Politica e mercati: le 8 elezioni più attese del 2017

Il 2017 vedrà milioni e milioni di cittadini del mondo recarsi alle urne dei rispettivi paesi. Dall’Olanda alla Francia, passando per Iran, Corea del Sud e dalle attesissime elezioni federali tedesche vediamo quali saranno le 8 elezioni da monitorare con attenzione.

Quali sono le 8 elezioni del 2017 da monitorare con attenzione? Milioni di cittadini d’Europa, Asia, Africa e Americhe nel 2017 saranno chiamati al voto per eleggere la classe politica che dovrà rappresentarli nei prossimi anni.

Il 2016, caratterizzato da un’elevata instabilità politica, in tal senso è stato premonitore, alimentando lo spauracchio di populismi e dei movimenti xenofobi con il relativo impatto sul mercato finanziario.

Partendo dalle elezioni generali che si terranno in Olanda il prossimo 15 marzo alle presidenziali francesi, iraniane e sud coreane e passando per le importanti elezioni federali tedesche e per il rinnovamento del Politburo cinese vediamo quali saranno le 8 elezioni del 2017 cui dovremmo guardare con maggiore attenzione, anche in riferimento alle possibili onde d’urto sui mercati.

Olanda: elezioni generali (15 marzo 2017)

Il primo banco di prova per la stabilità politica europea saranno le elezioni generali che si terranno in Olanda il 15 marzo 2017. A sfidarsi saranno circa 13 partiti, ma alla fine si assisterà a una corsa a due che vedrà opporsi il populista, euroscettico e anti-islamico, Geert Wilders, leader del Partito per la Libertà (PVV), e il primo ministro in carica Mark Rutte, rappresentante del partito conservatore Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD). Gli ultimi sondaggi che vedono in testa, seppur di poco, Wilder, aprono a scenari piuttosto inquietanti.

Wilders, che ha accolto l’elezione di Donald Trumpa presidente degli Stati Uniti d’America come una “vittoria storica, una rivoluzione”, si è infatti apertamente schierato a favore di un’eventuale Nexit (ovvero di un’uscita dell’Olanda dall’Unione Europea) e tra i punti fermi del suo programma elettorale ha una serie di misure anti-islamiche: dal bandimento del corano alla tassa sul velo, fino al divieto di costruzione di nuove moschee. Per arginare la sua ascesa i partiti moderati sembrano sul punto di dare vita a una coalizione.

Francia: elezioni presidenziali (primo turno 23 aprile, secondo turno 7 maggio 2017)

Insieme alle elezioni federali tedesche le presidenziali francesi sono tra le elezioni più attese del 2017. Gli attentati terroristici che tra il 2015 e il 2016 hanno scosso la Francia hanno aperto a scenari contrastanti. Nel sistema bipartitico, che negli ultimi decenni ha quasi sempre visto sfidarsi Repubblicani da una parte e Socialisti dall’altra, ha fatto irruzione il Front National guidato da Marine Le Pen che, facendo leva sul tema della sicurezza, si pone come unica probabile e credibile alternativa ai due storici schieramenti.

Dopo la rinuncia dell’attuale presidente della Repubblica François Hollande, il partito Socialista per scegliere il proprio rappresentante dovrà passare dalle primarie interne (che si svolgeranno tra il 22 e il 29 maggio): favorito principale è l’ex primo ministro Manuel Valls. Candidato dei repubblicani sarà invece il liberal-cattolico Francois Fillon, che si è imposto nelle primarie interne del suo partito con il 44% delle preferenze, battendo il sindaco di Bordeaux Alain Juppè e l’ex presidente Nicolas Sarkozy.

Tra i favoriti resta comunque Marine Le Pen, leader del partito di estrema destra del Front National. I sondaggi la darebbero vicina al 30%, quindi a un passo da un eventuale ballottaggio. Ben più defilato, invece, l’ex ministro dell’Economia, Emmanuel Macron a capo del partito di centro, En Marche!.

Il primo turno elettorale è fissato per il 23 aprile, mentre l’eventuale ballottaggio avrà luogo due settimane dopo, il 7 maggio.

Organizzazione Mondiale della Sanità (maggio 2017)

Tra le elezioni da seguire non vi sono quelle dei singoli paesi, ma anche quelle che riguardano alcune delle più note e importanti organizzazioni internazionali. A tal proposito grande attenzione ruota attorno a quella del prossimo direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Direttore uscente è Margaret Chan, negli scorsi mesi oggetto di grandi critiche a causa della lenta e inefficace risposta alla crisi dell’Ebol.

Con un sistema elettivo cambiato (non sarà più il consiglio esecutivo dell’OMS a scegliere e proporre un candidato), alle prossime elezioni saranno candidati sei personalità diverse (ognuna proposta da un determinato paese).

Tra i due favoriti troviamo Tedros Adhanom Ghebreyesus, ex ministro della salute e degli esteri dell’Etiopia, e l’ex ministro della Salute francese Philippe Douste-Blazy (che si è già fatto promotore di un’assistenza sanitaria universale e di una battaglia per imporre prezzi dei farmaci più bassi). Ognuno dei 190 paesi facenti parte dell’OMS disporrà di un singolo voto, indipendentemente dalle dimensioni e dal contributo finanziario con cui partecipa all’organizzazione.

