Come viene eletto il presidente della Repubblica

Stefano Rizzuti

25 Gennaio 2022 - 12:31

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Come si elegge il presidente della Repubblica? Tutto quello che c’è da sapere su quorum, modalità di voto, spoglio delle schede, dove si vota e chi sono i «grandi elettori».

Come viene eletto il presidente della Repubblica

Il 3 febbraio il mandato di Sergio Mattarella al Quirinale terminerà. Dal 24 gennaio 2022, alle ore 15, il Parlamento in seduta comune con l’aggiunta dei delegati regionali ha iniziato a votare per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica.

Con la fine del settennato di Mattarella quelli che vengono ormai chiamati come grandi elettori con una definizione importata dagli Stati Uniti (ma proveniente da un contesto diverso) sceglieranno il suo successore al Colle: una personalità che deve avere almeno 50 anni d’età e godere dei diritti civili e politici.

Ma come funziona l’elezione del capo dello Stato? Ricordiamo che a disciplinare questo momento fondamentale per la vita politica italiana è l’articolo 83 della Costituzione. Nel 2022 sarà l’ultima volta in cui il presidente della Repubblica verrà scelto con le attuali regole considerando che nella legislatura successiva entrerà in vigore il taglio del numero dei parlamentari e cambieranno, quindi, elettori e quorum.

Elezioni capo dello Stato: chi sono i grandi elettori

Il presidente della Repubblica viene eletto dal Parlamento in seduta comune, ovvero 630 deputati e 321 senatori (compresi i sei senatori a vita), e dai 58 delegati regionali: ogni consiglio regionale ne elegge 3, due rappresentanti della maggioranza e uno dell’opposizione. La Valle d’Aosta ha un solo delegato regionale. In totale gli elettori sono 1.009, ma va ricordato che i presidenti di Camera e Senato non votano.

Elezione presidente della Repubblica, dove si vota

La votazione avviene nell’Aula di Montecitorio, presieduta da Roberto Fico (che è presidente della Camera). Al suo fianco ci sarà la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati. Nel 2022 la votazione avverrà seguendo regole diverse a causa dell’emergenza Covid: l’Aula non sarà piena ma potranno presenziare non più di 200 parlamentari per volta (con 50 votanti al massimo) mentre nelle tribune saranno presenti 106 tra parlamentari e delegati regionali.

Le procedure di voto

In ogni giornata si dovrebbe tenere una sola votazione, anche se non è escluso che si decida di procedere con due votazioni. I tempi saranno più lunghi del normale per le procedure di sanificazione e delle misure anti-Covid.

La votazione avverrà in un’unica seduta: l’assemblea non si scioglierà fino all’avvenuta elezione, ma ovviamente saranno previste interruzioni dei lavori (che potrebbero anche durare intere giornate). L’accesso all’Aula, consentito con green pass base, avverrà dal loto sinistro dell’emiciclo.

Le operazioni e le modalità di voto

Le operazioni di voto, a scrutinio segreto, non avverranno all’interno dei soliti catafalchi in legno con la tendina di feltro, in quanto non igienizzabili: ci saranno invece quattro nuove cabine elettorali con l’urna in cui depositare la scheda. Un sistema di aerazione consentirà la sicurezza delle procedure garantendo comunque la riservatezza del voto.

Potranno essere presenti in Aula solo 50 elettori per volta: si vota per fasce orarie e in ordine alfabetico, iniziando dai senatori a vita seguiti da senatori, deputati e delegati regionali. L’elettore entra nella cabina che si trova sotto al banco del presidente, esprime il voto su una scheda già timbrata, la piega in quattro e la deposita nell’insalatiera (il nome dell’urna). Le operazioni dovrebbero durare circa 5 ore e mezza per ogni votazione.

Il quorum per eleggere il presidente della Repubblica

Per l’elezione del presidente della Repubblica è necessario raggiungere un quorum: nei primi tre scrutini è la maggioranza qualificata dei due terzi, corrispondente a 673 voti; dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta, ovvero la metà più uno dei voti, pari a 505.

Lo spoglio delle schede

Al termine delle operazioni di voto si dà il via allo scrutinio che avviene in seduta pubblica. Lo spoglio è compito del presidente della Camera che legge i nomi di chiunque riceva voti. Viene data lettura anche delle schede bianche ma non di quelle nulle. Vengono considerati dispersi i voti ai candidati che raccolgono meno di due preferenze.

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