Gli ultimi passaggi dei primi decreti attuativi del Jobs Act sembrano riservare sorprese oltremodo sgradite per gli italiani, dal momento che i benefici concessi dalla Naspi per il 2015 potrebbero essere sensibilmente ridotti.
I passaggi conclusivi dei decreti attuativi del Jobs Act potrebbero riservare amare sorprese per i cittadini italiani che potrebbero ritrovarsi con delle norme che contengono dei provvedimenti leggermente diversi, per la portata minore dei benefici concessi, rispetto ai tanti vantaggi decantati dal Governo all’indomani dell’approvazione dei primi provvedimenti della riforma del lavoro. Occorre a tal proposito ricordare che i primi due decreti attuativi della riforma del lavoro sono attualmente all’esame delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato per un parere consultivo e non vincolante.
Dopo aver considerato i possibili fronti di modifica del contratto a tutele crescenti e della connessa disciplina dei licenziamenti occorre ora chiarire quali possono essere i possibili mutamenti riguardo alla Naspi 2015, il nuovo sussidio di disoccupazione che sostituisce la vecchia Aspi, dal prossimo 1 Maggio.
Rispetto alla bozza del decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso Dicembre, il testo attualmente all’esame della Commissione Lavoro del Senato, prevede delle differenze riguardo alle categorie di lavoratori interessati alla Naspi 2015 e all’entità del nuovo ammortizzatore sociale.
Le possibili novità
- la Naspi potrà essere assegnata ai lavoratori che dimostrano di aver svolto almeno 30 giornate di lavoro (e non più 18) nei 12 mesi che precedono lo stato di disoccupazione;
- l’indennità sarà piena per i soli primi 3 mesi mentre dal quarto mese è prevista una riduzione del 3% dell’importo (prima era previsto che la riduzione iniziasse dal quinto mese);
- Viene spostata nel secondo decreto attuativo, quello dedicato agli ammortizzatori sociali, la disciplina del contratto di ricollocazione, prima inserita nel decreto attuativo dedicato alla disciplina del contratto a tutele crescenti;
Le misure invariate
Rimangono, invece, invariati altri aspetti della Naspi 2015, illustrati anche precedentemente:
- lo scopo dell’ammortizzatore sociale che è quello di fornire un sostegno al reddito di lavoratori subordinati che hanno involontariamente perso la propria occupazione;
- i destinatari del sussidio di disoccupazione che sono, appunto, i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, con la sola esclusione dei dipendenti pubblici a tempo indeterminato e degli operai agricoli con contratto qualsiasi tipologia contrattuale;
- Requisiti: stato di disoccupazione involontaria, almeno 13 settimane di contributi versati nei quattro anni che precedono il momento della disoccupazione e, come già ricordato sopra, almeno 30 giornate di lavoro nei 12 mesi precedenti la disoccupazione;
- Importo: importo rapportato alla retribuzione percepita negli ultimi quattro anni con il seguente calcolo: totale della retribuzione percepita negli ultimi quattro anni, diviso il numero di settimane di contribuzione, moltiplicato per il coefficiente 4,33. Se la retribuzione non supera i 1.195 euro mensili, sarà pari al 75% di tale retribuzione; se supera i 1.195 euro mensili, sarà pari al 75% della retribuzione più il 25% della differenza tra retribuzione e 1.195. Rimane confermato il limite di 1300 euro mensili, in ogni caso.
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