Nuovo DPCM, tre livelli di rischio: dal coprifuoco al lockdown in base all’indice Rt

Nuovo DPCM: non è bastata una giornata di trattative tra governo e Regioni per arrivare a una decisione. Conte pensa a tre livelli di rischio: da un coprifuoco nazionale fino a lockdown locali in base all’indice Rt.

Nuovo DPCM, tre livelli di rischio: dal coprifuoco al lockdown in base all'indice Rt

Regna la confusione in merito all’imminente nuovo DPCM, il terzo in poco più di una settimana e che dovrebbe arrivare al più tardi nella serata di martedì 3 novembre per avere poi una durata di un mese.

Alla fine nessuna decisione ufficiale è stata presa nella giornata di domenica durante la riunione fiume alla presenza di Giuseppe Conte, dei ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia, dei delegati dei partiti della maggioranza, del commissario straordinario Domenico Arcuri e dei rappresentanti di Regioni ed Enti Locali.

Il problema rimane sempre quello: governo e Regioni sembrerebbero continuare a rimpallarsi il cerino di chi, visto l’aumento dei contagi certificato anche dall’ultimo bollettino, dovrà prendersi la responsabilità di decidere misure probabilmente draconiane.

Giuseppe Conte in vista del nuovo DPCM vorrebbe chiudere le zone più a rischio e, a livello nazionale, avrebbe ceduto a un coprifuoco che scatterebbe a partire dalle ore 20.

I governatori invece, soprattutto quelli del centrodestra, non vorrebbero provvedimenti locali ma solo nazionali, ripassando così la palla nelle mani del governo non prendendosi la responsabilità di decidere eventuali lockdown territoriali.

Una sorta di mediazione sarebbe arrivata in tarda serata con Giuseppe Conte che, visto lo stallo del tavolo con Regioni ed Enti Locali, avrebbe in mente una soluzione che si andebbe a basare su tre livelli di rischio.

Nuovo DPCM: i tre livelli di rischio pensati da Conte

La mediazione sul nuovo DPCM sarebbe arrivata nella tarda serata e prevederebbe tre livelli di rischio, in base all’indice Rt che parametra la capacità di trasmissione del virus da parte di un soggetto positivo verso altri sani.

Il terzo livello è quello nazionale - scrive il Corriere - il secondo livello è con misure più severe riservate a Regioni più critiche e il primo livello è quello con misure ancora più severe riservato a regioni che sono in scenario 4 e rischio alto”.

Si partirebbe così con le misure a carattere nazionale: coprifuoco a partire dalle ore 20 con autocertificazione per gli spostamenti serali, didattica solo online a partire dalla seconda media e obbligo di mascherina tra i banchi.

Al vaglio oltre alla chiusura dei musei, delle slot machine in bar e tabaccheria e la chiusura dei centri commerciali nei fine settimana, anche il blocco degli spostamenti tra Regioni che dovrebbe essere consentito solo per motivi di lavoro e la chiusura dei musei.

Dove si andrebbe a superare un indice Rt di 1,5 scatterebbero la possibilità di nuove misure restrittive locali, con la decisione di ulteriori strette che così spetterebbe alle Regioni.

Dove invece si andrebbe a registrare un indice superiore a 2 si entrerebbe nel primo livello di rischio, ovvero lo Scenario 4 del documento dell’ISS, che comporterebbe veri e propri lockdown con la chiusura di tutte le attività commerciali tranne alimentari, farmacie e tabaccai.

Si tratta però ancora di ipotesi, visto che la fumata bianca in merito a questo nuovo DPCM dovrebbe arrivare soltanto tra oggi e domani, con il provvedimento che poi avrebbe una durata fino al 4 dicembre.

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