Legge di stabilità, scontro con l’Europa: Italia viola impegni europei, Bruxelles pronta a bocciare la manovra italiana

Marta Panicucci

15/10/2014

15/10/2014 - 09:17

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Italia e Francia, «bambini problematici dell’Eurozona», si apprestano a varare la legge di stabilità 2015. Il rinvio del pareggio di bilancio annunciato dal premier potrebbe comportare la bocciatura da parte dell’esecutivo comunitario della finanziaria italiana. Ecco cosa potrebbe accadere.

Si preannuncia un braccio di fare quello tra l’Italia, che oggi vara la sua legge di stabilità, e l’Europa impegnata ad analizzare le finanziarie dei Paesi membri e dare loro il via libera per l’approvazione. Ma Italia e Francia, «i bambini problematici dell’Eurozona» secondo la definizione del presidente della Bundesbank Jens Weidmann, rischiano di vedersi rispedire al mittente le leggi di stabilità, con allegate richieste di modifica dei conti da parte di Bruxelles.

Mentre il premier Renzi è impegnato in telefonate diplomatiche con i vertici europei per chiedere maggior flessibilità, il Ministro dell’Economia Padoan, si dice «fiducioso che la nostra relazione con la Commissione sia costruttiva, come confermato oggi (…). Abbiamo un dialogo aperto come sempre con l’esecutivo comunitario». Ma a guardarli bene i conti non tornano, o almeno non tornano alla luce degli aggiustamenti strutturali richiesti da Bruxelles ai Paesi più indebitati. Italia e Francia in primis.

Italia e Francia: bambini problematici
Le recenti prese di posizione di Parigi e Roma non avranno certamente fatto piacere ai falchi europei. Il premier francese Valls la scorsa settimana ha annunciato che la Francia non avrebbe approvato altre misure di austerità per riuscire a rispettare entro il 2015 il tetto del 3% del rapporto defici/Pil. Il governo di Parigi infatti, ha annunciato all’Europa che raggiungerà la riduzione del deficit sotto il 3% soltanto nel 2017.

Roma non è stata da meno. Il premier Renzi ha annunciato un rinvio del pareggio di bilancio dal 2015 al 2017. Prese di posizione contro Bruxelles a cui si aggiungono aggiustamenti strutturali fissati per importi nettamente al di sotto delle richieste europee.

Aggiustamenti strutturali
La Commissione europea chiede ai Paesi particolarmente indebitati un aggiustamento strutturale minimo dello 0,5%. In agosto però, tenendo in considerazione l’andamento negativo dell’economia, l’esecutivo ha rivisto al ribasso le proprie richieste: per l’Italia si chiede un aggiustamento dello 0,25%.

Il governo Renzi, tramite il ministro Padoan però, ha già fatto sapere che nelle legga di stabilità 2015 è previsto un aggiustamento strutturale dello 0,1% del Pil.

Legge di stabilità e bocciatura europea
Il commissario agli affari monetari, il falco Jyrki Katainen, su Twitter ha scritto: «Mentre alcuni media vedono avvertimenti in ogni parola pronunciata a Bruxelles, noi aspettiamo il piano di bilancio prima di sbilanciarci».

Oggi arriverà il varo della legge di stabilità; i numeri della manovra italiana arriveranno sul tavolo di Bruxelles entro fine giornata. Stando alle cifre già annunciate da Padoan, è probabile che Bruxelles veda nella manovra italiana una palese violazione degli impegni precedentemente presi con l’esecutivo europeo e rigetti l’approvazione della legge finanziaria.

Le regole comunitarie prevedono la presentazione della legge di stabilità da parte dei Paesi membri il 15 ottobre e concede alla Commissione la facoltà di bocciare la manovra entro due settimane. Per l’Italia così come per la Francia si prevede la concreta possibilità che Bruxelles rispedisca al mittente la legge di stabilità chiedendo di apportare modifiche al piano di bilancio al fine di rispettare, o almeno, di avvicinarsi alle indicazioni comunitarie.

Per questa eventualità il Ministro Padoan pare si sia già tutelato. Nel suo piano di bilancio infatti, compare un «cuscinetto» di circa 2,5 miliardi da destinare, in caso di richieste pressanti da parte dell’Ue, a una mini-correzione del deficit strutturale.

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