Libretto postale, conviene? Rendimenti, come aprirlo e costi
Cos'è il libretto postale, come funziona e quanto costa? Ecco tutto quello che devi sapere tra rendimenti, costi e reale convenienza (anche a confronto con le alternative).
Il libretto postale resta uno dei salvadanai più amati dagli italiani. Buoni e libretti contano circa 27 milioni di clienti e, secondo l’ultima semestrale di Cassa Depositi e Prestiti, il risparmio postale ha toccato i 301 miliardi di euro a fine giugno 2026. Garantito dallo Stato, senza costi di gestione e con versamenti e prelievi gratuiti, è considerato a tutti gli effetti uno degli investimenti sicuri per eccellenza. Ma sicuro, oggi più che mai, non significa conveniente.
Il tasso di interesse base è fermo allo 0,001% annuo lordo: su 10.000 euro lasciati sul libretto per un anno maturano 10 centesimi lordi. Nel frattempo, a ottobre, l’inflazione italiana è salita al 5,4% secondo la stima preliminare Istat, il livello più alto da agosto 2023. Tradotto: chi lascia i risparmi tra le somme libere del libretto perde potere d’acquisto ogni giorno. La vera partita si gioca sui Depositi Supersmart, ora fino al 3,50% lordo, e sul confronto con buoni fruttiferi postali e conti deposito, che in molti casi lasciano in tasca qualcosa in più.
Ecco come funziona il libretto, quanto rende davvero e quando conviene tenerlo comunque.
Cos’è e come funziona il libretto postale
Il libretto di risparmio postale è emesso da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e collocato da Poste Italiane attraverso una rete di oltre 12mila uffici postali. Funziona come un classico salvadanaio: si versa e si preleva in qualsiasi ufficio postale d’Italia e, con la Carta Libretto, anche agli sportelli ATM Postamat, entro un limite di 600 euro al giorno e 2.500 euro al mese.
Il suo punto di forza è la garanzia dello Stato italiano, che copre integralmente somme depositate e interessi maturati. Una tutela senza il tetto dei 100.000 euro previsto per i depositi bancari coperti dal Fondo interbancario. Gli interessi si calcolano secondo il calendario civile e vengono accreditati a gennaio, con valuta 31 dicembre dell’anno precedente.
I rendimenti, come detto, sono bassi. La diffusione del libretto si spiega soprattutto con il suo ruolo di conto di regolamento: è lo strumento su cui appoggiare buoni fruttiferi dematerializzati, obbligazioni e polizze.
Dal 31 dicembre 2018, in applicazione del decreto legislativo 90/2017 sull’antiriciclaggio, sono stati chiusi i vecchi libretti al portatore, che chiunque possedesse il documento cartaceo poteva movimentare. Oggi ogni libretto è nominativo e tracciabile.
Quanto rende oggi il libretto postale: tasso base e Depositi Supersmart
Sulle somme libere il libretto Smart riconosce lo 0,001% lordo, il libretto per i minori lo 0,01%. Per ottenere di più bisogna attivare un Deposito Supersmart, disponibile solo sul libretto Smart: una parte del saldo viene «accantonata» per una durata prefissata, a partire da 500 euro e per multipli di 50 euro, e su quella somma matura un tasso più alto.
Il meccanismo ha due regole da tenere bene a mente. In caso di disattivazione anticipata, la somma svincolata rende solo il tasso base dello 0,001%. Inoltre, sugli accantonamenti si paga un’imposta di bollo proporzionale dello 0,20% annuo, oltre alla ritenuta del 26% sugli interessi.
Il 22 settembre 2026 CDP ha ritoccato al rialzo diverse offerte. Queste sono le condizioni del Foglio Informativo in vigore dal 29 ottobre 2026:
- Supersmart Plus: 3,50% lordo a 181 giorni. È riservato ai maggiorenni con libretto Smart monointestato aperto aderendo all’Opzione Risparmio Smart, cioè collegato a un Conto BancoPosta o a una Postepay Evolution. Il tetto è di 10.000 euro per libretto e non si azzera dopo la scadenza.
- Supersmart Pensione: 3,25% a 364 giorni, per chi riceve la pensione INPS sul libretto Smart o ne ha chiesto l’accredito.
