Draghi: se l’Italia esce dall’Euro deve pagare 358,6 miliardi alla BCE

Flavia Provenzani

23 Gennaio 2017 - 15:25

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Mario Draghi sul tema dell’addio all’Euro: ogni banca nazionale deve onorare i debiti, l’Italia dovrebbe pagare 358,6 miliardi di euro alla BCE.

Un raro intervento sull’addio all’Euro di Mario Draghi ci mostra l’orientamento sul tema del presidente della BCE: se uno Stato lascia l’UE deve pagare i debiti con il sistema europeo, oltre che ricevere eventuali crediti. Quest’ultimo, certamente, non è il caso dell’Italia - che ha con la BCE un debito di 358,6 miliardi di euro.

Ogni Paese che lascia l’eurozona dovrebbe onorare i propri crediti o debiti con il sistema dei pagamenti del blocco economico prima di rompere ogni legame: sono queste le ultime parole del presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi.

Il commento - un rarissimo riferimento di Draghi alla possibilità che gli Stati membri possano abbandonare l’euro - arriva in risposta ad una lettera a due esponenti italiani al Parlamento europeo pubblicato venerdì.

Il riferimento alla reversibilità dell’euro da parte di Mario Draghi arriva in un contesto caratterizzato da un’ondata di sentiment anti-euro in Italia e in altri stati della zona euro, alimentata in parte dalla decisione senza precedenti del Regno Unito lo scorso giugno di dare vita alla Brexit e lasciare l’Unione Europea.

«Se un Paese dovesse lasciare l’Eurosistema, i crediti e le passività della banca centrale nazionale con la BCE dovrebbero essere risolti in pieno»,

ha scritto Mario Draghi nella lettera di risposta.

Secondo i dati sul sistema di pagamento Target 2 risalenti alla fine di novembre, questa impostazione lascerebbe l’Italia con 358,6 miliardi di euro di debito con la BCE. Questo sistema registra i flussi di pagamento tra i Paesi dell’Eurozona - o meglio, i debiti o i crediti delle banche centrali e commerciali di ogni Paese membro dell’Eurozona verso l’Eurozona stessa.

La minaccia di default sui debiti nazionali degli Stati membri è stato spesso visto come un elemento di unione della zona euro durante la crisi finanziaria.

Poiché questi pagamenti dovuti generalmente poi non sono regolati, le economie più deboli, tra cui l’Italia, la Spagna e la Grecia hanno accumulato dei debiti enormi, mentre la Germania si distingue come il più grande creditore con un credito netto di 754,1 miliardi di euro.

Lo sbilanciamento sul target 2 è peggiorato negli ultimi mesi. Nella lettera, Draghi ha ribadito che gli squilibri sono dovuti al programma di acquisto titoli della BCE, dove molti dei venditori sono investitori stranieri con conti in Germania, e il conseguente riequilibrio di portafoglio.

Fonte: Reuters

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