Il paradosso McDonald’s: a rischio crisi per aumento qualità

McDonald’s introduce gli hamburger freschi al posto di quelli congelati: clienti in rivolta per l’allungamento dei tempi di attesa.

McDonald’s rischia di pagare caro la sua scelta di migliorare la qualità del cibo. Ha del paradossale quanto sta succedendo negli Stati Uniti dove molti clienti si stanno lamentando per la scelta del fast food di aggiungere degli hamburger di manzo fresco nel proprio menù.

Secondo i clienti abituali di McDonald’s questa scelta sta avendo degli effetti negativi sulla velocità del servizio poiché gli hamburger freschi hanno bisogno di circa un minuto in più per cuocersi rispetto a quelli congelati.

Come riportato da Reuters, McDonald’s potrebbe essere costretta a tornare sui propri passi, altrimenti rischia di perdere buona parte della propria clientela che già prima di questa decisione non era soddisfatta della qualità, ma soprattutto della velocità, del servizio.

D’altronde è stato proprio il sistema produttivo rivoluzionario messo su da McDonald’s ad aver portato la catena al successo, non di certo la qualità degli alimenti. Dal 1955 (anno di fondazione del franchising) nei ristoranti si vendono hamburger congelati che solitamente vengono persino preparati in anticipo e mantenuti caldi in un piatto fino a quando non vengono utilizzati per farcire un panino. Un processo di discutibile qualità, ma agli americani non sembra interessare.

Da McDonald’s si cerca la velocità e non la qualità, e per quanto riguarda il primo aspetto negli ultimi anni i risultati non sono per nulla soddisfacenti. Se continuerà così, infatti, la catena di fast food più famosa al mondo rischia una crisi senza precedenti che non potrà essere migliorata neppure inserendo dei piatti “stellati” nel menù.

McDonald’s, clienti in rivolta: no agli hamburger freschi

Al momento solo alcuni ristoranti McDonald’s hanno cominciato a vendere gli hamburger freschi al posto di quelli congelati, mentre dal prossimo anno questa novità sarà estesa in tutti gli Stati Uniti.

Probabilmente però l’azienda dovrà tornare ripensarci, perché ad oggi i feedback dei clienti non sono positivi. Specialmente nel servizio McDrive di McDonald’s i nuovi hamburger stanno portando ad un rallentamento della produzione tant’è che in alcuni casi è stato richiesto ai clienti di parcheggiare l’auto per qualche minuto.

Un problema sul quale gli americani non hanno intenzione di transigere, tant’è che in molti hanno minacciato di recarsi presso altri fast-food qualora i tempi per l’attesa non verranno ridotti.

Insomma, la scelta di McDonald’s potrebbe rivelarsi la peggiore della propria storia, tant’è che potrebbe portare ad una profonda crisi per l’azienda, al pari di quella che sta coinvolgendo marchi come Buffalo Wild Wings e Applebee che stanno pagando il cambio di abitudini dei millennials.

McDonald’s rischia di soccombere ai rivali

Se McDonald’s dovesse procedere con l’introduzione dell’hamburger fresco dovrà fare in modo di ridurre i tempi di attesa, specialmente per il McDrive. Questo infatti è il settore di punta dell’azienda, da cui ogni anno si registra il 70% del totale delle vendite.

Perdere clienti anche in questo settore potrebbe essere un danno insostenibile per l’azienda che, come rivelato da McDonald’s agli investitori, già lo scorso anno negli USA ha già dovuto rinunciare a 500 milioni di ordini a vantaggio dei propri competitors.

Il motivo di questa crisi è dato dall’allungamento dell’attesa, un problema riscontrato già prima dell’introduzione dei nuovi hamburger. Ed è per questo che negli ultimi due anni il CEO Steve Easterbrook ha messo su una campagna di riduzione dei tempi di produzione, che ha portato alla cancellazione di alcune opzioni dal menù e all’introduzione dei nuovi schermi per le “ordinazioni fai da te”.

Nonostante ciò McDonald’s è ancora molto indietro rispetto ai propri rivali, tant’è che nel 2017 si è classificata ultima (per la terza volta consecutiva) nella classifica dei fast food che soddisfano maggiormente i clienti americani, ottenendo un punteggio pari a 69/100 a fronte di una media nazionale di 79.

D’altronde anziché puntare sulla velocità, elemento alla base del successo di McDonald’s, negli ultimi 10 anni l’azienda ha preso delle scelte volte a migliorare la qualità del menù, allungando però i tempi per la preparazione. Basti pensare che negli ultimi 10 anni i tempi di attesa del McDrive si sono allungati del 25%.

Cosa ne sarà quindi di McDonald’s? Gli analisti, così come i vertici dell’azienda, sono convinti che nel medio periodo gli americani apprezzeranno le differenze tra carne fresca e congelata accettando eventuali rallentamenti del servizio.

Una previsione confermata da tre McDonals’s di Dallas che hanno aderito a questa iniziativa, i quali hanno dichiarato che le vendite dei panini con gli hamburger sono aumentate dal 20% al 50%.

Una scelta rischiosa quindi, che si potrebbe rivelare vincente, ma anche portare l’azienda al fallimento; un pericolo che a quanto pare da McDonald’s pensano valga la pena correre.

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