- Supersmart Young: 3,25% a 180 giorni, per i titolari tra 18 e 35 anni.
- Supersmart Minori: 3,25% a 182 giorni sul Libretto Minori, con saldo massimo di 15.000 euro.
- Supersmart Rinnova: 2,50% a 540 giorni, solo per le somme di accantonamenti Premium a 366 giorni scaduti dal 1° gennaio 2026.
- Supersmart Open: 2,25% a 360 giorni, l’unica offerta senza requisiti particolari.
Il Supersmart Premium al 3,25% sulla nuova liquidità ha chiuso la sua finestra il 10 settembre 2026. Chi lo ha attivato conserva il tasso fino a scadenza. Per i soldi «nuovi», Poste ha spostato la promozione sul Buono Premium: buono fruttifero a un anno al 3,25% lordo, tassato al 12,50%. È riservato a chi apporta nuova liquidità su libretto Smart o Ordinario tra il 18 settembre e il 5 novembre 2026, salvo chiusura anticipata.
Libretto postale con 10.000 euro: quanto si guadagna (e quanto si perde)
Le percentuali, da sole, ingannano: un 3,50% su sei mesi e un 3,25% su un anno non portano gli stessi euro. La simulazione su 10.000 euro è calcolata sui giorni effettivi di ciascuna offerta, al netto della ritenuta e del bollo dello 0,20% annuo.
| Strumento | Tasso lordo | Durata | Interessi netti |
|---|---|---|---|
| Libretto Smart, somme libere | 0,001% | 12 mesi | 0,07 € |
| Supersmart Open | 2,25% | 360 giorni | 144,49 € |
| Supersmart Young | 3,25% | 180 giorni | 108,74 € |
| Supersmart Pensione | 3,25% | 364 giorni | 219,89 € |
| Supersmart Plus | 3,50% | 181 giorni | 118,51 € |
| Buono Premium (tassazione 12,50%) | 3,25% | 1 anno | 264,32 € (284,37 € prima del bollo) |
| Conto deposito vincolato al 4% | 4,00% | 12 mesi | 276,00 € |
Il dato più eloquente è il primo. Su 10.000 euro di somme libere, con una giacenza media annua sopra i 5.000 euro, scatta il bollo fisso di 34,20 euro. Il libretto, quindi, chiude l’anno con un saldo negativo di oltre 34 euro.
E pensare che, con l’inflazione al 5,4%, per conservare lo stesso potere d’acquisto servirebbero circa 540 euro in più in dodici mesi, a parità di dinamica dei prezzi. Nessuna delle offerte postali ci arriva. L’Open, l’unica aperta a tutti, ne copre poco più di un quarto.
Fra ritenuta e bollo, su tutte le offerte Supersmart se ne va circa un terzo degli interessi lordi. Il Buono Premium parte avvantaggiato per la tassazione agevolata. Va però considerato che i buoni sono esenti da bollo solo se il valore di rimborso complessivo non supera i 5.000 euro.
Libretto o buoni fruttiferi? Il confronto con conto deposito e BTP
Il confronto va fatto sempre sul netto, perché la tassazione cambia da strumento a strumento. I Depositi Supersmart, come i conti deposito, pagano il 26% sugli interessi. I buoni fruttiferi e i titoli di Stato si fermano al 12,50%.
| Strumento | Rendimento lordo | Tassazione | Netto annuo stimato | Garanzia |
|---|---|---|---|---|
| Libretto Smart, somme libere | 0,001% | 26% | circa 0% | Stato |
| Supersmart Open | 2,25% | 26% + bollo 0,20% | 1,47% | Stato |
| Supersmart Pensione/Young | 3,25% | 26% + bollo 0,20% | 2,21% | Stato |
| Supersmart Plus | 3,50% | 26% + bollo 0,20% | 2,39% | Stato |
| Buono Premium 1 anno | 3,25% | 12,50% | 2,84% (2,64% con bollo) | Stato |
| Buono 3x4 con premio (12 anni) | 2,99% premio compreso | 12,50% | 2,67% prima del bollo | Stato |
| Conto deposito vincolato 12 mesi, migliori offerte | 4,00% | 26% + bollo 0,20% | 2,76% | FITD fino a 100.000 € |
| BTP decennale (inizio ottobre 2026) | circa 4,6% | 12,50% | circa 4,0% prima del bollo | Stato, prezzo variabile |
| Inflazione Istat ottobre 2026 | 5,4% | - | - | - |
Numeri alla mano, il libretto vince sulla garanzia e perde quasi sempre sul rendimento. I migliori conti deposito del momento arrivano al 4% lordo a 12 mesi: è il caso di Banca Progetto e del gruppo Banca Ifis, che ha assorbito illimity. La garanzia, però, è quella del Fondo interbancario fino a 100.000 euro per depositante e le somme vincolate di norma restano bloccate fino alla scadenza.
