La Fed riduce l’acquisto di titoli: come hanno reagito i mercati emergenti?

Traduciamo un articolo tratto dalla CNBC sulle recenti decisioni di politica monetaria da parte della Fed e le reazioni dei mercati emergenti.

Solo perchè la Fed nell’ultimo meeting non ha menzionato la recente volatilità nelle valute dei mercati emergenti non basta a poter affermare che l’autorità monetaria americana non stia monitorando con attenzione gli eventi. O almeno, così ritengono gli analisti.

Le decisioni della Fed

Nella giornata di ieri si è conclusa la due giorni di meeting della banca centrale statunitense con la decisione di tagliare ulteriormente lo stimolo monetario di 10 milioni di dollari. Contrariamente alle aspettative, la banca centrale non ha rivolto l’attenzione alla massiccia ondata di vendite valutarie nei mercati emergenti come Turchia, Argentina o Sud Africa, causate in parte dalla riduzione dell’acquisto di titoli sul mercato secondario da parte della Fed. La politica monetaria espansiva da parte della banca centrale aveva provocato ingenti afflussi monetari nei mercati emergenti nel corso degli ultimi anni.

Le opinioni degli analisti

Steve Englander, capo della divisione currency strategy di G10 di Citi, ha scritto in una nota che

Dal punto di vista delle condizioni interne dell’economi americana la decisione è un sedativo. Per quanto riguarda le economie emergenti, invece, la Fed è come se avesse detto «hasta la vista, baby».

I mercati azionari americano ed asiatico hanno subito una forte caduta dopo le misure della Fed. Le valute asiatiche sono ritornate indietro ai minimi storici rispetto al dollaro nella giornata di ieri, con la Lira Turca caduta dello 0,2% nei confronti del dollaro, raggiungendo 2.16 per dollaro, in controtendenza rispetto alla risalita della moneta turca in seguito all’innalzamento dei tassi d’interesse ad opera della banca centrale.

Per evitare un ulteriore indebolimento della propria valuta e per contrastare le preoccupazioni circa una forte uscita di valuta estera dai confini nazionali, le banche centrali di India, Turchia e Sud Africa hanno tutte innalzato i tassi d’interesse questa settimana.

Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics ha affermato che

Non c’è stata alcun riferimento alla situazione nei mercati emergenti nel documento della Fed. Dal punto di vista degli Stati Uniti, ciò che sta accadendo a quelle economie non viene ritenuto essere di particolare importanza per l’economia americana. Ho la sensazione che nonostante tutto la Fed abbia i mercati emergenti nei propri radar, il che però non porta l’autorità monetaria americana ad inserire la situazione economica di quei paesi nei loro documenti.

Quincy Krosby, market strategist per la Newark, ha però dichiarato che

Il fatto che la Fed non abbia fatto menzione alcuna dei mercati emergenti nel documento contenenti le nuove decisioni di politica monetaria non significa che la banca centrale abbia chiuso gli occhi su ciò che sta accadendo in quei paesi. le banche centrali, infatti, hanno regolari contatti l’una con l’altra. Se la situazione dei mercati emergenti venisse vista come portatrice di rischi sistemici ci sarebbero delle azioni che la Fed prenderebbe al riguardo. Allo stato attuale c’è la sensazione che i problemi siano confinati a mercato individuali come Ucraina, Turchia o Argentina.

Libera traduzione da Dhara Ranasinghe per la CNBC

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