Seguire il M5S o Forza Italia? Salvini alla prova del nove sul ddl Anticorruzione

Accontentare i 5 Stelle oppure seguire la linea contraria di Forza Italia? Questo è il dilemma di Matteo Salvini in merito al disegno di legge Anticorruzione.

Seguire il M5S o Forza Italia? Salvini alla prova del nove sul ddl Anticorruzione

Più che la legge di Bilancio è un altro il tema che potrebbe mettere in crisi l’alleanza di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle. Mentre si serrano i tempi per imbastire la prossima Finanziaria, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in Consiglio dei Ministri ha presentato il suo disegno di legge Anticorruzione.

Un provvedimento questo salutato con entusiasmo dal popolo pentastellato, è da sempre uno dei punti cardine del credo grillino, mentre Forza Italia è pronta alle barricate parlando di un testo visto come un “mostro anticostituzionale”.

La domanda che però sorge spontanea è un’altra: cosa farà adesso Matteo Salvini, voterà il ddl voluto dai nuovi alleati del Movimento 5 Stelle oppure si opporrà al provvedimento assieme agli amici storici di Forza Italia?

Forza Italia contro il ddl Anticorruzione

Da sempre quello della lotta alla corruzione è uno dei punti chiave del Movimento 5 Stelle. Ora che sono andati al governo, i pentastellati non hanno perso molto tempo nel presentare un disegno di legge sul tema.

Il guardasigilli Alfonso Bonafede, nel primo Consiglio dei Ministri svolto dopo la pausa agostana, ha così presentato il suo ddl Anticorruzione che riprende alcune delle storiche battaglie dei 5 Stelle.

Via libera dunque quindi agli agenti sotto copertura, tipo infiltrati come avviene nelle indagini contro la criminalità organizzata e il terrorismo, per indagare al meglio dove ci sono sospetti di fenomeni corruttivi.

Altro punto molto importante è quello del Daspo a vita nella Pubblica Amministrazione per i condannati in via definitiva per i seguenti reati: malversazione aggravata dal danno patrimoniale, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione propria, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione attiva, istigazione alla corruzione, peculato, concussione, abuso d’ufficio aggravato dal vantaggio o dal danno di rilevante gravità e traffico di influenze illecite.

Un provvedimento questo pensato dal ministro Bonafede che ha fatto insorgere Forza Italia, che ha parlato di morte della cultura garantista in Parlamento e approccio estremista, oltre che di principi di incostituzionalità.

In mezzo al guado di questo scontro politico c’è la Lega. Il carroccio infatti governa con i 5 Stelle, ma non ha mai rotto ufficialmente con Forza Italia e insieme amministrano tante Regioni e comuni.

Salvini al bivio

Non è un caso che Matteo Salvini , intervenuto a Radio Anch’Io, abbia usato toni molto prudenti in merito al ddl Anticorruzione.

Sul Daspo a vita per i corrotti, previsto dal ddl anticorruzione, stiamo leggendo e rileggendo il testo: la lotta senza quartiere alla corruzione è una priorità, come quella alle mafie, e contro le mafie nel pacchetto sicurezza a cui sto lavorando ci sarà una stretta. Ma bisogna stare attenti a garantire che fino al terzo grado di giudizio si è innocenti, processi sommari non sono da paese civile. Ma chi corrompe deve pagare.

Il ministro dell’Interno quindi ancora non si sbilancia ma ben presto dovrà prendere una posizione chiara: nel testo di Bonafede non sembrerebbero esserci molti margini di “trattativa”, quindi o la Lega ci sta oppure potrebbe saltare tutto.

Creare una crisi politica su un tema così sentito nel paese come la corruzione potrebbe essere rischioso. Anche se il carroccio vola negli ultimi sondaggi, se il governo dovesse cadere perché la Lega non ha votato un testo contro la corruzione potrebbe essere un pericoloso boomerang.

Dall’altro lato però ci sono i rapporti con Forza Italia che devono rimanere buoni: anche se ormai il carroccio domina nel centrodestra, non si possono mettere a rischio le amministrazioni guidate con gli azzurri e, cosa sempre da tenere conto, meglio non inimicarsi Silvio Berlusconi visto il suo grande potere mediatico.

Con ogni probabilità Salvini cercherà di mediare per cercare di non scontentare né i nuovi né i vecchi amici. Il sentore però è che sull’Anticorruzione i 5 Stelle non faranno sconti, con il disegno di legge che potrebbe diventare un casus belli in seno alla maggioranza.

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