I Bfp offrono la stessa garanzia statale del libretto con metà delle tasse. Sono però strumenti da tenere fino in fondo: il 3x4 esprime il suo rendimento solo a dodici anni.
I Btp e i Bot hanno la stessa aliquota agevolata, ma il prezzo oscilla sul mercato fino alla scadenza. Per chi vende prima, il rendimento non è garantito.
Insomma, con l’inflazione sopra il 5%, nessuno strumento a basso rischio protegge del tutto il capitale in termini reali. Si può solo scegliere quanto perdere di meno. Per un confronto ragionato su dove parcheggiare la liquidità tra libretto Smart, buoni e conto deposito conta soprattutto l’orizzonte temporale.
I tipi di libretto postale disponibili
Poste Italiane propone tre tipologie di libretto, con funzioni e limiti diversi.
Libretto postale Smart
Il libretto postale Smart è la versione che si apre anche online, senza passare dall’ufficio postale, ed è l’unica su cui attivare i Depositi Supersmart. Si gestisce dal sito poste.it e dall’App Poste Italiane, oltre che dalla pagina di accesso a Risparmio Postale Online. Da qui si visualizzano saldo, movimenti e buoni, si acquistano Bfp e si attivano gli accantonamenti.
Associando l’IBAN, si possono trasferire soldi sul libretto da un massimo di tre conti correnti bancari intestati al titolare. Verso uno solo di questi è possibile il girofondo in uscita. Tra le funzioni più recenti ci sono il prelievo senza carta agli ATM Postamat tramite app e il servizio Salvadanaio, gratuito, per accumulare piccole somme.
L’abilitazione ai servizi online richiede l’associazione del numero di telefono al libretto, in ufficio postale o a un ATM Postamat. I titolari di Conto BancoPosta possono anche passare dai servizi di home banking.
Libretto postale Ordinario
Il libretto postale Ordinario è disponibile in forma cartacea o dematerializzata. Versamenti e prelievi sono gratuiti e, associando la Carta Libretto, si opera in qualsiasi ufficio postale. Sul libretto Ordinario si può ricevere l’accredito della pensione ed è prevista un’assicurazione gratuita contro il furto di contante subito durante i prelievi, con una copertura massima di 700 euro l’anno. Si possono inoltre sottoscrivere i Buoni fruttiferi postali dematerializzati. Non si possono invece attivare i Depositi Supersmart.
Libretto postale per i minori
Il libretto per minorenni si articola in tre fasce d’età, con passaggio automatico al compleanno: IO Cresco (0-12 anni), IO Conosco (12-14 anni) e IO Capisco (14-18 anni). Al compimento della maggiore età il libretto diventa Ordinario.
Il saldo non può superare i 15.000 euro in nessuna delle tre fasce. Con IO Cresco il minore non può versare né prelevare in autonomia. Con IO Conosco il limite è di 30 euro al giorno e 250 euro al mese. Con IO Capisco si sale a 50 euro al giorno e 500 euro al mese.
Per i genitori, le operazioni congiunte sono consentite entro il limite del deposito, quelle disgiunte fino a 2.500 euro. Lo stesso tetto di 2.500 euro vale per i versamenti di terzi maggiorenni. Sul Libretto Minori si può attivare il Supersmart Minori al 3,25%, purché l’intestatario sia ancora minorenne alla scadenza dell’accantonamento.
