Le previsioni di Nouriel Roubini per il 2014

L’economista Nouriel Roubini parla dell’economia mondiale nel 2014. I temi principali, ovviamente, sono l’Euro e gli Stati Uniti. Quale sarà il responso?

Nouriel Roubini ha parlato del 2014 e del futuro dell’economia mondiale. Come molti ricorderanno, Roubini aveva predetto la crisi finanziaria del 2008 e la successiva tempesta che si scatenò sull’Eurozona nell’estate del 2012. Simili poteri alla Nostradamus fecero sì che l’economista turco venne ribattezzato Mr Doom (Il Signor Fato).

Tutti col fiato sospeso, allora, quando prende la parola. Cosa mai avrà detto del 2014? In realtà l’anno nuovo non dovrebbe andare poi così male. Secondo Roubini il pil delle economie mondiali dovrebbe crescere dell’1,9%, in media, mentre i paesi emergenti dovrebbero manifestare una crescita del 5%.

Previsioni sull’Eurozona

Già, e l’area Euro? Per anni Roubini è stato piuttosto pessimista sul progetto dell’unione monetaria e sui modi in cui la crisi è stata gestita dalle autorità. Per il 2014, tuttavia, Roubini ritiene che i rischi di implosione dell’Eurozona e la possibilità di uno shutdown del governo Usa sono assai improbabili. Non si può però di certo dire che l’Eurozona andrà a gonfie vele. Anzi, la crescita sarà piuttosto debole.

Secondo Roubini l’area Euro dovrebbe imparare dagli Stati Uniti. Lì, infatti, la Federal Reserve adotta politiche monetarie accomodanti, con generose immissioni di liquidità nell’economia. La Bce dovrebbe anche lei seguire questa strada, non semplicemente adottando misure straordinarie come le LTRO. I mercati emergenti dovrebbero far osservare un aumento dell’export in seguito alla ripresa delle economie avanzate.

Nessun problema, dunque?

Tutto bene, dunque. Dobbiamo però tenere a mente che forse le uscite di Roubini vanno prese un po’ con le pinze. Solo tre mesi fa, infatti, l’economista turco metteva in guardia l’economia globale dal possibile scoppio di una nuova bolla speculativa negli Stati Uniti già nel 2015, generata dalle politiche monetarie espansive della Fed. Sembra incredibile, allora, che ora Roubini esalti quelle stesse politiche.

Stesso discorso va fatto per le sue previsioni sull’euro. Nell’estate del 2012 vedeva l’Eurozona spazzata via in poche settimane, mentre solo due mesi dopo parlava dell’area monetaria come di un’economia solida e forte. Schizofrenia? Non crediamo. Attenzione, però, ai predicatori. Prenderli sul serio, a volte, può essere dannoso.

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