Iran: elezioni presidenziali (19 maggio 2017)

Il 19 maggio 2017 l’Iran tornerà alle urne a distanza di quattro anni dall’elezione del moderato Hassan Rouhani. In molti tra gli analisti si dicono certi che Rouhani possa essere confermato dal suo popolo per un secondo mandato. Dalla parte di Rouhani vi sono i miglioramenti delle relazioni dell’Iran con l’occidente, la cura economica in parte riuscita, e l’applicazione di una carta dei diritti civili chiesta a gran voce da molte organizzazioni internazionali. Inoltre, successo primario di Rouhani è stato quello di riuscire a negoziare l’accordo nucleare che ha portato alla revoca di una parte delle sanzioni internazionali che gravavano sull’Iran in cambio dell’impegno di Teheran a limitare il proprio programma nucleare e a non munirsi di armi atomiche.

Con la vittoria alla Casa Bianca di Donald Trump, tuttavia, la distensione potrebbe subire delle conseguenze. L’incapacità delle opposizioni di proporre a lui una valida alternativa, favorisce Rouhani per la vittoria finale.

Cina: 19° Congresso Nazionale ed elezione dei membri del Politburo (ottobre-novembre 2017)

Altro grande e atteso evento politico che si terrà il prossimo autunno è il 19° congresso nazionale del Partito Comunista Cinese che porterà all’elezione dei componenti degli organi centrali del partito. La modalità elettiva ha generato non poche polemiche, in quanto le elezioni, che vedranno agire i membri del partito come delegati, saranno rigorosamente segrete.

Le elezioni si concluderanno a giugno, ma la lista dei candidati verrà tenuta segreta e i membri che andranno a comporre gli organi centrali del PCC saranno scelti in base al merito, alla capacità e alla fede politica, al contrario di quanto si era auspicato l’ex presidente Hu Jintao, ovvero che venissero eletti attraverso “nomina pubblica e elezione diretta”.

I 24 membri del Politburo e i 9 del Comitato permanente verranno quindi eletti dal Congresso Nazionale, tenuto in pugno dall’attuale presidente cinese Xi Jinping, che in questo modo dovrebbe riuscirsi a garantire la presenza di suoi uomini in posizioni di autorità, e quindi spianarsi la strada verso un secondo mandato.

Germania: elezioni federali (22 ottobre 2017)

In autunno i cittadini tedeschi saranno chiamati a rinnovare il Bundestag, ovvero il parlamento federale tedesco. Con ogni probabilità alla guida della Germania resterà per il quarto mandato di seguito la cancelliera Angela Merkel, che ancora gode di un forte sostegno popolare (oltre il 50% dei tedeschi si è detto favorevole a una sua ri-elezione).

Tra i principali, e più temibili, avversari politici della Merkel troviamo il partito di estrema destra, Alternativa per la Germania (AFD), guidato dal leader populista Frauke Petry, mentre i social-democratici, guidati dall’attuale ministro degli Affari economici Sigmar Gabriel, difficilmente riusciranno a imporsi sul futuro scenario politico tedesco.

Nonostante i sondaggi la vedano come principale favorita, la cancelliera Angela Merkel nel discorso con il quale ha ufficializzato la sua candidatura ha dichiarato: “questa elezione sarà difficile come mai in passato, almeno dalla riunificazione tedesca”.

Corea del Sud: elezioni presidenziali (20 dicembre 2017)

Il 2017 sarà anche l’anno delle elezioni in Corea del Sud. Dopo che l’Assemblea Nazionale, lo scorso 9 dicembre, si è espressa a favore della messa in stato di accusa della presidente Park Geun-hye, nel caso in cui anche la Corte Costituzionale si esprima favorevolmente la Corea del Sud sarà chiamata ad eleggere un nuovo presidente.

La presidente Park Geun-hye, figlia del generale ex presidente Park Chung-hee, è infatti accusata di aver fatto pressioni su due grandi multinazionali del Paese (tra cui Hyunday e Samsung), col fine di ottenere donazioni a favore delle fondazioni della sua amica Choi Soon-sil. La ormai ex presidente è stata inoltre accusata di aver permesso a Soon-sil di agire come presidente ombra e prendere decisioni in materia di governo. La caduta della Park apre così a nuovi interessanti scenari politici. In molti vedono infatti come futuro presidente il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, il cui mandato alla guida dell’ONU giungerà a termine il prossimo dicembre.

Thailandia: elezioni generali (fine 2017)

Dopo essere salito al potere nel 2014 attraverso un colpo di stato, il generale Prayuth Chan-ocha, lo scorso agosto è riuscito a far approvare una nuova costituzione (la ventesima dal 1930) che garantisce il controllo militare sul governo, e che gli permette di fissare nuove elezioni senza rischiare di veder messo in discussione il potere.

La nuova costituzione in particolare consolida il ruolo forte dell’apparato militare nella politica thailandese, che può arrivare a nominare tutti i 250 senatori della Thailandia e può, inoltre, imporre la legge marziale in qualsiasi momento, senza passare dal consenso parlamentare. Nonostante le nuove elezioni possano dare forma a un governo apparentemente civile, difficilmente queste riusciranno a mettere dei cerotti alla crisi economica che da decenni affligge la Thailandia.

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