Come e chi può aprire il libretto postale
Tutti possono aprire un libretto postale. Servono un documento di identità valido, come carta d’identità o passaporto, e il codice fiscale. Il libretto Smart si apre in ufficio postale oppure online, accedendo a poste.it o all’app con credenziali o SPID e firmando i contratti con la Firma Elettronica Avanzata.
Il libretto Smart può essere intestato a maggiorenni, con un massimo di quattro cointestatari, a minori e a persone giuridiche. Vale la regola di un solo libretto per la stessa intestazione, anche nel caso di gruppi. I Depositi Supersmart, però, restano riservati alle persone fisiche maggiorenni con libretto monointestato o cointestato a firma disgiunta. Anche il libretto Ordinario ammette fino a quattro intestatari, persone fisiche o giuridiche.
Per il libretto dedicato ai minori è necessaria la presenza di entrambi i genitori, o di uno solo con l’autorizzazione dell’altro. L’intestazione è esclusivamente del minore.
Sui libretti Ordinario e Smart non ci sono restrizioni specifiche ai versamenti in contanti. Resta però il limite di utilizzo del contante di 5.000 euro per i pagamenti tra soggetti diversi.
Costi del libretto postale: imposta di bollo e tasse
Apertura, gestione e chiusura del libretto sono gratuite. L’unico costo è l’imposta di bollo. Per le persone fisiche è di 34,20 euro l’anno e non è dovuta se la giacenza media annua complessiva dei libretti con la stessa intestazione resta sotto i 5.000 euro. Per le persone giuridiche è di 100 euro, a prescindere dal saldo.
Un dettaglio spesso trascurato: se un titolare ha più libretti e anche uno solo supera la soglia dei 5.000 euro, il bollo fisso si applica su tutti i libretti identicamente intestati.
Sugli interessi grava la ritenuta del 26%, trattenuta in automatico da Poste come sostituto d’imposta. Sulle somme accantonate nei Depositi Supersmart si aggiunge il bollo proporzionale dello 0,20% annuo. Per il calcolo dettagliato vale la guida su quanto si paga di imposta di bollo su buoni fruttiferi e Supersmart. I buoni fruttiferi sottoscritti tramite libretto godono invece dell’aliquota ridotta al 12,50%, la stessa dei titoli di Stato.
Sul fronte ISEE, dal 2025 libretti postali, buoni fruttiferi e titoli di Stato sono esclusi dal calcolo del patrimonio familiare ai fini dell’ISEE fino a un importo complessivo di 50.000 euro.
Cos’è e a cosa serve la Carta Libretto postale
La Carta Libretto postale si associa al libretto Smart o Ordinario e serve per versamenti, prelievi e girofondi verso il proprio Conto BancoPosta o un altro libretto. Funziona presso gli uffici postali e gli ATM Postamat, ma non agli sportelli bancari. Non permette pagamenti nei negozi né acquisti online. Il PIN si visualizza anche nell’App Poste Italiane, nella sezione dedicata al libretto.
Rilascio e utilizzo sono gratuiti, così come il blocco, da richiedere al numero verde 800 65 26 53 (+39 049 21 00 148 dall’estero). La carta ha una validità di cinque anni e si rinnova automaticamente. Agli ATM postali i limiti sono di 600 euro al giorno e 2.500 euro al mese. Allo sportello dell’ufficio postale non ci sono limiti.
Pro e contro del libretto postale
Sul piatto dei vantaggi pesa soprattutto la sicurezza. Il libretto offre garanzia statale senza limiti di importo, zero costi di apertura, gestione e chiusura e operazioni gratuite allo sportello. Il bollo non è dovuto sotto i 5.000 euro di giacenza media. Si può ricevere la pensione e, con il libretto Smart, gestire quasi tutto da app, compresi i Depositi Supersmart.
Gli svantaggi sono altrettanto chiari. Il tasso base dello 0,001% è di fatto nullo e la tassazione sugli interessi è al 26%, il doppio di buoni e Btp. Le offerte Supersmart più generose sono vincolate a requisiti precisi (età, pensione, Opzione Risparmio Smart) e l’unica aperta a tutti si ferma al 2,25% lordo.
Il libretto, poi, non sostituisce un conto corrente. Non si può accreditare lo stipendio, non si ricevono bonifici da conti intestati a terzi e non si fanno pagamenti verso altre persone. Infine, si preleva solo agli uffici postali e agli ATM Postamat, mai ai bancomat delle banche.
