Cosa succede se Salvini e Renzi scelgono il prossimo Presidente della Repubblica

Alessandro Cipolla

7 Luglio 2021 - 13:43

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Chi potrebbe essere il prossimo Presidente della Repubblica in caso di un patto tra Matteo Salvini e Matteo Renzi: i due insieme avrebbero i numeri per eleggere un proprio candidato per il Colle.

Cosa succede se Salvini e Renzi scelgono il prossimo Presidente della Repubblica

Potrebbero essere Matteo Renzi e Matteo Salvini a scegliere il prossimo Presidente della Repubblica, con Silvio Berlusconi che già viene descritto con il pallottoliere in mano per capire su quanti voti potrebbe contare.

Non è un mistero infatti che il leader di Forza Italia ed ex Presidente del Consiglio ambisca al Colle, tanto che è uscito anche allo scoperto in una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera.

La tempistica degli emendamenti presentati da Italia Viva in merito al ddl Zan così potrebbe non essere causale, con Matteo Renzi che ha invitato il Partito Democratico a cercare una mediazione sul testo con il centrodestra.

Una presa di posizione che subito ha scatenato i dietrologisti: la sponda sulla legge Zan potrebbe essere così un segnale di Renzi a Salvini per un patto ben più strutturato, che potrebbe avere il suo apice nell’elezione del prossimo Presidente della Repubblica.

Quello di Silvio Berlusconi non è comunque l’unico nome che circola per il Quirinale in caso di una alleanza tra i due Matteo, che teoricamente insieme avrebbero i numeri per eleggere un Presidente della Repubblica a loro gradito.

Patto Salvini-Renzi: chi potrebbe essere il Presidente della Repubblica

A febbraio 2022 il Parlamento in seduta riunita, alla presenza anche dei delegati regionali, sarà chiamato a eleggere il prossimo Presidente della Repubblica. Se nelle prime tre chiamate servirà una maggioranza dei due terzi dei votanti per la fumata bianca, dalla quarta tornata basterà la maggioranza assoluta ovvero 505 voti.

Stando ad alcuni calcoli, il centrodestra al momento potrebbe contare su circa 480 voti certi. Se a questi se ne dovessero poi aggiungere i 45 garantiti da Italia Viva, ecco che la soglia della maggioranza assoluta verrebbe agevolmente superata.

Se numericamente questa operazione potrebbe sembrare sostanzialmente semplice, politicamente invece presenta parecchie insidie. Per prima cosa c’è il volere comune di eleggere in maniera condivisa il prossimo Presidente della Repubblica.

Questa eventualità può avvenire però solo in due casi: una disponibilità di Sergio Mattarella a un secondo mandato, magari più breve come già fatto da Giorgio Napolitano, oppure un disco verde da parte di Mario Draghi a trasferirsi da Palazzo Chigi al Quirinale.

In caso contrario si andrà alla conta, dove Matteo Renzi spera di essere nuovamente l’ago della bilancia come ai tempo del secondo governo Conte. Tutto probabilmente dipenderà infatti da Italia Viva, che potrebbe volgere il suo sguardo a sinistra o a destra.

Per garantire un futuro politico ai suoi, Renzi potrebbe così scendere a patti con Salvini con un conseguente spostamento del suo partito nel campo del centrodestra. Una ipotesi che cambierebbe radicalmente i rapporti di forza in questa corsa verso il Colle.

A riguardo, il nome più chiacchierato ma al tempo stesso più ingombrante è quello di Silvio Berlusconi. Si dice che l’ex premier abbia strappato a Matteo Salvini e Giorgia Meloni la promessa di un loro appoggio al momento del voto.

Il tassello mancante però sarebbe quello di Renzi, che quando era a Palazzo Chigi strinse insieme a Berlusconi il famigerato patto del Nazareno. Non mancano però le possibili alternative, a partire dal ministro Marta Cartabia.

L’attuale Guardasigilli potrebbe essere un nome non indigesto anche al Partito Democratico al pari di Pierferdinando Casini, il decano dei nostri parlamentari che nel 2018 è stato eletto proprio tra le fila del centrosinistra.

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