Grecia fuori dall’Euro, Goldman Sachs avverte: lo spread italiano salirebbe fino 400 punti base

Simone Casavecchia

28/04/2015

29/04/2015 - 11:44

condividi

All’indomani del cambio di passo nelle trattative con l’UE, lo spread dell’Eurozona ricomincia a salire e Goldman Sachs parla di rischio sistemico per l’Eurozona nel caso in cui la Grecia dovesse uscire dall’Euro.

Con la prosecuzione dello stallo nelle trattative tra Grecia e istituzioni europee è divenuto necessario, per il premier Tsipras, un cambio di cavallo che, in realtà, è il chiaro segnale dell’inizio di una resa incondizionata.

Criticato dai colleghi europei, Varoufakis viene di fatto esautorato e allontanato dalle trattative con il Brussels Group che verranno gestite da un nuovo gruppo di negoziatori ellenici, guidati dal viceministro greco delle Relazioni Internazionali, Euclid Tsakalotos.

Il cambio di marcia nelle trattative
Richiamato all’ordine da Angela Merkel, Tsipras però non ha messo in campo un puro e semplice rimpasto ma ha di fatto iniziato a sconfessare le promesse fatte in campagna elettorale, le promesse che, peraltro, gli hanno permesso di ottenere i voti utili per sedere al Governo.
Lo testimonia non tanto il fatto che Varoufakis sia stato esautorato ma, piuttosto, le riforme che il Governo guidato da Syriza si appresta a varare con un disegno di legge che recepisca le richieste fatte dai creditori internazionali al Governo di Atene.
Se la Grecia vuole davvero gli aiuti internazionali, ormai sempre più indispensabili, dovrà riformare pesantemente il fisco e la pubblica amministrazione, intervenire sulle licenze televisive e tassare la pubblicità in televisione. Ancor più impegnative potrebbero essere però le misure che il Governo Tsipras potrebbe mettere in campo in un futuro molto prossimo: sarebbe rimandato a data da destinarsi l’aumento del salario minimo ai lavoratori, potrebbero essere bloccati i prepensionamenti nella Pubblica Amministrazione e la riforma fiscale potrebbe introdurre nuove e più pesanti tasse, dall’aumento dell’IVA a una nuova tassa sui viaggi di lusso nelle isole greche.

Le previsioni di Goldman Sachs
Insomma, tutte le più recenti scelte di Tsipras sembrano volte a scongiurare a tutti i costi una Grexit e tutti gli spettatori che sul piano internazionale assistono all’evolversi delle trattative sembrano sempre più preoccupati da questa ipotesi. Victor Constancio, Vicepresidente della BCE, ha espresso la propria fiducia nel buon esito delle trattative; Pierre Moscovici, commissario europeo agli Affari Economici, ha dichiarato che non è pensabile una Grecia fuori dall’Euro; gli stessi mercati finanziari hanno accolto con favore il rimpasto ellenico (Milano ha chiuso a +1,62%; Francoforte a +1,93% e Parigi a +1,3%). Anche lo spread italiano cala a 120 punti base e il rendimento dei Btp italiani torna a 1,36%.
Proprio questi ultimi dati, per quanto gli umori dei mercati siano volatili, costituiscono la conferma più evidente delle previsioni nere di alcuni analisti di Goldman Sachs.
Perché i vertici delle istituzioni politiche e economiche europee sarebbero così preoccupati per una possibile uscita di Atene dall’Euro se, fino a pochi giorni fa, si era parlato di conseguenze contenute per l’Eurozona, nel caso di una Grexit? Perché lo scorso venerdì lo spread italiano ha subito un’impennata così preoccupante?
La risposta l’hanno fornita gli esperti della banca d’affari americana, quella stessa Goldman Sachs che nella storia del debito e del default greco ha responsabilità immense e di vecchia data, che hanno parlato di rischio sistemico per l’Eurozona nel caso di una Grexit.
Un’ipotesi, quella dell’uscita della Grecia dall’Euro, che continua ad essere ritenuta improbabile ma che, se si dovesse effettivamente configurare, potrebbe determinare un rialzo dello spread tra Btp e Bund tedeschi fino a quota 350/400 punti base.
L’Italia, essendo il terzo creditore della Grecia, in campo Europeo, sarebbe il Paese continentale più esposto a gravi conseguenze economiche, nel caso di un default greco ma, secondo Goldman Sachs si rischierebbe un effetto domino tra tutti i cosiddetti PIGS: lo spread spagnolo reagirebbe in termini simili a quello italiano, il Portogallo potrebbe subire conseguenze anche peggiori di quelle degli altri Paesi dell’Europa Meridionale mentre, l’unico Paese Europeo (tra i PIGS) che subirebbe conseguenze contenute sarebbe l’Irlanda che, nel corso degli ultimi anni, ha conseguito risultati migliori in termini di crescita e di ripresa economica.

Iscriviti a Money.it