Licenziamento, addio rito Fornero: cosa cambia con la riforma del processo Bonafede

Licenziamento illegittimo, in arrivo grandi novità: la riforma del processo di Bonafede vuole eliminare il rito Fornero. Ecco come cambia la procedura di impugnazione in tribunale dei licenziamenti.

Licenziamento, addio rito Fornero: cosa cambia con la riforma del processo Bonafede

Stiamo per salutare per sempre il rito Fornero. La riforma del processo civile del Ministro della Giustizia Bonafede, appena approvata in Consiglio dei Ministri, cambia radicalmente la procedura di impugnazione dei licenziamenti illegittimi, ovvero quelli causati da motivi discriminatori.

Le novità sul processo avranno forti ripercussioni in ambito di diritto del lavoro: Bonafede, infatti, vuole eliminare il canale preferenziale creato dal rito Fornero e unificare tutti i procedimenti, nell’ottica di ottenere una Giustizia più efficiente e veloce.

Sulla riforma del processo ci sono ancora molti nodi da sciogliere, soprattutto riguardo la prescrizione, invece l’eliminazione del rito Fornero piace a molti giuristi, tra questi anche all’avvocato Bottini, Presidente dell’Agi, secondo il quale la procedura di licenziamento della Fornero oggi non ha più senso di esistere, anche perché trova applicazione solo per i lavoratori assunti prima dell’ingresso del Jobs act.

Cerchiamo di capire costa sta per cambiare e quali sono le novità apportate.

Licenziamento, cosa prevede la Riforma del processo

La riforma sul processo civile si farà. Il testo ha ottenuto il via libera del Consiglio dei Ministri, mentre restano ancora molti nodi da sciogliere sulla riforma de processo penale.

Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede vuole ridurre i tempi della giustizia, sia in ambito civile che penale e riformare l’istituto della prescrizione. Inevitabile quindi non andare a toccare il rito Fornero, istituto dedicato alle controversie in materia di licenziamento illegittimo.

Secondo Bonafede l’eliminazione di questo canale preferenziale per le cause di lavoro andrebbe a snellire il carico delle Corti e quindi a velocizzare i procedimenti. Il rito Fornero, lo ricordiamo, è applicabile solo ed esclusivamente alle ipotesi di licenziamento previste dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (licenziamento disciplinare, discriminatorio e per motivi economici di lavoratori in aziende con più di 15 dipendenti) e non anche a coloro che sono stati assunti dopo la riforma del Jobs Act, il contratto a tutele crescenti del 2015.

Licenziamento, conviene eliminare il rito Fornero?

L’eliminazione o la sostituzione del rito Fornero sui licenziamenti rischia di essere un altro punto di discordia della Riforma della Giustizia. Fin dalla sua introduzione, nel 2012, in molti avevano manifestato dei dubbi ma la Corte costituzionale con la sentenza 78 del 2015 ne aveva ribadito la legittimità.

L’Associazione nazionale magistrati e gli Avvocati giuslavoristi italiani da diversi anni ne chiedono l’abolizione poiché di fatto il rito Fornero invece che snellire i procedimenti sui licenziamenti illegittimi ha creato un ulteriore grado di giudizio.

Tuttavia c’è da dire che ai procedimenti di licenziamento dovrebbe comunque essere riservata la priorità rispetto alle altre controversie in materia di diritto di lavoro, in quanto di maggiore urgenza e delicatezza.

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