Elezione Presidente della Repubblica 2022: quando e come si vota, favoriti e sondaggi

Alessandro Cipolla - Stefano Rizzuti

10 Novembre 2021 - 09:46

condividi

Il Parlamento in seduta comune e i delegati regionali a inizio 2022 dovranno eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Ecco come viene eletto, quando si vota e chi sono i favoriti.

Elezione Presidente della Repubblica 2022: quando e come si vota, favoriti e sondaggi

Passato l’appuntamento elettorale delle comunali la politica dovrà iniziare a occuparsi dell’elezione del prossimo presidente della Repubblica. La scelta del successore di Sergio Mattarella arriverà nel 2022.

La prima incognita riguarda il presidente del Consiglio Mario Draghi. La sua scalata al Colle potrebbe essere complicata dall’intenzione di alcuni partiti di lasciarlo a Palazzo Chigi ed evitare così anche il ritorno alle urne. Il presidente del Consiglio resta comunque uno dei favoriti nella partita per il nuovo capo dello Stato.

Altra ipotesi che non viene esclusa è quella di un bis di Mattarella, seppur esclusa dal diretto interessato. Le trattative tra i partiti potrebbero iniziare nelle prossime settimane e le elezioni amministrative sembrano dare una posizione di maggior forza al centrosinistra, uscito vincitore dalla tornata elettorale.

Gli equilibri precari del centrodestra con le sconfitte di Lega e Fratelli d’Italia portano Salvini e Meloni a valutare attentamente la loro posizione nella complicata partita a scacchi che porta all’elezione del nuovo capo dello Stato. Nel centrosinistra il Pd è forte degli ultimi successi alle urne mentre il Movimento 5 Stelle mantiene un grosso peso avendo la maggioranza relativa in Parlamento.

Ma quando si vota per l’elezione del presidente della Repubblica? E come funziona il meccanismo che porta a scegliere il nuovo capo dello Stato? Vediamo tutto quello che c’è da sapere sull’elezione del nuovo inquilino del Quirinale, dalle modalità di voto al suo ruolo passando per la data delle possibili elezioni.

Quando ci saranno le elezioni del presidente della Repubblica

Sergio Mattarella ha giurato come presidente della Repubblica il 3 febbraio 2015. Le votazioni invece si sono svolte tra il 29 e il 31 gennaio. Ci sono voluti infatti quattro scrutini per arrivare all’agognata fumata bianca.

Il voto nel 2015 fu necessario dopo le dimissioni di Giorgio Napolitano, attuale presidente emerito che all’epoca decise di lasciare l’incarico due anni dopo la sua seconda elezione al Quirinale.

Il mandato di Mattarella di conseguenza dovrebbe terminare il 3 febbraio 2022, con le operazioni di voto per le elezioni del prossimo Presidente della Repubblica che di conseguenza si terranno a inizio febbraio 2022.

Ancora non è stata fissata una data ufficiale del voto, che si terrà tramite una seduta congiunta del Parlamento alla presenza anche dei delegati regionali. Per eleggere il presidente della Repubblica, c’è bisogno nelle prime tre chiamate dei due terzi dei voti, mentre dalla quarta in poi basta la maggioranza assoluta.

Il semestre bianco

Bisogna ricordare che dal 3 agosto è scattato il semestre bianco, periodo in cui non è possibile sciogliere le Camere fino a quando non verrà eletto il nuovo presidente della Repubblica. Si tratta degli ultimi sei mesi di mandato del capo dello Stato: in questo periodo può sciogliere le Camere solamente se i sei mesi coincidono con gli ultimi sei mesi di legislatura. Non è però questo il caso.

Il ruolo e le funzioni del presidente della Repubblica

Il capo dello Stato è il garante della Costituzione e il suo mandato dura sette anni. Un periodo lungo e che non coincide con quello di una legislatura (cinque anni) per evitare che ci sia sovrapposizione politica tra la maggioranza di turno e il presidente della Repubblica.

Il presidente della Repubblica può sciogliere le Camere (tranne che nel semestre bianco), indire le elezioni e i referendum e nominare fino a cinque senatori a vita. È suo compito anche nominare il presidente del Consiglio: secondo la prassi questo avviene dopo le consultazioni.

Tra le funzioni del capo dello Stato c’è anche la firma e la promulgazione delle leggi (o il loro rinvio alle Camere). Il presidente della Repubblica presiede il Consiglio supremo di difesa, ha il comando delle forze armate, presiede il Consiglio superiore della magistratura e nomina un terzo dei componenti della Corte costituzionale.

Come funziona l’elezione del capo dello Stato

Il presidente della Repubblica viene eletto dal Parlamento in seduta comune con l’integrazione dei delegati delle Regioni: si tratta di tre consiglieri (due di maggioranza e uno di opposizione) per ogni Regione con l’unica eccezione della Valle d’Aosta (solo uno). In totale i delegati regionali sono 58.

