Flessibilità pensioni: significato e calcolo dei requisiti per lavoratori in uscita

Flessibilità pensioni: qual è il significato e la definizione del termine? Ecco le ultimissime notizie sui requisiti per donne e lavoratori in uscita con Ape e Quota 41.

Flessibilità pensioni: significato e calcolo dei requisiti per lavoratori in uscita

La flessibilità pensioni si riferisce alla minore rigidità sui requisiti richiesti per quando andare in pensione. Le ultimissime notizie hanno visto l’avvio varie forme di anticipo, mentre sono allo studio ci sono novità per donne e lavoratori.

La flessibilità per le pensioni è perciò un tema molto attuale che riscuote interesse sia per chi si avvicina al ritiro dal lavoro, sia per chi è più giovane. Con la Legge di Bilancio 2017 sono state introdotte novità sul calcolo delle pensioni con il varo delle nuove misure come l’Ape e Quota 41.

Qual è la definizione di flessibilità per le pensioni e cos’è che significa il termine? Cerchiamo di fare il punto della situazione con le ultime notizie disponibili.

Significato e definizione di cos’è la flessibilità in uscita

I significato di flessibilità sulle pensioni viene a connotare la possibilità di usufruire del trattamento previdenziale con requisiti d’accesso anagrafici e contributivi poco rigidi (‘flessibili’, appunto) che possano adattarsi meglio alle esigenze del singolo.

Invece di fissare dei criteri stringenti, il principio della flessibilità in uscita vorrebbe introdurre requisiti variabili per il calcolo su quando andare in pensione.

Il tema della flessibilità pensioni è spesso oggetto di dibattito all’interno della politica e della società civile. Con le novità della riforma Fornero infatti, la trattativa in tema tra Governo e parti sindacali ha portato ad includere nell’ultima Legge di Bilancio 2017 novità su flessibilità importanti per il calcolo dell’età pensionabile, quali: Ape social, volontaria e Quota 41.

Le notizie in materia di flessibilità pensioni dovrebbero quindi garantire più scelta al lavoratore su quando poter smettere la propria attività lavorativa ed andare in pensione.

Le ultimissime novità mostrano come la direttrice prevalente sia quella di rispettare il principio secondo il quale non tutti i lavori sono uguali. Il calcolo su quando andare in pensione, più flessibile oggi con Ape social e Quota 41, garantisce uno scivolo agevolato a costo zero per particolari categorie sotto tutela.

La flessibilità in uscita non è necessariamente legata all’erogazione di prestazioni previdenziali in senso stretto del termine. Un caso su tutti a riguardo è quello dell’Ape volontaria, una misura di pensione anticipata che si basa su un prestito bancario a garanzia pensionistica che dovrà essere ripagato dal futuro pensionato.

Requisiti sul calcolo della pensioni di vecchiaia e anticipata

Sono due le modalità principali per poter accedere alla pensione secondo la normativa vigente: tramite pensione di vecchiaia o anticipata. In materia di pensioni i requisiti più comuni sono a grandi linee i seguenti:

Tipo di pensioneAnzianità contributivaAnzianità anagrafica
Pensione di vecchiaia 20 anni 66 anni e 7 mesi (66 anni e 1 mese per lavoratrici autonome; 65 anni e 7 mesi per dipendenti private)
Pensione anticipata 42 anni e 10 mesi (lavoratori); 41 anni e 10 mesi (lavoratrici) Nessuna

Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia è necessario sottolineare che dal 1° gennaio 2018 il requisito anagrafico per il calcolo della pensione sarà uniformato per tutti i lavoratori ai 66 anni e 7 mesi.

Una prima forma di flessibilità in uscita sul calcolo delle pensioni è rappresentata dalla pensione anticipata. Erede della vecchia pensione di anzianità a quote, garantisce un ritiro al raggiungimento di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le loro colleghe donne.

Novità pensione anticipata 2017 e calcolo età pensionabile

Tra le possibilità di flessibilità per pensioni da tenere in considerazione per il calcolo dell’età pensionabile ci sono anche le novità della riforma promossa dalla Legge di Bilancio. Se infatti le novità introdotte dalla riforma Fornero hanno puntato in generale ad uniformare ed innalzare l’età pensionabile, l’esecutivo ha varato alcuni strumenti che permetteranno di andare prima in pensione, a titolo oneroso o meno.

Stiamo parlando delle due forme di Ape (volontaria e sociale) e della Quota 41 per lavoratori precoci. Le prime due misure di flessibilità per pensioni sono sperimentali ed avranno una periodo di applicazione che va dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018, con possibilità di proroga o di iscrizione a regime.

Vi proponiamo una tabella riassuntiva sulla misure di flessibilità sulle pensioni previste dalla Legge di Bilancio 2017, ovvero le varie forme di anticipo pensionistico a disposizione nel 2017:

Tipo di anticipoDescrizioneRequisiti maggiori
Ape volontaria Anticipo finanziato da istituti di credito che verrà ripagato in 20 anni dall’accesso alla pensione. Essere a meno di 3 anni e 7 mesi dal pensionamento regolare, aver versato 20 anni di contributi.
Ape social Pensione anticipata finanziata dallo Stato a costo zero per chi ne fa domanda Avere percentuale di invalidità di almeno il 74%, assistere un familiare con disabilità, essere disoccupato da lunga data, essere addetto ad un’attività usurante.
Quota 41 Pensione anticipata finanziata dallo Stato a costo zero per chi ne fa domanda. Aver lavorato per almeno 12 mesi al compimento dei 19 anni di età, aver versato almeno 41 annualità di contributi, rientrare all’interno di alcune categorie di tutela.

Nelle ultime notizie che forse verranno valutate per la prossima riforma pensioni 2017 sono una diminuzione per i requisiti di Ape social per donne. Lo sconto su quando andare in pensione potrà riguardare circa 2-3 anni sui criteri odierni.

Flessibilità in uscita: Opzione donna e lavori usuranti

Una ulteriore possibilità di flessibilità per pensioni è garantita da Opzione donna, una forma di anticipo pensionistico sopravvissuta alla riforma Fornero e che è stata prorogata fino al 2017 dalla legge di bilancio.

La possibilità è a disposizione delle sole donne e permette di accedere alla pensione a 57 anni come requisito minimo e con un’anzianità contributiva di almeno 35 anni. I requisiti però devono essere stati perfezionati entro il 31 dicembre 2015.

Tra opzioni da prendere in considerazione per il calcolo delle pensioni ci sono le modalità di flessibilità in uscita riservata agli addetti ai lavori usuranti, oltre a Quota 41.

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