Taglio parlamentari: la riforma ottiene l’ok del Senato

Taglio parlamentari: testo approvato al Senato con 180 voti favorevoli. Ora manca la votazione della Camera. Ecco come cambia il Parlamento italiano.

Taglio parlamentari: la riforma ottiene l'ok del Senato

Taglio parlamentari, la riforma costituzionale si appresta a diventare realtà. Oggi, 11 luglio 2019, il Senato ha approvato il testo della riforma che prevede il taglio del numero dei parlamentari, con 180 sì; ora manca l’ultimo passaggio, quello definitivo, ovvero la seconda approvazione da parte della Camera dei deputati.

La riforma, fortemente voluta dal Movimento 5 stelle, prevede la diminuzione del numero di parlamentari a 200 in Senato e 400 alla Camera. In pratica si andrebbero a “tagliare” 115 senatori e 230 deputati.

Anche le forze di opposizione sono d’accordo con la riforma: Forza italia e Fratelli d’Italia hanno votato a favore del taglio.

Si aspetta solamente la votazione della Camera.

La riforma costituzionale del taglio dei parlamentari

Lo scorso dicembre proprio nel pieno del rush finale per l’approvazione della legge di Bilancio, Luigi Di Maio ha annunciato che il 2019 sarebbe stato l’anno delle Riforme del Cambiamento. E, almeno per quanto riguarda il taglio dei parlamentari, sembra esserci riuscito.

Riforme del Cambiamento
Il testo integrale delle Riforme del cambiamento del Movimento 5 Stelle

Infatti, quello della diminuzione del numero dei parlamentari, insieme al referendum propositivo, è una delle grandi battaglie del Movimento. Tra le pagine poi c’è spazio anche per l’immancabile CNEL, mentre si è perso traccia del vincolo di mandato per i parlamentari eletti.

Alla fine si è deciso di andare avanti seguendo percorsi separati. La riforma costituzionale del taglio dei parlamentari è stata così fatto oggetto di un disegno di legge che è stato appena approvato in seconda lettura al Senato.

Riforma costituzionale taglio dei parlamentari
Il testo della riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari

Nel dettaglio il testo prevede la modifica degli Articoli 56 e 57 della Costituzione. La Camera quindi passerebbe ad avere 400 deputati, al momento sono 630, di cui 8 eletti nella circoscrizione Estero.

Il Senato invece passerebbe dagli attuali 315 senatori a 200 di cui 4 eletti nella circoscrizione Estero. In totale quindi i parlamentari passerebbero da 915 a 600, ma nel caso si dovrebbe rivedere anche la legge elettorale visto che cambierebbe la ripartizione dei seggi.

Il percorso parlamentare

Al Senato, in seconda lettura, i voti favorevoli sono stati 180. Insieme ai partiti di maggioranza Lega e Movimento 5 Stelle, hanno votato sì anche Forza Italia e Fratelli d’Italia e Pd, che inizialmente era contrario.

Il parere negativo del PD è stato dettato dal fatto che i Dem volessero non solo il taglio dei deputati, ma anche la trasformazione del Senato in una Camera delle Autonomie ricalcando quindi il Referendum Costituzionale del 2016.

La riduzione del numero dei parlamentari - ha commentato il Dem Dario Parrini - andava collocato all’interno di una riforma seria che perlomeno porti al superamento delle due anomalie più gravi del sistema parlamentare italiano: il fatto che ci sono due camere che fanno le stesse cose e il fatto che siamo l’unico Paese al mondo in cui un ramo del Parlamento non usa il suffragio universale per essere eletto”.

Adesso la palla passa alla Camera ma, essendo una legge di riforma costituzionale, servirà una doppia lettura sia a Montecitorio che a Palazzo Madama. Se nella seconda votazione di ciascuna Aula ci sarà una maggioranza dei due terzi, allora verrà evitato il ricorso al referendum.

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