Nuova Zelanda, report sul lavoro: le 3 cose da sapere

Analisi fondamentale dei dati sull’occupazione, il tasso di disoccupazione e salari. In aumento le assunzioni, ma aumentano anche i disoccupati. Perché?

Un miglioramento dell’occupazione e un tasso di disoccupazione peggioramento: è questo il riassunto della pubblicazione dei dati riguardo il mondo del lavoro della Nuova Zelanda.
Come anticipato in Forex: i 5 market mover per il trading di questa settimana, martedì sera sono stati pubblicati i dati relativi al mondo del lavoro in Nuova Zelanda.

Il dato sul cambiamento dell’occupazione trimestrale ha battuto le aspettative, con un aumento dell’1.2%, contro il previsto 0.8%.
Contemporaneamente però, arriva il dato sul tasso di disoccupazione, anche questo più alto del previsto: il numero di disoccupati sale al 5.7%, contro l’aumento stimato di 5.3%, in aumento sul dato del mese precedente di 5.4%.
Uno scenario misto. Scaviamo più in profondità nei numeri per dare realmente un senso all’ultimo rapporto di lavoro.

Ecco le 3 cose da sapere sul report sul lavoro della Nuova Zelanda.

1. Occupazione trimestrale su dell’1.2%
L’indice sul cambiamento dell’occupazione trimestrale - in riferimento all’ultimo trimestre del 2014 - ha mostrato un aumento dell’1,2% nelle assunzioni per gli ultimi tre mesi dell’anno, un aumento più forte rispetto a quello previsto allo 0,8%. Inoltre, la lettura del trimestre precedente è stato rivista e mostra ora una crescita dello 0,9% dell’occupazione dallo 0,8% di partenza.

Una rapida analisi delle pubblicazioni precedenti dimostra che il cambiamento dell’occupazione trimestrale si è rivelato più forte del previsto nelle ultimi cinque uscite su sei, il che indica indubbiamente un trend positivo per l’occupazione.

2. Cresce il tasso di partecipazione, cresce la disoccupazione
La crescita improvvisa del tasso di disoccupazione dal 5,4% al 5,7% ha preso di sorpresa la maggior parte dei forex trader, visto che in molti si aspettavano che il dato scendesse al 5,3%, dato il forte aumento delle assunzioni.
Ma non si pensi che sia necessariamente un dato negativo. Uno sguardo più da vicino ai dati porta a notare che l’aumento del tasso di occupazione è stato effettivamente causato da un aumento del tasso di partecipazione, visto che il dato è salito dal 69% ad un record di 69,7%.

Un tasso di partecipazione più alto fondamentalmente significa che più persone si stanno unendo alla forza lavoro in cerca di un impiego, invece di rinunciare alla caccia al lavoro, grazie al miglioramento delle prospettive di assunzione che attirano più candidati. Il dato quindi potrebbe anche stimolare ancora la fiducia dei consumatori e una spesa più forte.

3. Aumento sui salari
La media sui salari cresce dello 0,5% nell’ultimo trimestre del 2014, come previsto, portando l’inflazione dei salari a + 1,8% annuo.

Il dato è, per ora, al sicuro al di sopra dell’IPC annuale della Nuova Zelanda a 0,8%, il che suggerisce che l’aumento dei salari potrebbe tradursi in una spesa più forte ed in una crescita più robusta nel lungo termine.

In poche parole, l’ultimo report sul lavoro dimostra che il settore in Nuova Zelanda sta andando bene, il che significa che la RBNZ potrebbe non avere più bisogno di tagliare i tassi di interesse nel breve termine.

Prima della pubblicazione dei dati, l’asta dei prezzi sul settore caseario della Nuova Zelanda Paese ha mostrato un impressionante rialzo del 9,4%, il che indica che l’industria top del Paese potrebbe essere già in campo per contribuire ad un ulteriore aumento dell’occupazione nei prossimi mesi.

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