Referendum taglio parlamentari: data, quesito e guida al voto

Tutto pronto per il referendum costituzionale sul taglio di 345 parlamentari: ecco cosa serve per votare, il quesito sottoposto agli elettori e il contenuto della riforma che andrà a modificare le Camere.

Il referendum sul taglio dei parlamentari è alle porte: domenica 20 settembre dalle 07.00 alle 23.00 e lunedì 21 settembre dalle 07.00 alle 15.00 gli elettori sono chiamati a confermare o respingere la legge che ha tagliato 345 poltrone in Parlamento.

I cittadini maggiorenni dovranno votare Sì oppure No al quesito referendario: se vince il fronte del Sì viene confermata la riforma costituzionale degli articoli 56, 57 e 59 con il taglio di 115 senatori e 230 deputati con la conseguente modifica della rappresentanza democratica. Se, invece, dovesse vincere il No il Parlamento non subirebbe nessuna modifica.

Quello sul taglio dei parlamentari è un referendum senza quorum, significa che è valido a prescindere dalla percentuale di elettori che si recheranno alle urne. Vince il fronte che ottiene anche un solo voto in più.

Nelle stesse date - 20 e 21 settembre - si vota anche per le elezioni regionali e amministrative per il rinnovo delle giunte e dei consigli regionali e comunali.

Referendum taglio dei parlamentari: data e quesito e come si vota

Stabilire la data del voto non è stato affatto semplice dato che l’emergenza coronavirus ha reso necessari molteplici slittamenti, e ancora oggi c’è chi ritiene se sarebbe stato opportuno attendere ancora, anche perché la votazione obbliga ad una sanificazione straordinaria degli istituti scolastici. Alla fine la data concordata per il referendum coincide con le elezioni regionali e comunali: il 20 settembre per tutta la giornata (07.00-23.00) e il 21 settembre per metà giornata (07.00-15.00).

Quest’anno all’interno dei seggi elettorali ci saranno alcune novità per prevenire il coronavirus: obbligo di indossare la mascherina, distanza di sicurezza di almeno un metro e percorsi obbligati in entrata e in uscita indicati dalla segnaletica sul pavimento. Inoltre ogni elettore prima di impugnare la matita copiativa dovrà disinfettarsi le mani con il gel a disposizione nel seggio.

Il quesito sottoposto agli elettori è il seguente:

“Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 240 del 12 ottobre 2019?”

Cosa serve per votare al referendum

Ogni elettore deve recarsi nella sezione elettorale indicata all’interno della tessera elettorale. Possono votare tutti i cittadini maggiorenni, uomini e donne, muniti di:

Questi documenti sono imprescindibili e senza non è possibile esercitare il diritto di voto in nessuna tipologia di elezione.

È previsto il quorum?

Quello per cui si andrà votare il prossimo 20 e 21 settembre è un referendum costituzionale e confermativo, disciplinato dall’articolo 138 della Costituzione, per il quale non è previsto il raggiungimento di un quorum particolare. Ciò vuol dire che la votazione è valida a prescindere dalla percentuale di elettori che si recheranno alle urne. La riforma sul taglio dei parlamentari viene confermata se i Sì superano i No senza particolari soglie.

Cosa cambia con il taglio dei parlamentari?

La legge oggetto del referendum va a modificare gli articoli 56, 57 e 59 della Carta costituzionale nei quali è descritta la composizione delle due Camere del Parlamento.

Con questa riforma si vanno ad eliminare 345 posti totali in Parlamento, che alle prossime elezioni sarà composto da 200 senatori e 400 deputati, con un risparmio stimato di 100 milioni di euro all’anno (cioè 500 milioni a legislatura).

Ma se i cittadini italiani dovessero esprimere un voto contrario (quindi il No) si tornerà allo status quo ante, ovvero 945 parlamentari totali di cui 630 deputati e 315 senatori, come prevede la Costituzione.

Il referendum sul taglio dei parlamentari riguarda anche la Circoscrizione estero: qui i deputati passano da 12 ad 8 e i senatori da 6 a 4. La riduzione delle poltrone comporta di conseguenza la riduzione del numero minimo di senatori eletti da ogni Regione: se il taglio venisse confermato, si passerebbe da un minimo di 7 elettori ad un minimo di 3; tale numero resta invariato soltanto per due Regioni che sono Molise e Valle d’Aosta: nella prima il minimo continua ad essere 2 senatori e nella seconda 1.

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2 commenti

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Stefano • 3 mesi fa

Io vado sicuramente a votare per il bene collettivo

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indignato • 10 gennaio

Non sò se andrò mai più a votare, dopo tutti questi voltagabbana, figurarsi se lo farò in un referendum, sarebbe ora che iniziassero a pensare seriamente a fare qualcosa di importante per il paese , invece di pensare al loro portafoglio , qui il paese sta andando a fondo e come sempre nessuno pagherà... mi vergogno di essere un Italiano , anche se è vero che ognuno ha ciò che si merita

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