Governo contestato, protesta degli attivisti Notap tra bandiere e tessere elettorali in fiamme

Sull’ok alla costruzione del gasdotto in Salento, arrivano le proteste del comitato NoTap contro il Movimento 5 Stelle

Governo contestato, protesta degli attivisti Notap tra bandiere e tessere elettorali in fiamme

‘Questa terra non è in vendita, Movimento 5 Stelle dimettetevi’. Non si è fatta attendere la reazione degli attivisti NoTap contro il via libera del Governo Conte alla costruzione del gasdotto.

Questa mattina, sul lungomare di San Foca di Melendugno, è andata in scena la mobilitazione generale, in uno dei luoghi simbolo della lotta alla realizzazione dell’impianto.

Movimento NoTap scende in strada tra bandiere e tessere elettorali bruciate

Mentre il capo del movimento NoTap, Gianluca Maggiore, chiedeva ancora una volta le dimissioni dei rappresentanti pentastellati, alcuni attivisti hanno dato fuoco a bandiere del movimento, strappando e bruciando tessere elettorali e manifesti con i volti dei parlamentari eletti in Salento.

Erano stati proprio i 5 stelle a garantire, in campagna elettorale, il blocco del progetto Tap entro due settimane dall’elezione. Promessa non mantenuta. Nel mirino dei manifestanti anche il ministro del Sud, Barbara Lezzi, accusata di tradimento.

Per i NoTap, il sì di Conte è giustificato da bugie

ll premier Giuseppe Conte ora ha avallato la costruzione dell’opera, adducendo penali insostenibili per lo Stato italiano, in caso di rinuncia. Luigi Di Maio ha parlato di quasi 20 miliardi di euro che graverebbero sulle finanze pubbliche.

Notizia questa che gli attivisti NoTap etichettano come una «menzogna», smentendo le parole degli esponenti dell’esecutivo. Il governo non dovrà pagare nulla, hanno fatto notare, poiché non si tratta di un’infrastruttura pubblica.

“Il mantra delle penali e dei costi di rinuncia rappresenta la vergognosa conferma di come Tap sia stata pensata, sostenuta e giustificata grazie alla menzogna spudorata,” il commento dei NoTap che accusano il Governo giallo-verde di favorire la lobby transnazionale. Di tutto altro avviso il leader della Lega Matteo Salvini.

“Se l’energia costa meno per famiglie e imprese è solo una buona notizia. Quindi quello che serve a fare pagare meno gli italiani va avanti. Per quello che mi riguarda si farà,”

ha affermato il vicepremier e ministro dell’Interno.

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