto si aggiunge un importo che va dai 100,00€ ai 90,00€ mensili.

Famiglia composta da tre maggiorenni e due minori

L’importo massimo del reddito di cittadinanza spetta anche alla famiglia con tre maggiorenni - si pensi ad esempio a due genitori più la nonna - e due minorenni, sempre che il reddito ovviamente sia pari a zero.

Con il pagamento dell’assegno unico per i due minorenni scatta il ricalcolo del reddito di cittadinanza, con un parametro di scala di equivalenza che passa da 2,1 a 1,8. Di conseguenza, il reddito di cittadinanza scende da 1.050,00€ a 900,00€.

L’assegno unico, invece, sarà pari a 175,00€ per figlio, per un totale quindi di 350,00€. Aggiungendovi il reddito di cittadinanza si sale a 1.250,00€, con un vantaggio di 200,00€ rispetto a quanto percepito oggi.

Un vantaggio maggiore nel caso in cui la mamma abbia meno di 21 anni, in quanto bisogna aggiungere la maggiorazione dei 20,00€ per figlio.

Famiglia composta da due maggiorenni e tre minorenni

Oggi una famiglia così composta ha un parametro di scala di equivalenza pari a 2, con un reddito di cittadinanza di 1.000,00€ mensili. Non è il massimo ma comunque ci si avvicina.

Con il pagamento dell’assegno unico il reddito di cittadinanza verrà calcolato su un parametro di scala pari a 1,4 (considerando solamente i due genitori) e un assegno mensile che passa a 700,00€.

L’assegno unico, invece, sarà di 175,00€ per tutti e tre i figli, con l’aggiunta poi di 85,00€ per il terzo figlio: in totale stiamo a 610,00€, arrivando così a 1.310,00€ totali, con un vantaggio di 310,00€ mensili rispetto a quanto viene pagato oggi.

Famiglia composta da due maggiorenni e cinque minorenni

Un guadagno considerevole per una famiglia alquanto numerosa, con due maggiorenni e cinque minorenni. Oggi questa ha un reddito di cittadinanza che in ogni caso non supera i 1.050,00€ (o 1.100,00€ in caso di persone con disabilità), ma con l’introduzione dell’assegno unico ci sarà un guadagno considerevole.

Il reddito di cittadinanza ricalcolato solamente tenendo conto dei due genitori scende infatti a 700,00€, ma a questo va aggiunto un maxi assegno unico pari a:

  • 175,00€ per ogni figlio;
  • 85,00€ in più per terzo, quarto e quinto figlio;
  • 100,00€ forfettari.

In totale stiamo a 1.230,00€ di assegno unico, per un totale di 1.930,00€ se si aggiunge il reddito di cittadinanza. Un vantaggio di 880,00€ mensili rispetto a oggi.

Meno vantaggi per le famiglie con meno figli

Il vantaggio maggiore, quindi, si ha per le famiglie molto numerose e con reddito pari a zero. Il minimo vantaggio, invece, lo hanno le famiglie composte da uno o due maggiorenni e un minorenne: rispetto a un reddito di cittadinanza oggi pari a 600,00€ (con un maggiorenne e un minorenne) o 800,00€ (due maggiorenni e un minorenne), con l’assegno unico nel 2022 si arriverà a 675,00€ o 875,00€, con un vantaggio dunque di appena 75,00€ al mese.

Lo stesso vale per le famiglie con uno o due maggiorenni e due minorenni: in entrambi i casi con l’introduzione dell’assegno unico il vantaggio si limita a 150,00€ in più ogni mese.

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