Quali sono realmente gli effetti dello spread sui mutui?

Facciamo chiarezza sulla differenza tra lo spread Btp-Bund e lo spread bancario che regola i tassi di interesse dei mutui

Quali sono realmente gli effetti dello spread sui mutui?

In queste ultime settimane, causa la crisi di Governo, si sta assistendo all’aumento del differenziale tra Btp decennali e Bund tedeschi e di conseguenza è tornata l’ansia da spread. Ma il termine spread è un’abbreviazione che spesso porta a tanta confusione, soprattutto quando si parla di mutui.

Sarebbe utile fare un po’ di chiarezza. Chi afferma che una forbice più ampia del differenziale tra Btp e Bund porti ad aumento automatico dei tassi di interesse dei mutui dimostra di non conoscere la differenza tra i due tipi di spread.

Quando ci si riferisce allo spread Btp-Bund si fa riferimento alla differenza di rendimento tra i titoli di Stato italiani a 10 anni e i rispettivi Bund tedeschi, mentre quando si parla di spread dei mutui ci si riferisce al margine di guadagno applicato dalle banche che, aggiunto al parametro di riferimento, per esempio Euribor o Eurirs, determina il tasso finale in base al quale il cliente andrà a pagare le rate del piano di ammortamento.

In modo troppo semplicistico i due concetti vengono racchiusi in un’unica parola e perfino gli addetti ai lavori e noti personaggi politici incappano nell’errore. È il caso dell’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che in un recente post su Facebook ha collegato l’innalzamento dello spread (inteso quello obbligazionario) ad un prossimo aumento dei tassi di interesse. Lo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel discorso ufficiale in cui ha spiegato le motivazioni della mancata formazione del Governo Conte, ha menzionato i tassi dei mutui come possibile conseguenza della salita del differenziale Btp-Bund.

Crisi di Governo e aumento dello spread, quale impatto sui mutui? I mutui a tasso variabile in corso sono indicizzati all’indice Euribor e non variano in base al differenziale tra Btp decennali e Bund tedeschi. Quando invece parliamo di mutui ancora da stipulare, i tassi proposti ai clienti da parte delle banche sono la conseguenza delle politiche monetarie della Bce e delle decisioni commerciali degli istituti di credito.

Che cosa è successo ai tassi dei mutui quando lo spread Btp-Bund ha superato quota 200? A dimostrazione del fatto che i mutui non sono influenzati dallo spread obbligazionario basta verificare l’andamento del differenziale nel corso del 2017: lo spread ha toccato più volte punte superiori agli attuali livelli e contemporaneamente i tassi Euribor e Eurirs registravano i minimi storici.

Cosa accadde invece nel 2011 quando in piena crisi del Governo Berlusconi lo spread raggiunse il massimo storico di 575 punti? Partiamo dall’Eurirs, il parametro di riferimento dei mutui a tasso fisso: nell’agosto 2011, quando iniziò la crisi di governo, le scadenze Irs 10-15-20-25-30 erano sopra quota 3%. Da quel momento scesero costantemente fino ad arrivare a fine 2011 ben sotto il 3%, 2,68 per l’Eurirs 10 anni e 2,57 per l’Eurirs 30 anni. Stesso discorso per l’Euribor 3 mesi: ad agosto la scadenza trimestrale era poco sopra l’1,50 e a fine anno scese a 1,36. Tutto questo mentre lo spread Btp-Bund continuava a salire inesorabilmente.

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