Ecco la prima società araba quotata sul Nasdaq

Riccardo Lozzi

3 Marzo 2021 - 17:24

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Anghami, startup di streaming musicale e considerata la Spotify del Medio Oriente e Nord Africa, sarà la prima società araba quotata sul Nasdaq.

Ecco la prima società araba quotata sul Nasdaq

Giornata storica per la borsa americana. Anghami, azienda di streaming musicale nata in Libano e con sede ad Abu Dhabi, sarà la prima società tecnologica araba a essere quotata sul Nasdaq.

Per poter accedere al mercato newyorkese, la Spotify del Medio Oriente si fonderà con la società di acquisizione per scopi speciali (SPAC) Vistas Media Acquisition Company Inc.

Grazie alla possibilità di associarsi con una Special Purpose Acquisition Company già presente sul Nasdaq, Anghami potrà accedere al listino borsistico senza dover passare per un’offerta pubblica iniziale, ponendo le basi per uno dei più grandi investimenti degli ultimi anni per una startup araba.

Anghami è la prima società araba quotata sul Nasdaq

Secondo alcune indiscrezioni, in seguito a questo accordo la piattaforma musicale più utilizzata in Medio Oriente e Nord Africa potrebbe raggiungere una valutazione compresa tra 220 e 230 milioni di dollari, ma c’è anche chi si spinge a ipotizzare un valore di 300 milioni di dollari.

La transazione include un impegno di 30 milioni di dollari da parte di Shuaa Capital, compagnia di asset management di Dubai, e 10 milioni di dollari dalla società madre della SPAC Vista Media Capital di Singapore.

Eddy Maroun, co-fondatore e CEO di Anghami, ha commentato questa operazione dichiarando come la possibilità di essere quotati nell’azionariato USA permetterà alla startup di aver accesso al capitale di crescita di Nasdaq, un fattore fondamentale per un’espansione aziendale sempre più forte.

D’altronde nel 2020 Anghami, che in arabo significa “i miei brani”, nonostante la crisi economica globale dovuta alla pandemia da Covid-19, è riuscita ad attrarre 1 miliardo di dollari di finanziamenti totali, con un incremento del 13% rispetto all’anno precedente.

I numeri della Spotify del Medio Oriente

All’inizio di quest’anno, dopo un lungo corteggiamento da parte degli Emirati Arabi, i quali stanno mettendo in campo diversi sforzi per diversificare la propria economia e renderla sempre meno dipendente dal petrolio, è stato trasferito l’headquarter da Beirut ad Abu Dhabi.

Maroun ha affermato come gli investimenti ottenuti verranno impiegati per consolidare la propria presenza nel mercato mediorientale e nordafricano e, allo stesso tempo, provare a diffondere il proprio servizio anche al di fuori di queste regioni.

Attualmente Anghami può contare su oltre 70 milioni di iscritti alla piattaforma e 57 milioni di canzoni disponibili nel catalogo, generando circa 10 miliardi di ascolti all’anno.

Negli ultimi tre anni le entrate sono cresciute dell’80%, con un totale di 142 milioni di dollari di liquidità nel bilancio previsto alla chiusura dell’accordo. Inoltre è atteso un ulteriore aumento dei ricavi di cinque volte nei prossimi tre anni.

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