PD e M5S insieme alle regionali? Ecco dove potrebbero vincere per i sondaggi

Continua il pressing del Partito Democratico e del premier Conte per un patto tra i dem e il Movimento 5 Stelle alle regionali: stando ai sondaggi, ecco in quali Regioni i giallorossi potrebbero battere il centrodestra.

PD e M5S insieme alle regionali? Ecco dove potrebbero vincere per i sondaggi

La partita delle elezioni regionali agita la maggioranza. Quando il prossimo 20 e 21 settembre si apriranno le urne in sette Regioni, così come avvenuto a gennaio per l’Emilia Romagna in ballo ci potrebbe essere pure il futuro del governo.

Se la vittoria netta di Stefano Bonaccini ha in qualche modo evitato una possibile spallata da parte della Lega per chiedere le elezioni anticipate, adesso la crisi sanitaria ed economica dovuta al coronavirus fa traballare di nuovo Giuseppe Conte.

Non è un caso che il premier in questi giorni abbia più volte sottolineato l’importanza di una alleanza tra PD e Movimento 5 Stelle alle prossime regionali, ipotesi questa auspicata anche dai vertici dei dem.

Finora i 5 Stelle hanno sempre respinto al mittente ogni apertura a riguardo, tranne in Liguria dove ci dovrebbe essere un candidato condiviso, ma alla fine questo pressing potrebbe andare a buon fine visto anche il responso dei vari sondaggi sulle elezioni regionali fatti nelle ultime settimane.

PD-M5S: dove possono andare insieme alle regionali

Nonostante la prima volta in Umbria sia stato un mezzo disastro, il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle stanno cercando di capire se ci possono essere dei presupposti per una alleanza anche in vista della prossima tornata delle elezioni regionali.

Tolta la Valle d’Aosta che può essere considerata una situazione a sé, al momento un patto tra i giallorossi è da escludere per motivazioni diverse soltanto in Toscana, Veneto e Campania.

In Toscana infatti il centrosinistra si presenterà compatto per difendere la sua storica roccaforte, mentre in Campania la candidatura di Vincenzo De Luca da parte dei dem rende impossibile ogni trattativa dopo che inizialmente si era parlato del ministro Sergio Costa come candidato comune.

Per quanto riguarda il Veneto, dove una vittoria di Luca Zaia appare essere scontata, non solo il PD e i 5 Stelle avranno ognuno un proprio candidato, ma anche Italia Viva andrà per conto proprio.

Cosa dicono i sondaggi

Per quanto riguarda invece Liguria, Puglia e Marche invece il dialogo tra i giallorossi sarebbe molto fitto, anche alla luce dei recenti sondaggi fatti dall’istituto Noto in vista delle elezioni regionali del 20 e 21 settembre.

In Liguria è dove il discorso sarebbe più in fase avanzata, con Ferruccio Sansa probabile candidato PD-M5S. Stando al sondaggio, il giornalista sarebbe al 42% mentre il governatore uscente Giovanni Toti del centrodestra al 49%. Un distacco importante ma non impossibile da colmare durante la campagna elettorale.

Nelle Marche invece Maurizio Mangialardi del centrosinistra viene dato al 40% contro il 48% di Francesco Acquaroli del centrodestra. Il 9% attribuito al pentastellato Gian Mario Mercorelli sarebbe così decisivo per sperare in una vittoria dei giallorossi.

Discorso simile in Puglia, dove Michele Emiliano dato al 38% sarebbe dietro a Raffaele Fitto indicato al 45%, ma con l’11% attestato alla grillina Antonella Laricchia ci potrebbe essere un sorpasso da parte dell’asse PD-M5S.

Naturalmente queste percentuali non possono essere soltanto semplicemente sommate, visto che ci sarebbe da capire la reazione degli elettori a questo simposio. Resta il fatto che un patto giallorosso potrebbe cambiare le carte in tavola in queste elezioni regionali.

Se in Liguria una rimonta appare essere difficile, perlomeno si potrebbe andare a evitare un trionfo a Toti, mentre nelle Marche e in Puglia i giallorossi potrebbero avere serie chance di vincere.

Il PD e il premier Conte stanno in queste ore cercando di vincere le resistenze del Movimento 5 Stelle, disposto in Liguria a ragionare su Sansa ma poco propenso a convergere in Puglia e nelle Marche verso due uomini di partito come Emiliano e Mangialardi.

Si dovrà capire adesso se le diplomazie a lavoro avranno la meglio rispetto alle remore dei pentastellati, ma questo serrato pressing alla fine potrebbe avere buon esito specie nelle Regioni considerate in bilico.

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