Il Parlamento è invece composto da 630 deputati e 320 senatori. La votazione avviene alla Camera a scrutinio segreto. Nei primi tre scrutini è necessario ottenere la maggioranza di due terzi dei voti per l’elezione. Dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.

Nei primi tre scrutini, stando ai numeri attuali, servono almeno 673 voti per l’elezione del capo dello Stato. Dal quarto scrutinio sono invece sufficienti 505 voti tra parlamentari e delegati regionali.

Chi sono stati tutti i presidenti della Repubblica

Dal 1948 sono stati dodici i presidenti della Repubblica per un totale di tredici mandati. Vediamo chi sono stati e quando:

  • Enrico De Nicola 1948
  • Luigi Einaudi 1948-1955
  • Giovanni Gronchi 1955-1962
  • Antonio Segni 1962-1964
  • Giuseppe Saragat 1964-1971
  • Giovanni Leone 1971-1978
  • Sandro Pertini 1978-1985
  • Francesco Cossiga 1985-1992
  • Oscar Luigi Scalfaro 1992-1999
  • Carlo Azeglio Ciampi 1999-2006
  • Giorgio Napolitano 2006-2013
  • Giorgio Napolitano 2013-2015
  • Sergio Mattarella 2015

Gli unici presidenti della Repubblica dimissionari sono stati Segni e Napolitano durante il suo secondo mandato. Al primo scrutinio sono stati eletti solamente Cossiga e Ciampi, oltre a De Nicola. Hanno avuto invece bisogno di più scrutini Pertini (16), Scalfaro (16), Saragat (21) e Leone (23).

I favoriti per il 2022

A meno di assenze in Transatlantico, per eleggere il Presidente della Repubblica serviranno 673 voti alle prime due chiamate e 505 dalla terza in poi. Stando a una elaborazione di YouTrend, questo sarebbe il peso dei vari partiti.

elezioni presidente repubblica elezioni presidente repubblica peso partiti elezione presidente repubblica

Fonte YouTrend

Visti i numeri, senza un accordo trasversale sembrerebbe difficile anche giungere alla semplice maggioranza assoluta. Vista l’ampia coalizione che sostiene il suo Governo, Mario Draghi potrebbe essere eletto anche al primo scrutinio.

Difficilmente però Draghi il prossimo febbraio potrà lasciare il suo incarico di presidente del Consiglio. Questa è la speranza anche dei tanti parlamentari al primo mandato che, in caso di elezioni anticipate, non riuscirebbero a maturare i requisiti per la pensione.

Al tempo stesso, vista la grande frammentazione appare difficile che un candidato politico come Silvio Berlusconi o Dario Franceschini possa trovare una maggioranza assoluta in Transatlantico.

L’unico che potrebbe riuscirci è Pier Ferdinando Casini, visto che la sua storia politica lo ha portato a lavorare fianco a fianco sia con il centrodestra sia con il centrosinistra. Tra i profili tecnici invece, il nome più chiacchierato è quello dell’attuale Guardasigilli Marta Cartabia.

Nonostante abbia allontanato questa eventualità, allo stato delle cose l’ipotesi più probabile è quella di un secondo mandato per Sergio Mattarella, magari solo di un anno il tempo di accompagnare la legislatura alla scadenza naturale del 2023.

Vista la possibile vittoria stando ai sondaggi del centrodestra alle prossime elezioni, questo significherebbe che nel 2023 i sovranisti avrebbero poi la forza per eleggere un loro presidente della Repubblica.

Appare difficile che il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle possano correre questo rischio. Il voto per il Quirinale al momento di conseguenza assomiglia molto a una sciarada, dove molto dipenderà da cosa deciderà di fare Mario Draghi.

I sondaggi

L’ultimo sondaggio in merito alla elezione del Presidente della Repubblica è stato effettuato da Ipsos e diramato, in data 9 novembre, dal programma televisivo DiMartedì.

Fonte La7

Come si può vedere il nuovo Presidente ideale sarebbe Mario Draghi seguito da Silvio Berlusconi, mentre il 34% degli intervistati non ha espresso graidmento per nessuno dei nomi proposti.

In precedenza in data 13 settembre il Tg La7 di Enrico Mentana ha diramato un sondaggio effettuato dall’istituto Swg. Per prima cosa è stato chiesto quale fosse il gradimento di fronte all’ipotesi di un Mattarella-bis.

Fonte Tg La7

Il 52% dei rispondenti vedrebbe così di buon occhio una permanenza al Quirinale da parte di Sergio Mattarella, mentre soprattutto tra gli elettori di Lega e Fratelli d’Italia ci sarebbe una sostanziale contrarietà.

Fonte Tg La7

Escludendo l’ipotesi di un Mattarella-bis, il sondaggio ha poi chiesto chi potrebbe essere il miglior presidente della Repubblica: per Mario Draghi ci sarebbe un autentico plebiscito, mentre riscuoterebbe un buon gradimento anche l’ipotesi Giuseppe Conte.

Iscriviti a Money.it