Quali parlamentari andranno a casa se vince il Sì al referendum

Quali deputati e senatori andrebbero a casa stando alla riforma del taglia dei parlamentari? Ecco cosa accadrebbe alla Camera e al Senato in caso di una vittoria del Sì al referendum.

Quali parlamentari andranno a casa se vince il Sì al referendum

Si avvicina il momento del referendum sul taglio dei parlamentari, con le urne che si apriranno domenica 20 e lunedì 21 in concomitanza con le elezioni regionali (si voterà in sette Regioni) e il primo turno delle amministrative (oltre 1.100 i Comuni interessati).

Gli italiani saranno chiamati a confermare o meno la riforma, fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle, approvata definitivamente dalla Camera lo scroso ottobre. Un referendum questo che si è reso necessario dopo la presentazione di 71 firme da parte di altrettanti senatori.

La riforma prevede una diminuzione del numero dei deputati (da 630 a 400) e dei senatori eletti (da 315 a 200), per una sforbiciata complessiva che così andrebbe a riguardare 345 parlamentari in totale.

Ma chi saranno i deputati e senatori che andranno a casa se dovesse vincere il Sì al referendum? Nell’immediato nulla andrebbe a cambiare, visto che il taglio entrerebbe in vigore a partire dalla prossima legislatura, ma anche in futuro molto dipenderà dalla legge elettorale.

Referendum: chi verrebbe tagliato?

In caso di una vittoria del Sì al referendum, nessuno degli attuali deputati o senatori sarà costretto a fare le valigie e ad abbandonare la bambagia romana. La riforma infatti entrerebbe in vigore a partire dalla prossima legislatura.

Per capire come avverrebbe questo taglio si può fare riferimento a un dossier realizzato dalla Camera nelle scorse settimane, dove è stata calcolata la diminuzione della rappresentanza parlamentare per ogni Regione in caso di una conferma alle urne della riforma.

Bisogna specificare però che questa simulazione riguarda l’attuale legge elettorale, il Rosatellum, che comunque dovrà essere modificata ridisegnando i collegi se dovesse vincere il Sì.

Il governo però è orientato ad approvare una legge elettorale tutta nuova, denominata Brescellum e che è stata calendarizzata alla Camera a fine mese dopo il referendum. Resta da capire se il discorso verrebbe portato avanti anche in caso di un successo del No.

In conclusione, con una vittoria del Sì nessun parlamentare verrebbe “tagliato” nell’immediato, mentre per capire come cambierà l’assegnazione dei seggi si dovrà vedere con quale legge elettorale gli italiani saranno chiamati a esprimersi alle prossime elezioni.

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