Per chi sta valutando più soluzioni, resta utile la panoramica su quali investimenti postali scegliere.
Quando conviene tenere comunque il libretto postale
Detto questo, il libretto ha ancora un senso in alcuni casi precisi:
- come fondo di emergenza sotto i 5.000 euro di giacenza media, dove il bollo fisso non scatta e la liquidità resta disponibile in qualsiasi momento;
- come conto di regolamento per i buoni fruttiferi dematerializzati, che non possono esistere senza un libretto o un Conto BancoPosta di appoggio;
- per i pensionati con accredito INPS sul libretto Smart e per gli under 36, che possono accedere ai Supersmart al 3,25%;
- per somme molto elevate, quando si vuole la garanzia dello Stato senza il tetto dei 100.000 euro dei conti deposito.
Per tutto il resto, cioè liquidità che può restare ferma per almeno un anno e senza requisiti per le offerte migliori, buoni fruttiferi e conti deposito vincolati offrono un netto più alto. La regola pratica è una sola: scegliere la durata dell’accantonamento in base a quando serviranno i soldi, non in base al tasso più alto in vetrina. Un 3,25% interrotto prima della scadenza vale meno di un 2,25% portato fino in fondo.
FAQ, domande frequenti sul libretto postale
Il libretto postale ha il codice Iban?
Sì, il libretto postale ha un codice Iban e può ricevere bonifici da conti correnti intestati allo stesso titolare, o ad almeno uno dei cointestatari. Prima del primo bonifico bisogna associare l’Iban del conto al libretto: per l’Ordinario in ufficio postale, per lo Smart anche online. Comunicando l’Iban all’Inps si può accreditare la pensione. L’accredito dello stipendio, invece, non è consentito.
Quanti soldi si possono tenere su un libretto postale?
Sul libretto Ordinario non esistono limiti di giacenza. Secondo il Foglio Informativo, allo sportello si possono versare fino a 500.000 euro al giorno. Sul libretto Smart si possono accantonare nei Depositi Supersmart fino a 3 milioni di euro, con tetti più bassi per Plus (10.000 euro) e Minori. Il libretto Minori non può superare i 15.000 euro.
Come si calcola la giacenza media del libretto ai fini ISEE?
Per la giacenza media ai fini Isee del libretto cartaceo bisogna rivolgersi all’ufficio postale e compilare la relativa modulistica. Per il libretto dematerializzato il dato si trova nell’area personale di poste.it, nella sezione «Documenti e contratti», all’interno del Rendiconto annuale delle registrazioni contabili.
Quanto costa il libretto postale e ci sono spese nascoste?
Il libretto non ha costi di apertura, gestione ed estinzione. Restano solo gli oneri fiscali: bollo fisso di 34,20 euro sopra i 5.000 euro di giacenza media (100 euro per le persone giuridiche), ritenuta del 26% sugli interessi e bollo dello 0,20% sugli accantonamenti Supersmart. Tutte le condizioni sono riportate nei Fogli Informativi disponibili negli uffici postali e su poste.it.
Che differenza c’è con un conto corrente?
Il conto corrente è uno strumento di pagamento: offre carte, bonifici verso terzi, domiciliazioni e accredito dello stipendio, ma ha di norma spese di gestione. Il libretto serve a custodire il risparmio e a ottenere una piccola rendita, con poche operazioni consentite. Si riceve la pensione ma non lo stipendio e si accettano bonifici solo dai propri conti.
Il libretto postale è sicuro?
Sì, è tra gli strumenti di risparmio più sicuri: capitale e interessi sono garantiti dallo Stato italiano. Il rischio è quindi legato alla solidità del debito pubblico. Fitch ha confermato a settembre 2026 il rating BBB+ con outlook stabile, Moody’s il Baa2 con outlook stabile. S&P, nella revisione di maggio, ha confermato BBB+ con outlook positivo. Il vero rischio, oggi, è un altro: l’inflazione, che con un tasso base dello 0,001% erode il valore reale dei risparmi.
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Ultima revisione il a cura di Emanuele Di Baldo
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