Europa, nuova crisi finanziaria in arrivo? La risposta in 4 grafici

Una nuova crisi finanziaria in Europa è davvero in arrivo? Analizziamo costa sta succedendo sui mercati attraverso 4 grafici.

Una nuova crisi finanziaria in Europa è imminente? Analizziamo la situazione dei mercati europei attraverso 4 grafici.

Gli asset più rischiosi sono scesi dall’inizio dell’anno sui timori generati dalla politica monetaria negli Stati Uniti, dalla crescita della Cina e dal crollo del prezzo del petrolio.
L’Europa è stata aggiunta solo di recente all’equazione che sta generando paura sui mercati, con alcuni movimenti nelle sessioni di lunedì e martedì che ricordano molto la crisi del debito sovrano nella zona euro del 2011.

Ecco quali sono i vari segnali d’allarme provenienti dalla zona euro che stanno alimentando una forte preoccupazione circa l’arrivo di una nuova e pesante crisi finanziaria in Europa.

Il crollo di Deutsche Bank

Le paure degli investitori in questi giorni si sono concentrate sul settore finanziario. La Deutsche Bank è tra le banche che più ha subito la corsa alla vendita dopo le voci su una possibile crisi di liquidità e i timori degli investitori per l’alta esposizione al settore energetico.

Le banche statunitensi sono state pesantemente ricapitalizzate dopo la crisi del 2008 ma le cugine europee non hanno seguito lo stesso percorso. La Deutsche Bank è stata costretta ad intervenire direttamente per tranquillizzare il mercato affermando di avere abbastanza liquidità per pagare le cedole sul tier 1.

Ma questo è avvenuto solo dopo un crollo delle sue azioni del 10 per cento nella sessione di lunedì e un aumento pesante dei prezzi dei suoi credit default swap a 5 anni - ovvero il costo per assicurare il proprio debito in un periodo di 5 anni.

Il costo di copertura contro l’inadempienza della Deutsche Bank è salito di due volte e mezzo finora nel 2016. È tornato a livelli che non si vedevano dal culmine della crisi della zona euro nel 2011.

Anche Barclays in difficoltà

La volatilità è cresciuta così tanto dall’inizio di questa settimana che anche le azioni di Barclays, colosso bancario per capitalizzato, sono state sospese poco prima della chiusura di lunedì.
Per otto minuti la banca inglese è stata esclusa dagli scambi a causa di movimenti fuori misura.

Dopo la riammissione al mercato, le azioni della banca sono rimaste in calo del 5,3 per cento. Nel frattempo, l’indice bancario europeo ha perso il 5,59 per cento nel complesso solo nella giornata di lunedì, il giorno peggiore dal 24 agosto dello scorso anno.

Il settore bancario italiano è tornato di nuovo sotto la lente trascinando i ribassi dei mercati di martedì.

Come noto, le banche sono afflitte dai timori sui crediti inesigibili. Le azioni di Banca Popolare di Milano sono riuscite a segnare un forte ribasso nonostante l’aumento del 24 per cento dell’utile netto dello scorso anno mostrato dalla trimestrale.

Grecia: mercato ai minimi di 25 anni

Il mercato azionario in Grecia ha colpito i minimi di 25 anni questa settimana, sotto una forte raffica di vendite anche in vista di una revisione del piano di salvataggio in programma la prossima settimana.

L’impatto potenziale del rallentamento della crescita globale e dei tassi di interesse negativi sulla redditività del settore finanziario ora viene prezzato di nuovo nelle valutazioni delle banche.

L’indice di Atene ha perso quasi l’8 per cento lunedì. Per l’anno, il mercato greco ora giù del 26,5 per cento.

Il ritorno dello spread Btp/Bund

Nel frattempo, gli spread dei titoli di stato periferici della zona euro sono tornai ad aumentare. Il grafico mostra l’aumento dello spread tra i rendimenti dei bund tedeschi e i Btp italiani - un barometro fondamentale per misurare l’ansia del mercato.

Alcuni economisti accusano già la mancanza di ulteriore stimolo dalla Banca Centrale Europe come una delle ragioni che stanno dietro il movimento dello spread Btp-Bund.
I rendimenti dei titoli italiani, greci, spagnoli e portoghesi stanno aumentando.

I titoli greci a 10 anni sono aumentati di 61 punti base lunedì, e ulteriori movimenti sono attesi con l’avvicinarsi di un nuovo confronto sulle riforme greche con l’Eurogruppo. L’ultima cosa di cui i mercati hanno bisogno ora è il ritorno della Grecia sotto la lente di ingrandimento.

Crisi finanziaria in Europa davvero in arrivo?

Questi grafici possono possono anche spaventare, ma molti investitori stanno ancora cercando di comprendere se i mercati si stiano veramente dirigendo verso un’altra crisi. Erik Nielsen, capo economista globale di UniCredit, ha detto alla CNBC che non venderebbe mai i suoi titoli ai prezzi correnti.

William Hobbs, responsabile della strategia di investimento in Europa alla Barclays, ha commentato dichiarando che la «economia reale sembra più in forma rispetto a quanto stanno mostrando i mercati

«Le prospettive di crescita sono ancora ok. Questo non vuol dire che sia una situazione rosea, ma non è così male come i mercati mostrano»,

ha detto. Ha aggiunto poi che gli investitori con una «forte costituzione» dovrebbero pensare di aumentare la loro esposizione sui mercati sviluppati.

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