Riapertura scuola a rischio: 5 Regioni in rivolta, che succede?

La riapertura della scuola è ufficiale, ma avvolta nel caos. Proprio quando il ministero dell’Istruzione ha dato il via libera per il 1° settembre, almeno 5 Regioni vogliono ritardare l’inizio dell’anno scolastico. Che succede?

Riapertura scuola a rischio: 5 Regioni in rivolta, che succede?

La riapertura della scuola annunciata e confermata per il 14 settembre - il 1° del mese prossimo per i corsi di recupero - sta facendo tremare il Governo. E gettando nel caos personale scolastico e Regioni, forti della loro autonomia nel decidere il calendario delle lezioni.

Un accordo definitivo per sciogliere tutti i nodi rimasti irrisolti sulla sicurezza in aula, in primis quello dei trasporti, potrebbe arrivare lunedì 31 agosto.

Intanto, però, alcune Regioni hanno alzato le barricate contro questo momento di incertezza e hanno minacciato di non avviare le lezioni il 14 settembre. Sono almeno 5 i governatori in rivolta contro la riapertura della scuola tra 15 giorni. Che succede?

Scuola al via il 14 settembre? A rischio in 5 Regioni

Non c’è più certezza sulla data di riapertura della scuola e sull’avvio delle lezioni. Il 14 settembre, infatti, resta il giorno indicato ufficialmente dal ministero dell’Istruzione per tornare in classe.

Tuttavia, tenendo conto dell’autonomia regionale, il via libera alle lezioni in presenza potrebbe non essere uguale per tutti.

Dinanzi ai ritardi organizzativi e logistici, con il grande interrogativo sulla consegna dei banchi monoposto, sono già 3 le Regioni che apriranno gli istituti scolastici dopo il 14 settembre: Puglia e Calabria (24 settembre), Sardegna (22 settembre).

Intanto, il governatore della Campania De Luca ha lanciato l’allarme: “Da qui a una, due settimane saremo chiamati a prendere decisioni importanti. Pensate all’apertura dell’anno scolastico: nelle condizioni attuali non è possibile aprire.

Scetticismo sull’avvio tra due settimane è emerso anche dall’Abruzzo, con il presidente Marsilio che ha parlato chiaro: “Non c’è nulla di pronto, a me arrivano richieste, da parte di tutti i sindaci, anche di centrosinistra, di prendere tempo. Non vedo cosa ci sarebbe di scandaloso: c’è comunque l’appuntamento elettorale, che senso ha aprire in fretta e furia, per poi richiudere”

Con questo clima il vertice con le Regioni di lunedì 31 agosto appare cruciale. Si dovrà trovare un compromesso a tutti i costi, per evitare di perdere ancora tempo prezioso. Cosa si deciderà?

Trasporti e scuola: come risolvere?

Organizzare al meglio e in sicurezza i trasporti pubblici locali resta un obiettivo urgente per la ripartenza della scuola.

Non c’è ancora un accordo definitivo al riguardo. La ministra De Micheli si è detta fiduciosa sul raggiungimento di una soluzione.

Sul tavolo dell’incontro tra Cts, Governo e enti locali ci sono le seguenti proposte: riempimento massimo dell’80% di treni, bus e metro, obbligo di mascherina bordo, viaggi in piena capienza per tragitti non superiori ai 15 minuti, condierare congiunti i compagni di classe, pensare a barriere tra i sedili.

Il tempo scorre e la scuola sta per essere riaperta: quello dei trasporti è un nodo fondamentale da sciogliere. Le Regioni sono già sul piede di guerra.

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