Export e internazionalizzazione cruciali per la ripartenza delle aziende italiane post-Covid

Nasce il Patto per l’Export, per sostenere il processo di internzionalizzazione del tessuto imprenditoriale italiano, l’export e il Made in Italy.

Export e internazionalizzazione cruciali per la ripartenza delle aziende italiane post-Covid

Si è svolto presso la Camera di Commercio - Sala del Tempio di Adriano, la tappa di Roma del “Roadshow del Patto per l’Export”. Ai lavori di rilancio dell’export e per le nuove prospettive dell’internazionalizzazione hanno partecipato il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, il Sottosegretario per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, Manlio Di Stefano e il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Oltre le autorità politiche ed istituzionali, molto attesi sono stati gli interventi dei principali enti preposti al sostegno dell’internazionalizzazione del sistema produttivo, tra cui l’Agenzia Ice, Sace, Simest, Camera di Commercio di Firenze e Camera di Commercio di Roma.

In tale occasione, il Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio ha partecipato alla tappa di Roma del Roadshow di presentazione del Patto per l’Export, dedicando attenzione particolare all’ambiziosa strategia indicata negli ormai noti sei pilastri per lo sviluppo delle piccole e medie imprese della nostra Penisola e per rilanciare l’export e la tutela e promozione del Made In Italy in tutto il globo.

Export e internazionalizzazione per far ripartire le aziende

Stiamo vivendo un contesto di avversità”, ha ribadito l’Amministratore delegato di Sace Pierfrancesco Latini, “in cui alle incertezze ereditate dal 2019 si sono aggiunte le conseguenze della pandemia sanitaria con impatti inevitabili per l’export a livello nazionale ma anche a livello regionale. Nonostante la severità della crisi economica che stiamo vivendo, in realtà vediamo i presupposti per una ripartenza, una ripartenza che necessita di un nuovo slancio industriale e che dovrà essere trainata da quel grande fattore di resilienza per la nostra economia che è l’export. Ovviamente Sace nell’ambito del Patto per l’Export, è pronta a fare la sua parte in questa direzione. Con il ‘Patto per l’Export’, redatto nell’ambito dei lavori della Cabina di regia per l’Italia internazionale e siglato alla Farnesina dopo un intenso percorso di ascolto coordinato dal medesimo dicastero, si indica con chiarezza a tutto il tessuto produttivo del Paese che l’internazionalizzazione è la strada maestra da seguire per superare la grave crisi economica causata dalla pandemia del Coronavirus”, ha concluso l’amministratore delegato di Sace.

Secondo le analisi elaborate dagli analisti economici, i dati per una ripartenza ci sono e possono essere visionati per comprendere vantaggi e svantaggi del tessuto produttivo nazionale. Registrata una crescita economica nel mese di maggio (+35%), rispetto ai dati e di aprile, crescita confermata anche a giugno con un +14,4%, grazie alla ripresa dell’export sia verso mercati interni all’Unione Europea che verso mercati extra Unione. Dati economici che fanno sperare in una crescita della ripresa anche nel prossimo autunno se non vi saranno altre problematiche economiche causate dal riemergere della crisi sanitaria.

Sostenibilità e progetti green cruciali anche per l’internazionalizzazione

Latini ha sottolineato l’importanza della sostenibilità e del rispetto dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite anche per un sano processo di internazionalizzazione delle nostre imprese: «una grande opportunità di investimenti, crescita e occupazione per l’intero sistema produttivo a cui Sace sta dedicando estrema attenzione per gli impatti socio-ambientali e per l’occupazione», dichiara l’Amministratore delegato.

D’altronde, come ribadito durante i lavori, l’Agenzia Sace sta dedicando attenzione alla tematica da più di 15 anni, attraverso esperti specializzati che adottano e contestualizzano le linee guida stabilite dall’Ocse, attraverso lo sviluppo di progetti green, di diversificazione energetica e sostenibili, smart cities e infrastrutture energetiche per la distruzione di energia da fonti non fossili, pulite e rinnovabili.

Tra gli esempi virtuosi riportati, il progetto di interconnessione elettrica sottomarina Viking Link, costruito anche grazie al contributo finanziario di Sace. La progettualità avviata intende collegare la Gran Bretagna alla stato della Danimarca attraverso un percorso di 760 chilometri che sarà effettuato sotto il mare. Una gigantesca infrastruttura che verrà realizzata dalla società italiana Prysmian su commissione del National Grid North America, società del Gruppo britannico National Grid, nonchè maggiore gestore delle reti elettriche e del gas del Regno Unito.

Inoltre, fra i progetti futuri di Sace per la ripartenza dell’export italiano, viene rilanciato un sistema evoluto di coassicurazione fra Sace e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, senza dimenticare il capitolo digitalizzazione, lo sviluppo di B2B digitali e le fiere online.

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