Nasce Italia Viva di Renzi: cosa cambia per il governo Conte

Matteo Renzi ha strappato dal PD dando vita a Italia Viva: l’ex premier ha assicurato il sostegno al governo Conte, ma per la maggioranza molte cose potrebbero cambiare dopo questa scissione.

Nasce Italia Viva di Renzi: cosa cambia per il governo Conte

Se prima la domanda che ci si poneva di continuo era quando Matteo Salvini avrebbe staccato la spina alla maggioranza gialloverde, adesso il nuovo leitmotiv sarà quando Matteo Renzi farà saltare il banco del governo Conte bis.

La fuoriuscita dal Partito Democratico e la nascita di Italia Viva secondo l’ex premier non dovrebbe incidere sul futuro del governo, che al contrario ne uscirebbe rafforzato come ribadito anche dal ministro all’Agricoltura Teresa Bellanova, altra “scissionista”.

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In verità il sostanziale silenzio da parte del Movimento 5 Stelle è sintomo di come i pentastellati siano spiazzati e preoccupati dallo strappo di Renzi, che con i suoi nuovi gruppi parlamentari da adesso in ogni momento sarà l’arbitro del destino del Conte bis.

Italia Viva: cosa cambia in Parlamento

Le prime notizie che arrivano dal fronte di Italia Viva parlano di almeno 25 deputati e 15 senatori pronti a passare fin da subito tra le fila del nuovo partito di Renzi, con i gruppi parlamentari che si dovrebbero formare in settimana.

Il condizionale questa volta è d’obbligo visto che, se alla Camera non ci sono problemi a riguardo, al Senato invece il nuovo regolamento vieta la formazione di gruppi parlamentari ai partiti che non si sono presentati alle elezioni.

In aiuto di Matteo Renzi quindi potrebbe arrivare Riccardo Nencini, senatore socialista attualmente al Gruppo Misto che è stato eletto tra le fila della coalizione di centrosinistra con la Lista Insieme.

Nencini quindi potrebbe “prestare” la sua lista ai renziani per formare un gruppo a Palazzo Madama, passando anche lui tra le fila di Italia Viva. Anche alcuni esponenti di +Europa inoltre starebbero seriamente pensando anche loro al trasloco.

Dagli attuali 40 parlamentari la truppa pronta a seguire Renzi potrebbe quindi a breve rinfoltire ulteriormente le proprie fila. Anche allo stato delle cose, questo nuovo partito sarebbe decisivo per le sorti del governo.

Il Conte bis infatti alla Camera ha ottenuto la fiducia di 343 deputati a fronte di una maggioranza di 316. Senza i 25 renziani, il margine dei giallorossi a Montecitorio sarebbe minimo.

Al Senato invece dove la maggioranza è di 161 la fiducia è stata votata da 169 senatori. Tolti i 15 di Italia Viva, Giuseppe Conte non avrebbe più i numeri necessari a Palazzo Madama per mandare avanti il proprio governo.

Anche nelle varie commissioni parlamentari il voto contrario dei renziani potrebbero far andare sotto la maggioranza. Con questa mossa Matteo Renzi si è assicurato il potere di avere il destino dell’esecutivo nelle proprie mani.

I pericoli per il governo Conte

Correva il 18 gennaio 2014 quando Matteo Renzi, ospite in TV da Daria Bignardi, pronunciava il famoso “Enrico stai sereno” per rassicurare l’allora premier Letta che non era intenzionato a prendere il suo posto a Palazzo Chigi.

Neanche un mese dopo, la Direzione Nazionale del Partito Democratico rilevò la necessità e l’urgenza di “aprire una fase nuova, con un nuovo esecutivo”, con Matteo Renzi che giurò come nuovo premier il 22 febbraio.

Un precedente questo poco rassicurante per Giuseppe Conte, visto che adesso come prima cosa il senatore fiorentino si è affrettato a sottolineare come per la maggioranza di governo non cambierà nulla con la nascita di Italia Viva.

Nei fatti però come abbiamo visto questo nuovo partito sarà d’ora in avanti il vero ago della bilancia per la maggioranza giallorossa, con Renzi che con questa mossa di certo ha già centrato il suo primo obiettivo: tornare al centro della scena politica.

La seconda missione sarà poi quella di modificare la legge elettorale. Come verrà approvata in maniera definitiva la riforma del taglio dei parlamentari, sarà necessario per forza rivedere il sistema di voto vista la sforbiciata a deputati e senatori.

Il governo sarebbe orientato verso un sistema puramente proporzionale, che andrebbe a scontentare non poco Matteo Salvini visto che vedrebbe eliminati i collegi uninominali dove il centrodestra al momento rischierebbe di fare l’en plein.

Riformare il sistema di voto richiederebbe del tempo, dando così la possibilità a Italia Viva di organizzarsi al meglio e strutturarsi anche a livello locale. Il proporzionale poi renderebbe probabili delle trattative post voto dove i renziani potrebbero rientrare in gioco.

Il sentore è che Matteo Renzi, così come fatto dall’altro Matteo nei mesi scorsi, cercherà adesso di guadagnare visibilità facendo una sorta di opposizione interna all’esecutivo guidato da Conte.

Ottenuto il proporzionale e cresciuto nei sondaggi, al pari di Salvini potrebbe cercare soltanto il momento opportuno per mandare i giallorossi a casa: come ha dimostrato l’errore della Lega, non sempre però i piani politici escono alla perfezione e il rischio di rimanere bruciati in Italia è sempre molto alto.

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