Renzi annuncia Italia Viva: chi va e chi resta nel PD

Matteo Renzi ha ufficializzato la sua decisione di uscire dal Partito Democratico per dare vita a Italia Viva: ecco chi seguirà l’ex premier e chi invece rimarrà nei dem.

Renzi annuncia Italia Viva: chi va e chi resta nel PD

Sarà un bene per tutti”. Con queste parole Matteo Renzi intervistato da La Repubblica ha ufficializzato quello che ormai era nell’aria: l’addio al Partito Democratico per dare vita a un proprio movimento politico che si chiamerà Italia Viva.

Non ci dovrebbero essere comunque ripercussioni per il governo, almeno per il momento, visto che il senatore di Rignano ha confermato il suo sostegno al Conte bis definito come “un miracolo”.

A breve quindi nasceranno dei gruppi parlamentari autonomi che resteranno nella maggioranza di governo, con questa nuova forza politica che dovrebbe contare anche su ministri e sottosegretari.

Al momento i renziani rappresentano una grossa fetta dei parlamentari del Partito Democratico, ma soltanto una parte di questi dovrebbe inizialmente seguire l’ex premier in questa nuova avventura politica.

Renzi fa nascere Italia Viva

Matteo Renzi ha aspettato esattamente l’ultimo atto formale da parte del nuovo governo, il giuramento dei 52 viceministri e sottosegretari, per annunciare la scissione dal Partito Democratico e la nascita di un movimento politico che si chiamerà Italia Viva.

Di certo non è un fulmine a ciel sereno visto che da mesi si parla di una separazione, ma le tempistiche fanno sorgere più di un interrogativo su quello che potrebbe essere il futuro del neonato Conte bis.

Renzi infatti è stato il grande artefice del patto giallorosso, aprendo al Movimento 5 Stelle nei giorni caldi della crisi dopo che per anni aveva minacciato una sua immediata fuoriuscita nel caso anche solo di una trattativa del PD con i pentastellati.

Il senatore toscano ha però voluto subito rassicurare Giuseppe Conte: nei prossimi giorni nasceranno dei nuovi gruppi parlamentari che rimarranno comunque all’interno della maggioranza di governo.

Soprattutto all’ex premier dovrebbe stare molto a cuore la riforma della legge elettorale: una volta approvata in maniera definitiva la riforma del taglio dei parlamentari, il governo metterà mano al sistema di voto imponendo una svolta proporzionale.

Il nuovo partito di Matteo Renzi avrà così tutto il tempo per organizzarsi, visto che con il taglio dei parlamentari eventualmente si potrebbe votare di nuovo soltanto a 2020 inoltrato ma i tempi potrebbero essere anche più lunghi.

In più eliminando la parte maggioritaria dei collegi uninominali nella legge elettorale, ci potrebbe essere una maggiore certezza di essere determinanti nelle probabili trattative di governo post voto.

Chi va con Renzi e chi resta nel PD

Inizialmente saranno quaranta i parlamentari pronti a seguire la svolta di Matteo Renzi e formare i nuovi gruppi. Si parla infatti di 25 deputati e 15 senatori che dovrebbero dire addio già in settimana al Partito Democratico.

Al Senato Italia Viva oltre a Matteo Renzi potrà contare su: Francesco Bonifazi, Teresa Bellanova, Davide Faraone, Ernesto Magorno, Tommaso Cerno, Eugenio Comincini, Laura Garavin. Nadia Ginetti, Leonardo Grimani, Giuseppe Cucca, Mauro Marino, Francesco Giacobbe, Andrea Ferrazzi e Mauro Laus.

Alla Camera invece questo dovrebbe essere il gruppo dei renziani: Roberto Giachetti, Luciano Nobili, Michele Anzaldi, Nicola Carè, Gianfranco Librandi, Maria Elena Boschi, Marco Di Maio, Mattia Mor, Luigi Marattin, Silvia Fregolent, Ivan Scalfarotto, Ettore Rosato, Gennaro Migliore, Lucia Annibali, Mauro Del Barba, Raffaella Paita, Maria Chiara Gadda, Vito De Filippo ed Enrico Rossi.

Tra le fila del governo, dovrebbe abbandonare il PD il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova, quello alle Pari Opportunità Elena Bonetti oltre al sottosegretario Ettore Rosato, mentre rimarrà nei dem il viceministro all’Istruzione Anna Ascani.

Il nome più illustre a non seguire Renzi potrebbe essere quello di Luca Lotti, uno dei componenti del cosiddetto Giglio Magico, ma anche il ministro della Difesa Lorenzo Guerini e il capogruppo dem Andrea Marcucci potrebbero inizialmente rimanere all’interno del Partito Democratico.

Da capire poi cosa faranno alcuni deputati e senatori attualmente facenti parte del Gruppo Misto. Soprattutto Riccardo Nencini, che si è presentato per il PSI con la Lista Insieme, potrebbe fornire al Senato il simbolo necessario per poter formare un gruppo parlamentare.

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