Nuovo lockdown in Italia? Conte ha deciso: ecco cosa aspettarsi

Conte torna sul rischio di chiudere di nuovo tutto in caso di un peggioramento dell’epidemia in Italia. Non ci sarà un nuovo lockdown, promette: “Il Paese deve correre in sicurezza”.

Nuovo lockdown in Italia? Conte ha deciso: ecco cosa aspettarsi

Non ci sarà un nuovo lockdown in Italia. Tra un’epidemia che procede al ritmo di oltre 1.000 casi al giorno, la fine della bella stagione e la riapertura delle scuole, sono in molti a temere un’altra chiusura completa delle attività e una situazione simile a quella vissuta in primavera. Mentre Macron in Francia annuncia la possibilità di un nuovo lockdown nazionale, Conte rassicura gli italiani: niente più lockdown, “serve prudenza ma non dobbiamo limitare le attività economiche”.

Conte: “Non rischiamo più lockdown”

Già ai primi di agosto, in occasione della firma del nuovo dpcm, il premier era intervenuto per fare chiarezza sui piani del prossimo futuro. In un colloquio con il Corriere della Sera, Conte ha voluto sottolineare:

“Io lo so che non avremo nuove chiusure, che non rischiamo nuovi lockdown. Lo so perché abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare per questo e su questo ogni giorno. Siamo tranquilli perché abbiamo creato una rete sanitaria efficace ed efficiente.... Io tutto questo non voglio sprecarlo”

Sul fronte gestione epidemia l’Italia ha ricevuto diversi elogi da personalità straniere, a testimonianza di una certa efficienza nell’organizzazione per una emergenza che, comunque, è stata tragica anche nel nostro Paese.

E così, sulla scia di questo clima più ottimistico sul numero di ricoveri e decessi da coronavirus, soprattutto se confrontato con quanto sta accadendo in Europa, Conte, in una nuova intervista al Corriere, ha detto:

“Abbiamo lavorato in modo metodico, nel segno della precauzione. Siamo gli unici ad aver elaborato un meccanismo di monitoraggio della curva del contagio sofisticato, basato su 21 parametri che restituiscono un’analisi del rischio dettagliata, che scende in valutazioni territoriali anche molto circoscritte”.

Un sistema grazie al quale “possiamo affrontare l’autunno con prudenza ma senza limitare le attività economiche. Dobbiamo rispettare le minime regole precauzionali vigenti che ci consentiranno di assecondare la ripresa che già i è manifestata nei mesi scorsi. Il Paese deve correre in sicurezza”, conclude il premier.

Conte difende la sua linea anti-Covid

Nonostante i toni duri dell’opposizione sulla gestione della crisi sanitaria ed economica, Conte non è pentito di quanto è stato fatto per mettere al sicuro gli italiani.

Gli errori ci sono stati, ma hanno avuto un impatto minimo secondo il primo ministro. Le sue parole sono state ferme e sicure al riguardo:

Sono sempre stato rigoroso, ma non mi pento di nulla. Quando abbiamo deciso di chiudere dicevano che dovevamo tenere aperto. Quando volevano cominciare ad aprire, ci chiedevano di essere rigidi. Mi sono sempre confrontato con ministri e scienziati e ora ho la percezione che se concederemo qualche apertura faremo bene”

Settembre resta un banco di prova fondamentale e delicato per il Governo Conte e per la sicurezza sanitaria. Nonostante l’ottimismo del presidente del Consiglio, infatti, i nuovi focolai, il rischio di casi di importazione, l’emergenza immigrazione e il problema asintomatici sono tutti fattori che allertano ancora. Senza parlare, ovviamente, della riapertura delle scuole, vero nodo cruciale di questo autunno anomalo.

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