Quanto valgono le SPAC e perché rischiano di essere una nuova bolla finanziaria

Riccardo Lozzi

10 Marzo 2021 - 06:11

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Nell’ultimo anno si è assistito alla crescita esponenziale delle SPAC nella borsa statunitense. Una panoramica sul valore di questo mercato e perché rischia di generare una nuova bolla finanziaria.

Quanto valgono le SPAC e perché rischiano di essere una nuova bolla finanziaria

C’è un nuovo fenomeno che si sta manifestando in forma sempre più ampia nella borsa statunitense. Si tratta delle SPAC, ovvero società particolari già presenti nel mercato azionario che, attraverso una fusione, permettono di far accedere altre compagnie senza che quest’ultime siano obbligate a dover rispettare i requisiti necessari per un’offerta pubblica iniziale.

Nonostante si sia assistito alla comparsa delle Special Purpose Acquisition Company già negli anni ‘80, per lungo tempo queste erano state relegate ad operazioni finanziarie di secondo piano.

Negli ultimi anni, invece, si è osservata una crescita del loro utilizzo, con un vero e proprio rally registratosi dall’inizio della pandemia da Covid-19, durante la quale è cresciuta la partecipazione dei piccoli investitori privati dilettanti negli investimenti in Borsa, come mostrato dal caso GameStop.

Diverse analisi condotte da parte di osservatori finanziari mostrano quindi quanto valgono attualmente le SPAC e perché rischiano di generare una nuova bolla finanziaria.

Quanto vale il mercato delle SPAC

Un esempio recente è quello di Anghami, la prima azienda araba quotata sul Nasdaq grazie alla possibilità di associarsi con Vistas Media Acquisition Company Inc. e che potrebbe raggiungere in futuro una valutazione compresa tra i 220 e i 230 milioni di euro.

Quello della cosiddetta Spotify del Medio Oriente è solo uno dei 474 casi di SPAC degli ultimi 15 mesi per un valore totale di 156 miliardi di dollari. Queste sono a loro volta suddivise in 248 operazioni e un ammontare totale di 83,3 miliardi di dollari nel 2020, e in ulteriori 226 transazioni per un corrispettivo di 73 miliardi di dollari solamente nei primi tre mesi del 2021.

Un volume che ha portato le SPAC a rappresentare oltre il 70% del mercato IPO. Numeri impressionanti se confrontati, ad esempio, al 2019, quando 59 SPAC avevano raccolto “appena” 13,6 miliardi di dollari.

La crescita di questo settore potrebbe però rappresentare un ulteriore pericolo per il sistema finanziario, non solo americano, ma globale.

Nuovo rischio di bolla finanziaria?

Il maggiore rischio è rappresentato infatti dal fatto che diverse di queste società di acquisizione per scopi speciali coinvolgano soggetti ad alto rischio e le immettano in maniera incontrollata all’interno degli indici borsistici.

Si teme quindi uno scenario che non permetta più di distinguere tra i titoli più solidi e quelli più volatili, così che per gli investitori privati aumenta la possibilità di incappare in questi ultimi senza accorgersene.

Sono molti i player finanziari, tra cui hedge fund, private equity e altri intermediari, che stanno dando vita a scommesse short su questo genere di compagnie.

Al tempo stesso viene lanciato un grido d’allarme sulla fine che attende questo genere di azioni, con gli analisti che si dichiarano sicuri che non si tratti più di una questione di “se” ma di “quando” si assisterà alle ripercussioni negative a causa di questo mercato, non sostenibile nel medio-lungo periodo.

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