MES: Conte vuole stoppare tutto fino a settembre per salvare il governo

Sul MES il Partito Democratico sta alzando il pressing ma Giuseppe Conte appare intenzionato a resistere, almeno fino a settembre: una scelta questa per mettere a riparo il governo da una crisi estiva, ma anche per sperare di non essere il primo Paese a richiedere l’attivazione del prestito.

MES: Conte vuole stoppare tutto fino a settembre per salvare il governo

Giuseppe Conte si appresta a vivere un’altra estate rovente ma questa volta il premier, ben conscio di quello che è successo lo scorso anno, vuole evitare a tutti i costi una sorta di Papeete bis.

La situazione però è assai complicata. Per prima cosa c’è la crisi economica e sanitaria in corso, che ha provocato decine di migliaia di morti e fatto crollare il PIL, senza contare lo spauracchio di una seconda ondata in autunno.

Dopo aver cercato di tamponare l’emergenza nella sua fase iniziale con il lockdown e costose misure tampone, il governo adesso deve effettuare un cambio di passo che però ancora non appare all’orizzonte.

Un pantano dovuto allo stallo che si è creato in Europa, dove soltanto a metà luglio si dovrebbe decidere sul Recovery Fund con i soldi (tanti) che però si dovrebbero vedere soltanto nel 2021.

Chi invece può garantire subito denaro fresco, 36 miliardi per la precisione, è il tanto discusso MES, invocato a gran voce non solo dal Partito Democratico e da Italia Viva ma anche da Forza Italia, ma che rimane una sorta di tabù per il Movimento 5 Stelle.

In questo scenario, Giuseppe Conte come un equilibrista che cammina su un filo sottilissimo sta cercando di arrivare fino a settembre, quando ci potrebbero essere le condizioni politiche per aprire una vera discussione sul MES.

La spina MES per Conte

Se per Eduardo De Filippo si doveva passà ‘a nuttata in Napoli Milionaria, per Giuseppe Conte adesso lo scopo sembrerebbe essere quello di superare indenne l’estate evitando una nuova crisi sotto il sole come avvenuto un anno fa.

PD e Italia Viva nelle ultime ore sono tornati alla carica sul MES, forti anche della sponda di Forza Italia. Sarebbero 36 miliardi per le spese sanitarie che all’Italia servirebbero come il pane, specie se come pare non ci sarebbe da firmare alcun memorandum.

Giuseppe Conte da mesi continua a ribadire che il MES al momento non serve all’Italia, ma fondamentalmente non è contrario alla richiesta di un prestito che appare essere a tassi praticamente irrisori.

Dire subito sì al meccanismo però vorrebbe dire mettere seriamente a rischio la tenuta del governo: in un eventuale passaggio parlamentare, il Movimento 5 Stelle si spaccherebbe e i giallorossi rischierebbero di andare a casa.

Si vocifera di conseguenza che il premier abbia ben chiara quale sia la strategia da seguire: rinviare la discussione sul MES a settembre, focalizzando tutti gli sforzi estivi per ottenere il massimo dal Recovery Fund.

Rinviare a settembre per salvare il governo

Un successo in Europa andrebbe a blindare la posizione di Conte a Palazzo Chigi, ma prendendo altro tempo si andrebbe di fatto pure a chiudere una pericolosa finestra elettorale visto che il 20 e 21 settembre si voterà per l’election day.

Se poi come appare scontato dovesse vincere il Sì al referendum per il taglio dei parlamentari, servirebbero altri mesi per modificare la legge elettorale senza contare che, a luglio 2021, scatterà il semestre bianco dove non si possono sciogliere le Camere.

C’è poi anche un altro fattore che sembrerebbe spingere il premier a rimandare una decisione sul MES, visto che la speranza sarebbe quella che nel frattempo almeno un altro Paese dell’Unione, magari Cipro come si vocifera, possa decidere di attivare il meccanismo.

Il premier infatti non vorrebbe che l’Italia fosse la prima a richiedere il prestito, considerando che questo potrebbe apparire come una sorta di segnale di debolezza. Accodarsi ad altri Paesi invece potrebbe essere un’arma in più per vincere le resistenze dei 5 Stelle.

Alla luce di tutto questo per Giuseppe Conte sembrerebbero essere tanti i motivi per mandare la palla in tribuna, tornando a giocare la delicata partita del MES soltanto a settembre quando i fattori in campo potrebbero essere molto più favorevoli al premier.

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