Grecia: Varoufakis illustra il piano di salvataggio in un’intervista al Financial Times

Simone Casavecchia

03/02/2015

L’Esecutivo di Alexis Tsipras, per bocca di Yanis Varoufakis, inizia a scoprire le carte e a definire quali saranno le prossime mosse, soprattutto finanziarie, da attuare per salvare la Grecia.

Grecia: Varoufakis illustra il piano di salvataggio in un’intervista al Financial Times

Finora c’erano stati solo timide strette di mano davanti ai fotografi, pacche sulle spalle e occhiatacce trasversali a testimoniare la tensione sempre più alta tra il nuovo esecutivo greco e gli interlocutori europei. Nella giornata in cui Alexis Tsipras arriva a Roma, per sondare la posizione di Matteo Renzi e del Governo Italiano, dopo aver incassato l’appoggio di Francia e Usa (e potendo contare, sull’appoggio esterno della Russia) è, però, un altro l’elemento fondamentale su cui concentrare l’attenzione.

In un’intervista rilasciata al Financial Times, infatti, in neo ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis ha cominciato a scoprire le carte e a spiegare qual è la reale strategia finanziaria del governo greco e quali sono gli strumenti da mettere in campo per far ripartire l’economia ellenica.

Quel che vuole il nuovo governo greco è ormai chiaro e lo ha ben compreso anche Obama, da sempre attento al welfare e alle condizioni di vita della popolazione: interrompere quell’austerità che ha letteralmente mandato sul lastrico e ridotto in stato di povertà migliaia di greci, ridando respiro al credito e mettendo in campo riforme che non riguardino il solo stato sociale ma anche una piaga tipicamente greca come l’evasione.

Come ha spiegato in un’intervista al Financial Times, il neo ministro delle finanze Varoufakis avrebbe già definito un vero e proprio piano di salvataggio finanziario che dovrebbe toccare sia la delicata questione del debito contratto dalla Grecia sul piano internazionale sia le possibili modalità con cui far ripartire l’economia greca.

La proposta di Varoufakis si fonda su uno scambio tra gli attuali titoli di credito che le altre nazioni europee possono vantare attualmente nei confronti della Grecia e dei nuovi bondi legati alla crescita. Questi nuovi bond (da cui il nome tecnico dell’operazione: «doppio swap» ossia doppio scambio) sarebbero di due tipi:

  • il primo riservato ai creditori europei che hanno in mano la parte più consistente del debito, indicizzerebbe il nuovo debito al tasso di crescita nominale della Grecia: in altri termini, maggiore è la crescita greca, maggiori sarebbero gli importi pagati ai creditori;
  • la seconda tipologia di bond sarebbe scambiata con i titoli di credito in mano alla BCE e si configurerebbe come una «obbligazione perpetua» ossia, in altri termini, non come una vera e propria cancellazione del debito contratto ma come un titolo di debito che verrebbe restituito solo quando (il famoso allungamento dei termini di restituzione) il PIL greco tornerà a registrare il buono stato di salute delle finanze elleniche;

Come ha dichiarato Varoufakis, rivolto ai parter europei a cui il piano deve ancora essere presentato

“vogliamo dire che il piano punta a mettere d’accordo avanzo primario e riforme. Aiutateci concedendo più spazio di manovra sui conti, altrimenti continueremo a soffocare e diventeremo una Grecia deformata piuttosto che riformata”

Oltre al già citato perseguimento dell’evasione fiscale, il governo greco metterà in campo un piano di riforme finalizzate a efficientare l’economia. Accanto a ciò, il governo Tsipras punta anche su avanzi primari di bilancio (ovvero su dei conti in attivo, al netto delle spese previste per il pagamento degli interessi sul debito) che oscillino tral’1% e l’,5% del Pil.

Questa combinazione di avanzo primario di bilancio e di riforme, per funzionare deve essere essere sorretta dal sostegno fiscale dei creditori internazionali, altrimenti la Grecia soffocherà. Questo sostegno fiscale dovrebbe concretizzarsi in iniezioni di liquidità della BCE alla quale nei prossimi 4 mesi, il governo greco potrebbe chiedere 1,9 miliardi di euro, una cifra pari ai profitti totalizzati dalla BCE con l’acquisto di bond greci avvenuto nel primo salvataggio del 2010.

Il piano di Varoufakis è stato ritenuto estremamente rischioso dal ministro dello Scacchiere (Finanze) inglese George Osborne, che ha a definito lo scenario greco come quello di

«maggior rischio per la crescita globale»

Ci sarà da capire oggi se, dopo l’incontro di Varoufakis con Padoan, se l’Italia andrà a rimpinguare la schiera dei sostenitori o quella degli avversari della Grecia.