Economia Italia: ecco le prove dell’inasprimento finanziario

Luca Fiore

28 Novembre 2018 - 17:58

Le tensioni sui mercati finanziari finiscono per ripercuotersi sull’economia reale, basta guardare cosa successo ieri con il bond di UniCredit.

 Economia Italia: ecco le prove dell’inasprimento finanziario

Uno dei temi caldi di questi ultimi giorni è l’impatto delle tensioni tra governo e autorità europee sull’economia del Paese. Negli ultimi sei mesi il rendimento del decennale italiano è salito di circa 60 punti base e, vista la sostanziale stabilità dei corrispondenti titoli tedeschi, lo spread Btp-Bund si è portato in quota 300 pb.

“L’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato è persistito così a lungo da essersi fatto strada nell’economia reale e questo inasprimento, per quanto involontario, è l’ultima cosa di cui l’economia più debole dell’Eurozona ha bisogno in questo momento”, ha commentato Mark Holman, CEO di TwentyFour Asset Managament.

Il caso di UniCredit

A questo proposito, Holman cita il caso dell’ultimo collocamento di UniCredit, che ieri ha venduto un’obbligazione “Senior Non-Preferred a 5 anni per 3 miliardi di dollari. Si tratta del secondo “Senior Non-Preferred” dell’istituto dopo quello inaugurale a 5 anni da 1,5 miliardi di euro collocato a gennaio.

L’istituto di Piazza Gae Aulenti “ha pagato un grande premio per emettere 3 miliardi di dollari di bond Senior Non-Preferred, che è l’ultimo strato del debito bail-in ed è conteggiato nel Total Loss Absorbing Capital (TLAC)”.

Ma si colloca al di sopra delle azioni comuni, del Tier 1 aggiuntivo e anche del Tier 2, che in UniCredit ammonta a circa 58 miliardi di euro. In altre parole, “si tratta –continua Holman - di un rischio relativamente basso e di solito viene emesso con spread bassi a tasso risk-free“.

A parità di condizioni, nel collocamento di ieri è stato registrato un costo di raccolta di 420 punti base, “un enorme balzo in avanti rispetto allo spread di 70 pb sul bond stampato solo 11 mesi fa”.

“L’aumento del costo del capitale può essere pagato solo con l’aumento dei margini di prestito, che in questo momento è un inasprimento indesiderato per l’economia italiana”, conclude l’esperto.