Arrivano brutte notizie per Fiat Chrysler. Nonostante i numerosi incentivi e promozioni lanciate per convincere i clienti ad acquistare le sue auto, le immatricolazioni del gruppo italo americano in Italia calano nel mese di agosto del 2020.

Mentre il mercato auto nel suo insieme rimane stabile rispetto allo stesso mese dello scorso anno, FCA registra un piccolo calo. Le vendite dell’azienda del numero uno John Elkann il mese scorso nel nostro paese sono diminuite del 2,8 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Fiat Chrysler: calano le vendite in Italia ad agosto

Ad agosto infatti Fiat Chrysler ha immatricolato in Italia circa 20 mila auto. Per effetto di questo risultato dunque la quota di mercato del gruppo italo americano si attesta a 22,9 per cento.

Si tratta di un risultato in controtendenza rispetto a quello di altri grandi gruppi automobilistici presenti nel nostro paese. Basti pensare che ad esempio il mese scorso in italia il gruppo Volkswagen ha visto aumentare le sue immatricolazioni del 15 per cento e il gruppo francese PSA, che a breve si fonderà proprio con FCA, del 4 per cento.

Se invece prendiamo in considerazione il 2020 nel suo insieme, la situazione di Fiat Chrysler è assai peggiore. Ma del resto si tratta della norma nel settore automotive a causa del lungo lockdown dei mesi scorsi causato dal coronavirus. Infatti nei primi 8 mesi dell’anno FCA ha perso il 41 per cento delle immatricolazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

In questo caso il gruppo del CEO Mike Manley ha fatto leggermente peggio del mercato nel suo insieme che ha perso il 39 per cento. Altri gruppi importanti però sono riusciti a limitare i danni in maniera migliore. Basti pensare ad esempio a Volkswagen le cui vendite nel nostro paese nello stesso periodo sono calate “solo” del 32%.

Per quanto riguarda i singoli marchi di Fiat Chrysler, tornano a crescere Jeep e Alfa Romeo rispettivamente dell’8,3 e del 14 per cento. Male tutti gli altri con Fiat che perde il 6,3 per cento, Lancia il 9,6 per cento, Maserati il 52 per cento e anche Ferrari perde il 2,3%.