Dazi Trump: quali effetti per le materie prime?

Nella prima mattinata di oggi sono entrati in vigore l’aumento al 25% dei dazi statunitensi su 200 miliardi di dollari di merci cinesi. Le nuove tariffe doganali saranno attive tra circa tre settimane, il tempo impiegato dalle navi commerciali di attraversare il Pacifico. Quale effetto sulle materie prime?

Dazi Trump: quali effetti per le materie prime?

Alle sei ora italiana è entrato in vigore l’aumento al 25% dei dazi statunitensi su 200 miliardi di dollari di merci cinesi. Il ministero del Commercio di Pechino ha risposto che prepara contromisure, ma, quel che più conta, viene confermata l’intenzione di procedere con il dialogo.

L’inquilino dalla Casa Bianca ha inoltre minacciato la Cina, puntualizzando che l’amministrazione Usa potrebbe introdurre nuove tariffe anche su tutti quei prodotti che non sono ancora oggetto di dazi.

L’impatto delle tariffe sulla crescita economica della superpotenza orientale potrebbe essere di 0,3%, ha precisato Ma Jun, membro della Banca centrale del Paese asiatico, definendo comunque l’effetto negativo «controllabile».

Le nuove tariffe doganali non sono retroattive, dunque saranno effettive tra circa tre settimane, il tempo impiegato dalle navi mercantili ad attraversare il Pacifico. C’è quindi altro tempo per negoziare ed arrivare ad un possibile accordo: nel caso ci si arrivasse, l’incremento introdotto oggi sarebbe annullato. Quanto pesano sulle materie prime le continue tensioni tra Usa e Cina?

Materie prime da inizio 2019

Tra le materie prime è sicuramente il settore dell’agricoltura a prederci di più. Tra settembre 2018 e febbraio 2019 l’import cinese di soia statunitense è crollato dell’85% a causa dei dazi, ad appena 4 milioni di tonnellate. I coltivatori statunintensi hanno i silos che traboccano e a breve la merce inizierà a deperire.

Di seguito l’andamento delle principali materie prime e dell’indice CRB Commodity Index dal 1 gennaio 2019 ad oggi 10 maggio 2019.


Andamento materie prime da inizio anno con CRB Commodity Index, grafico normalizzato base 100. (Fonte: Bloomberg)

Nel dettaglio è stato analizzato l’andamento dell’acciaio (linea viola), del rame (linea verde), ma anche di softs commmodities come lo zucchero (linea rossa), il caffè (linea viola), il mais (linea viola), il grano (linea blu) e la soia (linea grigia).

Normalizzato base 100, il grafico vede in testa l’acciaio con 140,27 punti. Bene anche il rame che si attesta a 105,45 punti, poco al di sopra dell’indice CRB Commodity Index a 105 punti.

Più in basso e in perdita da inizio anno si trova subito dopo lo zucchero a 96,48 punti successivamente il mais a 90,27 punti. Le ultime tre materie prime sono la soia che si attesta a 88 punti al di sotto il caffè e in ultima posizione il grano, rispettivamente a 84 e 82 punti.

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