Partite IVA, chi guadagna di più? Notai, commercialisti e consulenti in testa

Anna Maria D’Andrea

19 Luglio 2021 - 10:54

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Partite IVA, quali sono le attività che consentono di guadagnare di più? Notai, commercialisti e consulenti in testa alla classifica: ecco i dati del MEF pubblicati nel 2021.

Partite IVA, chi guadagna di più? Notai, commercialisti e consulenti in testa

Partite IVA, chi guadagna di più? A fornire la risposta è il Ministero dell’Economia, con le statistiche ISA relative al 2020.

I dati pubblicati il 14 luglio 2021 mostrano che sono notai, commercialisti e consulenti i titolari di partita IVA con redditi più elevati e, più in generale, è il mondo delle professioni quello che presenta guadagni maggiori.

In coda invece agricoltori e allevatori, il cui reddito medio dichiarato si assesta intorno ai 5.000 euro circa.

Le statistiche diffuse dal MEF sono state elaborate sulla base dei dati relativi agli ISA presentati nel 2020 e relativi all’anno d’imposta 2019, quello precedente allo scoppio dell’emergenza Covid-19.

Partite IVA, chi guadagna di più? Notai, commercialisti e consulenti in testa

Sono in totale 2.740.641 i titolari di partita IVA che applicano gli ISA, in calo rispetto ai dati relativi al 2018 per effetto dell’estensione dei limiti per l’accesso al regime forfettario.

I nuovi requisiti per l’applicazione della flat tax hanno portato ad una “fuga dagli ISA” soprattutto nel settore delle professioni, con una riduzione del 32% dei contribuenti tenuti alla compilazione con la dichiarazione dei redditi. Più contenute le diminuzioni negli altri macrosettori.

Il 52% dei soggetti sottoposti alla pagella dell’imprenditore si collocano al Nord del Paese, il 27% nel Sud e nelle Isole e il 21% nelle regioni del Centro Italia.

Le statistiche diffuse dal MEF confermano i luoghi comuni, e fissano in testa alla classifica delle partite IVA che guadagnano di più i notai.

Il reddito medio dichiarato nel 2020 dagli studi notarili è stato pari a 91.200 euro, con un incremento del 36,5% rispetto al 2019.

Ai notai seguono i titolari di partita IVA che si occupano di consulenza, tra cui commercialisti e consulenti del lavoro, con un reddito dichiarato pari a 70.600 euro, seguiti dai professionisti del settore sanitario, con 69.600 euro.

Le statistiche relative all’applicazione degli ISA, la pagella dell’imprenditore che ha sostituito gli studi di settore, evidenziano in maniera inequivocabile che sono i professionisti i titolari di partita IVA che dichiarano redditi più alti.

La media è pari a 65.620 euro, con un aumento nel corso dell’anno d’imposta 2019 pari al 24% rispetto all’anno precedente.

Se notai, commercialisti e consulenti del lavoro occupano i primi posti in classifica, a seguire si collocano architetti e ingegneri, con un reddito medio pari a 44.400 euro.

Partite IVA, agricoltori e allevatori in coda alla classifica dei redditi

Dopo i professionisti si colloca il settore delle manifatture, con un reddito medio dichiarato pari a 43.320 euro, seguito dai servizi (33.130 euro) e dal commercio (28.140 euro).

È il settore dell’agricoltura quello meno redditizio: i dati diffusi dal MEF evidenziano che il reddito medio dichiarato nel 2020 è stato pari a 5.850 euro, con una flessione del 6,55% rispetto al 2019.

Ancora inferiori sono i redditi degli allevatori, pari a 5.100 euro in media.

Il dato relativo alle attività agricole si discosta di molto dal reddito medio d’impresa e di lavoro autonomo registrato, pari a 37.500 euro per le persone fisiche, con un incremento del 13% rispetto all’anno recedente, 45.650 euro per le società di persone (+1,4%) e a 34.670 euro per le società di capitali ed enti, unica categoria con una lieve flessione (-1,6%).

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