Taglio parlamentari, discussione posticipata ad ottobre (forse)

Per il taglio dei parlamentari si dovrà ancora aspettare, presumibilmente non meno di un mese. Dopo la fiducia, le Camere inizieranno i lavori con altre priorità. Ecco cosa prevede il testo della riforma.

Taglio parlamentari, discussione posticipata ad ottobre (forse)

Per la riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari si dovrà ancora aspettare. Dopo la fiducia al Governo Conte bis, le Aule del Parlamento riprenderanno i lavori a pieno regime martedì 17 settembre, ma la discussione sul taglio dei parlamentari non è ancora stata calendarizzata e, presumibilmente, non ci sarà prima del 25 settembre.

Quindi, nella migliore delle ipotesi, il testo arriverà in Camera dei Deputati ad ottobre.
Infatti le Camere hanno dato la precedenza alla discussione generale sulla ratifica di quattro trattati internazionali, rimandando a data non ancora stabilita la tanto discussa riforma che prevede il taglio di 115 Senatori e 230 Deputati.

Il testo, fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle, è stato approvato in Senato lo scorso 11 luglio 2019, ma per il via libera definitivo serve il voto della Camera dei Deputati.

Taglio dei parlamentari, cosa prevede la riforma costituzionale

Il taglio del numero dei parlamentari è sempre stato uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle, riforma che nessun altro partito è mai riuscito a portare al termine.

Stavolta, ad un soffio dall’approvazione definitiva, i tempi sembrano ancora dilatarsi: infatti la Camera dei Deputati non prenderà in considerazione il testo prima di ottobre. In realtà non c’è ancora stata la calendarizzazione, tuttavia si ritiene che questa non possa avvenire per motivi tecnici prima del 25 settembre.

Le Camere inizieranno a lavorare a pieno regime martedì prossimo, 17 settembre, con altre priorità, in particolare la ratifica di alcuni trattati internazionali. In seguito verrà indetta una nuova Conferenza dei Capigruppo per elaborare il piano trimestrale dei lavori delle Camere.

Dunque, siamo piuttosto certi che nella migliore delle ipotesi la riforma sul taglio del numero dei parlamentari slitterà ad ottobre, sempre che tutto vada bene.

Il testo, già approvato in Senato l’11 luglio scorso, manca dell’ultima e definitiva approvazione in Camera dei Deputati, step finale per concretizzare la riforma costituzionale. Se passasse, il Parlamento sarebbe così costituito:

  • 200 Senatori;
  • 400 Deputati.

In pratica le poltrone tagliate sarebbero 115 in Senato e 230 alla Camera dei Deputati. In totale quindi i parlamentari passerebbero da 915 a 600, per un risparmio di circa 100 milioni di euro all’anno.

Per un approfondimento maggiore si allega il testo della riforma:

Riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari
Clicca per prendere visione del testo completo della Riforma

Taglio dei parlamentari, l’iter di approvazione

Il testo che prevede il taglio del numero delle poltrone in Parlamento è una riforma costituzionale, vale a dire che non si tratta di una semplice legge di modifica, ma di un intervento che va manipolare il dettato costituzionale, precisamente gli articolo 56 e 57 che prevedono 630 Deputati e 315 Senatori.

Come ogni riforma costituzionale, anche quella sui tagli in Parlamento prevede un iter di approvazione “rafforzato”: vale a dire che invece di due votazioni favorevoli da parte delle Camere ne occorrono ben quattro, due per ciascuna Camera.

Al momento il testo della riforma ha già ottenuto tre votazioni di segno positivo e manca l’ultima deliberazione che conferma la posizione della Camera dei Deputati, senza la quale la Costituzione non può essere alterata.

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