A poche ore dalle elezioni USA i cambi AUD/USD e NZD/USD si presentano come ottime occasioni per chi voglia scommettere sull’esito delle presidenziali: vediamo perché.
Le tanto attese elezioni USA 2016 sono ormai arrivate e in queste ore si hanno le ultime possibilità di scommettere sulla vittoria dell’uno o dell’altro candidato.
Sul Forex una soluzione indiretta ma dal grande potenziale è quella di scommettere sui cross che vedono il dollaro USA scambiato contro il dollaro australiano e quello neozelandese, a loro volta correlati.
Oltre alle possibili puntate sull’azionario Italia, una scommessa diretta sulla valuta americana sembra aver manifestato una tendenza ad oggi piuttosto chiara: di rafforzamento in caso di vittoria della Clinton e di indebolimento se dovesse vincere Trump.
La situazione nella quale versano i cambi AUD/USD e NZD/USD è per certi versi un terreno ideale per scommettere, in particolar modo se si propende a favore della candidata democratica.
A potenziare ulteriormente questo scenario si aggiunge anche l’arrivo della riunione della Reserve Bank of New Zeland, dalla quale è atteso un taglio dei tassi di interesse.
Dopo aver visto la previsione annunciata dal peso messicano, analizziamo ora la particolare scommessa che rappresentano i cambi dollaro australiano-dollaro USA e dollaro neozelandese-dollaro USA in vista delle elezioni americane.
Forex ed elezioni USA 2016: AUD e NZD terreno fertile per la vittoria della Clinton
Le elezioni USA rappresentano, come tutti i grandi eventi macroeconomici, un’occasione di investimento, o meglio, di scommessa sui mercati finanziari.
Delle tante soluzioni offerte dal Forex, visto che la valuta protagonista dell’evento è il dollaro USA, la più scambiata del mondo, c’è una particolare coppia di cambi, correlati tra loro, che nasconde grandi potenzialità.
Sia il dollaro australiano che quello neozelandese sono da mesi inseriti all’interno di trend rialzisti nei confronti del biglietto verde, e proprio negli ultimi giorni hanno accumulato ulteriore terreno che li pone vicini ai loro massimi annuali.
Aver percorso tanta strada al rialzo vuol dire allo stesso tempo avere molta strada da percorrere in caso di inversione, ovvero di rafforzamento del dollaro USA, ipotesi che sembra accostarsi alla possibile vittoria della Clinton.
A questo deve aggiungersi l’arrivo, durante la giornata di domani, della riunione della Reserve Bank of New Zeland.
Secondo il mercato la banca centrale neozelandese taglierà i tassi di interesse, dal +2% al +1,75%, ulteriore evento che solitamente gioca a sfavore della valuta locale, a sua volta correlata con quella australiana.
Scendendo nel dettaglio e guardando alla situazione del cambio dollaro australiano-dollaro USA, si nota dal seguente grafico giornaliero il raggiungimento nelle ultime ore della zona in blu:
Questa è una zona di massimi che più volte è stata toccata ma mai superata, al di là di una singola e breve parentesi ad aprile.
Il cambio AUD/USD ha così raggiunto un punto ideale per riprendere il ribasso, prospettiva che avrebbe grandi potenzialità.
La trendline in verde che descrive il trend rialzista tenuto per gran parte del 2016, se tagliata, offrirebbe un deciso cambio di inerzia nel medio periodo, dando al cross la possibilità di ritracciare il proprio andamento in direzione dei supporti a 0,750 e 0,738.
Allo stesso modo il cambio dollaro neozelandese-dollaro USA vive una situazione limite, arrivato anche lui in una zona di massimi molte volte premessa di un ribasso:
Un eventuale crollo, in caso di vittoria della Clinton e di rafforzamento della valuta americana, avrebbe anche in questo caso ampia strada da percorrere al ribasso, fino e oltre la trendline in verde, verso i supporti a 0,704 e 0,688.
Entrambi questi scenari sono poi ulteriormente favoriti da un eventuale taglio dei tassi di interesse da parte della RBNZ, nell’immediato post-elezioni, motivo per il quale la vittoria della Clinton si presenta come l’evento potenzialmente più cospicuo.
In caso di elezione di Trump a presidente degli Stati Uniti, tuttavia, non è da escludere per entrambi i cambi la rottura della zona di massimi in blu e la risalita verso nuovi livelli record per il 2016, RBNZ permettendo.
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