Grecia fuori dall’Euro: giacimenti di petrolio e gas come via di fuga dai creditori

Grexit: Grecia fuori dalla crisi finanziaria ed economica dopo il referendum? Le sue riserve di gas naturale e di petrolio sottomarine potrebbero essere fondamentali.

In attesa del referendum del 5 luglio e dopo il gelo gettato dalla Merkel su Tsipras, rifiutando un aiuto ulteriore alla Grecia, potrebbe aprirsi una stagione di grave austerità e di scenari non rassicuranti.

Esiste però un punto che è stato messo poco in rilievo in questo periodo di trattative: in Grecia - come in tutto il Mediterraneo Orientale - ci sono giacimenti non sfruttati di idrocarburi.

Il fatto che essi non siano pronti ad essere commercializzati pone la Grecia in una posizione di debolezza nei negoziati internazionali. Il suo status socio-economico verrebbe avvantaggiato se potesse padroneggiare le proprie risorse energetiche.

I giacimenti sottomarini di gas potrebbero salvare l’economia della Grecia?
Secondo le ricerche dell’US Geological Survey, che compie importanti studi nel settore, la Grecia potrebbe custodire sotto i suoi mari un tesoro del valore di 600 miliardi di dollari.

Questo giacimento rientrerebbe nel Bacino di Levante, lo stesso che si estende anche nei mari di Israele e di Cipro. Esso riguarda quella parte di Mediterraneo che si trova fra Grecia, Libano, Cipro, Turchia, Israele e Siria.

Idrocarburi sotto il mare della Grecia: le cifre
In particolare, le riserve sottomarine si troverebbero nelle acque a sud di Creta e avrebbero una potenza di ben 3500 miliardi di metri cubi di gas naturale mentre il petrolio ammonterebbe a più di un miliardo di barili.

La provenienza attuale del gas in Europa
Considerando che nel 2011 l’Europa ha consumato più o meno 500 miliardi di metri cubi di gas, la piccola Grecia potrebbe costituire un’importante fonte alternativa e integrativa rispetto al gas russo. I lontani giacimenti siberiani, infatti, sempre nel 2011, hanno contribuito a questo consumo per una quantità di 125 miliardi di metri cubi.

Le stime per il futuro
Pare che entro il 2020 il 20% circa del consumo energetico dell’Europa potrebbe essere coperto proprio grazie alle sorgenti energetiche del Mediterraneo Orientale.

Grecia: gli ostacoli ad un corretto sfruttamento delle risorse
Quali sono i nodi da sciogliere perché i giacimenti siano correttamente sfruttati?
Oltre alla questione ambientale, non di poco conto, visto che l’Egeo una perla di rara bellezza, primaria meta del turismo mondiale, vanno considerati i problemi legati agli equilibri internazionali.

In primo luogo, è importante che gli Stati del Mediterraneo Orientale lascino da parte le controversie e le rivalità, come quelle storicamente presenti fra Grecia e Turchia, e lascino che una rinnovata armonia permetta di collaborare anche a livello di infrastrutture.

In particolare, Cipro, contesa fra Turchia e Grecia, dovrebbe diventare un importante e protetto hub, cioè uno snodo di un gasdotto da realizzare nel Mediterraneo Orientale.

Il ruolo dell’UE
L’UE dovrebbe attuare una politica meno miope nei confronti di uno Stato che potrebbe risolvere molti dei problemi di sicurezza nell’approvvigionamento di risorse energetiche.

La Grecia quindi, vista sotto un altro punto d’osservazione, non sembra più un problema ma una risorsa per uscire dalla crisi finanziaria ed economica.

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