Riforma processo: le novità in arrivo e i nodi da sciogliere

Processo civile e penale stanno per cambiare sensibilmente. Sul primo c’è l’accordo della maggioranza, mentre sul secondo restano dei dubbi, soprattutto sulla prescrizione che ormai è legge. Ecco tutte le novità.

Riforma processo: le novità in arrivo e i nodi da sciogliere

A breve la disciplina del processo potrebbe cambiare sensibilmente. È il progetto a cui il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, sostenuto dal Movimento 5 Stelle, sta lavorando ormai da un anno. Nonostante la riforma della Giustizia sia criticata su molti punti, il Ministro non cede di un passo, ed è determinato ad apportare le modifiche processuali nel medio-lungo termine; la riforma della prescrizione è entrata in vigore con il nuovo anno, eppure i nodi da sciogliere sono ancora molti.

Se da una parte la riforma del processo civile sembra essere convincente, dall’altra quella del processo penale continua a dividere la maggioranza. Per PD e Italia Viva si tratta di un secco no. Il Premier Conte, invece, si è mostrato più volte favorevole alle modifiche pensate da Bonafede, al quale ha dato pieno appoggio sia in questa che nella scorsa esperienza di Governo.

Anche per questa ragione nel passaggio dall’uno all’altro Governo, Bonafede è stato confermato al Ministero della Giustizia, proprio nell’ottica di portare a termine il disegno di riforma iniziato lo scorso anno.

In questo articolo spiegheremo dettagliatamente cosa potrebbe cambiare con la riforma della Giustizia e quali e quanti sono le problematiche ancora da risolvere riguardo il processo civile e penale.

Il processo civile: cosa e come cambia

Nell’ambito della riforma della Giustizia, il processo civile sembra essere l’unico settore che ha il sostegno della maggioranza.

Il testo, più volte ritoccato, è composto da 14 articoli e mira a velocizzare l’iter processuale con diverse soluzioni:

  • potenziare la negoziazione assistita, quindi - ove possibile - favorire la risoluzione delle controversie fuori dalle aule di Giustizia;
  • eliminare la mediazione obbligatoria nelle materie in cui si è rivelata inutile;
  • potenziare il processo civile telematico, aumentandone l’efficienza;
  • promuovere la class action in ambito civile.

La parte più innovativa e di maggior impatto pratico sarà senza dubbio l’abolizione dell’atto di citazione, da sostituire con il ricorso. Su questo però molti giuristi non sono d’accordo perché ritengono che non servirà a snellire i tempi processuali.

Riforma del processo penale, ennesima fumata nera

Più controversa la questione del processo penale, sulla quale non è stato ancora raggiunto un accordo, nemmeno parziale. Anche qui, lo scopo di Bonafede è quello di velocizzare l’iter, partendo dalle indagini preliminari. Il Consiglio Superiore della Magistratura dovrà dettare quali sono i principi con i quali selezionare a quali notizie di reato dare la priorità.

Sul profilo strettamente processuale, la riforma del processo penale prevede il rafforzamento dell’udienza preliminare, l’ inappellabilità della sentenze di proscioglimento relative a reati puniti con la sola pena pecuniaria o con pena alternativa e interviene anche sui riti speciali. Per approfondire si consiglia di leggere il nostro articolo dedicato alla delega al Governo sulla riforma del processo penale.

Cambiano anche le disposizioni in merito di intercettazioni: a marzo entrerà in vigore il provvedimento che modifica la Legge Orlando e fissa nuove regole sulle modalità di conservazione e consultazione del materiale intercettato. Qui un approfondimento sulla Riforma delle intercettazioni

Riforma della prescrizione, l’accordo è molto lontano

Il punto maggiormente contestato è senza dubbio quello che investe l’istituto della prescrizione, che si inserisce nell’ambito della riforma del processo penale. Nonostante la mancanza di un accordo con la nuova maggioranza di Governo, lo stop della prescrizione è diventato legge a partire dal 1° gennaio 2020; tuttavia le proteste non sono cessate, per questo prossimamente sarà indetto un altro vertice per sondare una soluzione di compromesso.

Cosa prevede il testo e come mai il dibattito è tanto acceso? Le modifiche che investono i tempi di prescrizioni andranno a cambiare radicalmente l’istituto, con un notevole risvolto pratico sul processo penale. La riforma di Bonafede prevede lo stop della prescrizione dopo la senza di primo grado, di assoluzione o di condanna dell’imputato.

In questo modo - secondo i sostenitori del testo - si andrebbe ad evitare che il trascorrere del tempo faccia cadere in prescrizione il reato nel caso in cui si volessero percorrere gli altri gradi di giudizio. Invece per gli oppositori - che sono tanti - questa riforma dilaterà ulteriormente i tempi della giustizia italiana e aumenterà il numero dei procedimenti pendenti, acuendo un problema già esistente. Qui un approfondimento sugli effetti della riforma della prescrizione sugli uffici giudiziari.

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